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4 domande da porsi per acquistare un fondo comune

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I fondi quotati sul mercato sono diverse migliaia, e ogni giorno le case di gestione ne sfornano di nuovi.

Per questo motivo prima di acquistare un fondo devi comprendere a pieno le risposte a queste 4 domande da porsi per acquistare un fondo comune.

Come si è comportato in passato?

Quanto è rischioso?

Da cosa è composto?

Quanto costa?

 

Vediamo insieme dunque le 4 domande da porsi per acquistare un fondo comune

1 Come si è comportato il fondo nel passato?

Per quanto continuano a propinarci la solita frase formalmente corretta secondo la quale “I rendimenti passati non sono indicativi per il futuro”, nella realtà non è così.

Anzi, noi siamo degli assoluti cultori del passato perché rappresenta una traccia indelebile lasciata nella storia del fondo.

Come è ovvio nessuno conosce il futuro, ma se un gestore per molti anni ha sempre dimostrato ottime capacità gestionali è presumibile pensare che possa ripeterle in futuro.

Quanto meno è meglio investire su questo tipo di gestori capaci piuttosto che altri dagli scarsi risultati.

Quindi? 

Già da questo primo punto capiamo come i fondi, al pari delle azioni devono essere osservati anche graficamente, non solo per mezzo di un prospetto informativo.

Ormai abbiamo capito che per individuare i titoli migliori secondo lo storico, hai bisogno di un sito, come RendimentoFondi, che ti metta a disposizione questi grafici.

 

Conosci la rischiosità di un fondo o di un qualsivoglia strumento finanziario?

Anche per questo secondo punto torna fondamentale l’utilizzo del grafico storico.

In particolare, ci si può affidare a un nostro indicatore specifico denominato ETI, di cui trovi un’ampia descrizione in un video dedicato della nostra Masterclass.

in estrema sintesi ETI è una misura della volatilità di uno strumento finanziario.

Non pretendiamo certo di individuare un fondo che sia sempre solo salito, sarebbe utopistico, ma a noi interessano quei gestori che hanno superato anche anni difficili. Facciamo questo per poter valutare il lavoro del gestore.

 

Da cosa è composto il fondo?

Per questo punto, entriamo in un terreno accidentato e pieno di insidie.

Spesso i fondi possono essere un po’ criptici, ovvero noi non possiamo in realtà veramente sapere cosa il gestore acquista, quando e perché.

È chiaro che un ETF investito sull’S&P500 avrà all’interno titoli dell’S&P500; mentre i fondi invece spesso hanno dei nomi che lasciano intendere diverse interpretazioni.

Altro punto che può disorientare subentra quando ragioniamo in termini di classe di investimento: tutti conoscono le macro-classi di un fondo ma se noi facciamo delle ricerche online possiamo trovare indicazioni diverse x lo stesso fondo e bada bene, dire che un fondo è bilanciato prudente o bilanciato flessibile è profondamente diverso.

Per questo motivo, RendimentoFondi non fornisce queste informazioni dettagliate come i kiid ad esempio e il consiglio che ti do è quello di ricercare queste informazioni unicamente sui diversi siti delle case di gestione e non sui siti generici, per quanto specialisti siano.

Quanto costa il fondo? 

Di tutte le tipologie di costi ne abbiamo parlato in un video  dedicato che ti invito a cercare se te lo sei perso.

Queste tipologie di spese vengono ancora annoverate in quanto formalmente esistenti, ma vi è da dire che ormai tutti i Broker online o le reti  tendenzialmente annullano queste commissioni. Anche il costo di negoziazione che si trattiene l’intermediario ormai è  una cifra fissa che si aggira tra i 9 e i 20 euro, dunque del tutto assimilabile ad un investimento in azioni.

 

Conclusioni sulle 4 domande da porsi prima di acquistare un fondo comune di investimento

Da questo articolo si evince, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’unico modo per valutare un fondo è osservare l’unica cosa che nessun gestore al mondo potrà mai nascondere: il grafico delle sue performance storiche!

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About Author

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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