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Vediamo come riconoscere un minimo di mercato grazie all’analisi tecnica.

Nel trading, così come negli investimenti, ci sono alcuni momenti chiave che, se riconosciuti, possono davvero aiutarci ad avere una migliore comprensione dei mercati.

Riconoscere lo stato di forza dei mercati, attraverso l’osservazione dei grafici è basilare per assumere coscienza del momento e prendere così le opportune decisioni di investimento.

I punti chiave da riconoscere sono essenzialmente tre e RendimentoFondi ha un aiuto per tutti questi: fase di impulso (identificabile grazie al Trendycator), fase di inversione rialzista (identificabile grazie ai Bottom o minimi di mercato + Oscillator in divergenza) e fase di inversione ribassista (identificabile grazie ai Peak o massimi di mercato + Oscillator in divergenza).

In questo articolo andremo dunque a descrivere alcuni pattern di analisi tecnica classica utili per identificare i punti di minimo del mercato, i quali, senza un indicatore di supporto sono davvero difficili da riconoscere.

Identificazione di un minimo di mercato significativo

Per anticipare la fine di una tendenza ribassista e l’inizio di una fase positiva è possibile individuare alcuni aspetti grafici che segnalano il raggiungimento, da parte del mercato, di un minimo significativo.
Con un occhio allenato e i giusti strumenti, individuarli diventa semplice.

Mettiamo organicamente insieme, in questo articolo, i vari pezzi che si possono già trovare su diversi articoli comparsi nel corso del tempo su RendimentoFondi la cui rilettura è utile come approfondimento.

Spesso, un calo profondo di mercato, denominato stato di panico, o una forte fase rialzista, denominata fase di euforia, vengono interrotte da una figura delle candele giapponesi denominata Shooting Star (nel caso di picco di mercato) o Hammer (nel caso di un minimo di mercato).

Per approfondimenti leggi l’articolo denominato “Le candele giapponesi con Trendycator

Queste figure grafiche identificano uno stato anomalo di grande tensione sul mercato ma non sempre sono così “chirurgiche” nell’individuare un cambio di tendenza effettiva, non è infrequente, infatti, una prosecuzione del trend anche successivamente al formarsi di queste condizioni.

Vedremo nel prosieguo di questo articolo come, grazie ai nostri Peak e Bottom e il Trendycator Oscillator sia possibile isolare solamente quei momenti di mercato davvero significativi.
Arrivando al punto, se dopo una fase di discesa noi riusciamo a individuare, grazie ai grafici di RendimentoFondi, un Bottom con l’Oscillator in divergenza positiva e magari un Hammer allora siamo già a buon punto.

Vediamo rappresentati in Fig.1 una rappresentazione complessiva dei punti chiave di svolta del mercato sia lato short e sia lato long.

Fig.1 Punti di svolta del mercato secondo l’analisi tecnica. Fonte RendimentoFondi

Le divergenze tra prezzi e oscillatore sono stati descritti su RendimentoFondi nell’articolo dal titolo “Divergenza Trendycator Oscillator alla scoperta dei trend nascenti”.

Gli swing low

Dopo aver isolato il potenziale minimo di mercato (Bottom) importante, quando un mercato riprende a salire, è fondamentale osservare il comportamento dei minimi sul grafico. Da qui il nome “Swing low”.

In particolare, lo sviluppo di un bottom classico è individuabile da una serie di minimi crescenti.

Può sembrare un controsenso, ma ovviamente un minimo lo si identifica solamente dopo che si è formato, quando poi il mercato inizia già a salire.

Fig.2 Punto di minimo con swing low. Elaborazione RendimentoFondi

Se identifichiamo il punto di minimo come “Bottom”, successivamente dobbiamo osservare un rimbalzo in senso positivo, nel corso del quale i volumi generalmente iniziano a crescere, seguito da una correzione (il mercato torna verso il punto di minimo) che conduce il mercato su un nuovo minimo di “Swing low” superiore rispetto a quello raggiunto in precedenza.

Questo è un momento di fondamentale importanza, perché fino a questo punto nulla è sicuro.

Nessuno può dire infatti, che il minimo ipotizzato in precedenza sia realmente un minimo fino a che il trend non riprende nuovamente a salire superando il precedente massimo raggiunto dal mercato nel corso del primo recupero; la rottura (breakout) di questo massimo rialzista sancirà (definitivamente) l’inizio di un trend positivo.

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La Bear Trap

La figura riconosciuta come Bear Trap (trappola per orsi) non è denominata così a caso, infatti, è una delle figure di analisi tecnica più difficili da individuare.

Fig.3 Bear Trap. Fonte RendimentoFondi

Quando si genera il primo minimo generalmente si pensa di poter individuare tutte le condizioni per poterlo definire un minimo importante.

In seguito si sviluppa il classico recupero rialzista seguito da un ritorno verso il precedente punto di minimo, ci si aspetterebbe a quel punto un tratto in discesa di breve entità seguito poi da una repentina ripresa del trend positivo.
Al contrario invece, il mercato scende esattamente fino a superare, di poco, il minimo precedente. Solo a quel punto riprende vigoroso il trend positivo, spesso questo momento è demarcato anche da una forte ripresa dei volumi.

È un pattern molto insidioso da individuare perché il primo minimo è fortemente ingannevole e come sempre, solo dopo si scopre che il minimo reale è il secondo. Per questo motivo noi di RendimentoFondi invitiamo i lettori a leggere queste situazioni di mercato per informazione ma di confermare l’ingresso unicamente a seguito di uno stato di forza del Trendycator. Questo pattern viene così denominato perché la discesa sotto il primo minimo, anche se per poco, è sufficiente per far scattare le chiusure tecniche di chi aveva anticipato la salita del mercato. E’ di uso comune infatti, se si vuole anticipare un minimo, inserire uno stop tecnico esattamente sul minimo preso a riferimento.

Tecnica troppo antica per non essere largamente conosciuta dai grandi player del mercato. Siccome questi ordini sono spesso già presenti nei server delle banche è facile pensare come sia facile costruire queste trappole ad hoc.
Per questo motivo noi invitiamo sempre i lettori ad attendere una conferma di Trendycator verde prima di entrare a mercato.

Notiamo dal grafico in Fig.3 come questa figura era, in effetti, prevedibile grazie all’Oscillator, infatti, durante il primo bottom non era ancora verificata la condizione fondamentale di “divergenza” tra indicatore e prezzi.
Se si osserva infine nuovamente la Fig.1, anche in quel caso è possibile individuare una figura simile a quella appena descritta, infatti, subito prima di quello che abbiamo definito come un minimo significativo si era già disegnato sul grafico un END_Bottom e successivamente, il mercato è sceso di poco sotto quel minimo andando, infine, a disegnare la condizione di divergenza tra indicatore e prezzi.

 

Il doppio minimo di mercato

Avevamo già menzionato il doppio minimo in un nostro articolo a proposito delle Onde di Elliott.

Questa situazione di mercato rappresentata in Fig.4 è molto simile alla precedente e facilmente le due vengono confuse tra di loro.

Fig.4 doppio minimo. Elaborazione RendimentoFondi.

Il doppio minimo è caratterizzato da un primo minimo nel quale possono anche presenti tutte le condizioni per poterlo definire un minimo importante ma potrebbero anche non esserci.

La successiva risalita però avviene generalmente con una condizione di scarsi volumi, non è facile infatti in questa fase capire se realmente c’è una reale inversione di tendenza.

Successivamente al primo impulso rialzista, infatti, il mercato riprende a scendere, facendo ipotizzare che il down-trend non sia finito.

Il mercato arresta quindi la sua caduta, esattamente sul minimo precedente ed effettua un improvviso recupero.
A quel punto, si dovrebbero notare una buona ripresa dei volumi, l’Oscillator in divergenza positiva e il Trendycator che torna verde.

Questo, è il momento giusto per entrare a mercato.

Conclusioni sui minimi di mercato

In questo articolo abbiamo scoperto come identificare efficacemente un minimo di mercato grazie ad alcuni importantissimi pattern di analisi tecnica, i quali però necessitano di un supporto da parte degli indicatori di RendimentoFondi (Trendycator Oscillator) per essere correttamente individuati.

Nel prossimo articolo scopriremo infatti come riconoscere un massimo di mercato.

Buon RendimentoFondi!

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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