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Come funzionano gli ETF: la replica del sottostante

Non si può comprendere appieno il funzionamento degli ETF senza passare per il punto fondamentale delle diverse metodologie di replica più o meno fedele del sottostante.

Questa scelta incide profondamente su due aspetti: il costo dello strumento e il suo tracking error, ovvero quanto replica fedelmente il suo sottostante.

 

Cosa abbiamo visto nei precedenti articoli della serie “Come investire in ETF

Prima di capire insieme come funzionano gli ETF, e in particolare la replica del sottostante, voglio farti una domanda: conosci nel dettaglio tutte le caratteristiche di questi strumenti finanziari?

Se la risposta è no, allora ti consiglio di andarti a rivedere i passati articoli che abbiamo pubblicato sugli ETF. Se la risposta è sì, allora ti suggerisco comunque di leggerne alcuni, per scoprire alcune cose che magari non credevi di conoscere. Dopotutto, non si smette mai di imparare.

Di seguito ti mostro cosa abbiamo visto insieme fino ad ora, negli articoli dedicati agli ETF. Clicca sul titolo di ognuno per leggerli con tutta calma:

  1. Cosa sono gli ETF?
  2. Decifriamo i nomi degli ETF
  3. Gli ETF strutturati
  4. ETF attivi contro Fondi attivi
  5. ETC: cosa sono e come funzionano
  6. Investire in valute dal divano di casa
  7. Gli ETF Smart Beta parte 1
  8. Gli ETF Smart Beta parte 2
  9. Come funzionano gli ETF: creazione e gestione

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Come funziona la replica del sottostante degli ETF?

Ora che abbiamo una panoramica completa su tutte le caratteristiche, le tipologie e le definizioni di ETF, siamo pronti per la domanda principe di questo articolo: come funziona la replica del sottostante?

Per capirlo vediamo insieme i principali metodi di replica di un ETF.

Innanzitutto, per un ETF la metodologia di replica può essere di tipo fisica o sintetica.

Gli ETF a replica fisica acquistano fisicamente i titoli sottostanti al benchmark di riferimento, oppure nel caso degli ETC, acquistano la relativa materia prima sottostante.

Nel caso in cui il sottostante sia estremamente vasto, oppure illiquido, tale modello di replica totale diventa di difficile attuazione, pertanto in questi casi, si preferisce adottare la replica “a campionamento”.

Un altro motivo per il quale il gestore a volte può preferire quest’ultima metodologia di replica, è, senza dubbio, il contenimento dei costi complessivi dell’ETF: risulta indubbiamente più economico non acquistare tutto il paniere sottostante, bensì solo una parte di esso.

Ma come detto, questa metodologia di replica del sottostante, se ha come beneficio principale quello di ridurre i costi totali (TER), può portare ad un peggioramento del tracking error dell’ETF.

Come accennato, uno dei fattori fondamentali nel confronto e nella valutazione di un ETF è il cosiddetto “Tracking Error”, ovvero lo scostamento che un ETF ha dal suo sottostante.

Più piccola è questa differenza, e più l’ETF è efficiente.

Facciamo un esempio per chiarire meglio.

Prendiamo l’ETF GB00B15KXX56 WISDOMTREE GOLD simbolo BULL, il quale replica sinteticamente l’andamento dell’Oro, il che significa che il suo andamento dovrebbe essere pari a quello del future sul Gold.

Come funziona la replica del sottostante
ETF GB00B15KXX56 WISDOMTREE GOLD (fonte: RendimentoFondi)

Dal grafico si vede chiaramente come ogni tanto il tracking error, ovvero la distanza fra le due curve sia davvero minima, in altri casi, la distanza si accentua maggiormente.

Con la replica sintetica, a differenza di quella fisica, non si acquistano più direttamente i titoli sottostanti, ma i relativi contratti swap, quindi i future sullo strumento.

Riassumiamo brevemente i concetti sin qui espressi grazie alla tabella seguente:

Come funzionano gli ETF: la replica del sottostante
Tabella riassuntiva delle tipologie di replica del sottostante un ETF (fonte: RendimentoFondi).

 

I differenti profili di costo

Per aver una panoramica completa infine è importante analizzare anche i costi sostenuti dagli ETF in quanto direttamente influenzati dalla politica di replica.

Come ben sappiamo ogni prodotto finanziario ha un costo che è la sommatoria di più fattori.

Nell’ambito del risparmio gestito questa sommatoria è definita come TER (Total Expense Ratio), che viene stabilito in fase di creazione dello strumento ed include tutti i costi amministrativi, di custodia e legali.

A questi si devono sempre sommare gli oneri di gestione dell’ETF stesso:

  • costi di ribilanciamento per quelli a replica fisica;
  • commissioni legate agli Swap per quelli a replica sintetica.

Gli ETF che risultano più concorrenziali sono sicuramente quelli a replica sintetica che hanno unicamente spese legate ai costi di acquisto e vendita dei contratti swap.

 

Conclusioni

Nei prossimi articoli della serie “Come investire in ETF“ vedremo insieme altre tipologie di strumenti finanziari simili, per avere un ventaglio di possibilità di investimento ancora più ampio. Ecco dunque la lista di tutti gli altri argomenti che andremo a trattare.

Elenco completo articoli del corso “Come investire in ETF

  1. Cosa sono gli ETF?
  2. Decifriamo i nomi degli ETF
  3. Gli ETF strutturati
  4. ETF attivi contro Fondi attivi
  5. ETC: cosa sono e come funzionano
  6. Investire in valute dal divano di casa
  7. Gli ETF Smart Beta parte 1
  8. Gli ETF Smart Beta parte 2
  9. Come funzionano gli ETF: creazione e gestione
  10. Come funzionano gli ETF: la replica del sottostante
  11. La liquidità degli ETF: perché è importante conoscerla
  12. Investire in ETF: pro e contro
  13. Scoviamo solo i migliori ETF grazie al Ranking
  14. Investire in ETF: un portafoglio ETF pochi click
  15. Teniamo monitorato il nostro investimento in ETF

 

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