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Investire in fondi comuni: pro e contro

Quali sono le due domande fondamentali che un risparmiatore dovrebbe porsi prima di acquistare un fondo comune di investimento; quali i pro e quali i contro di questo tipo di investimento?

Contestualmente, introdurremo brevemente anche una risposta basata sul metodo e sugli strumenti, approfonditi in successive pubblicazioni dedicate, offerti da RendimentoFondi ai suoi lettori.

Prima di addentrarci nel discorso, ci teniamo a ricordare che il tema ‘‘Investire in fondi comuni: pro e contro’’ si inserisce in un più ampio pacchetto di articoli.

Nei precedenti articoli del corso “Come investire in fondi comuni di investimento” abbiamo visto:

  1. Che cosa sono i fondi comuni di investimento
  2. Cosa sono le classi di azioni sui fondi comuni
  3. Benchmark e stili dei fondi comuni di investimento
  4. Tipologie di fondi comuni di investimento
  5. Costi dei fondi comuni di investimento
  6. Indicatori di performance per i fondi comuni di investimento
  7. Migliori broker per i fondi comuni di investimento
  8. Fondi a cedola

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I benefici dei fondi comuni di investimento

Il primo pregio dell’investimento in fondi comuni è quello della diversificazione a basso costo. D’altronde, il patrimonio di tutti i sottoscrittori delle quote viene investito in una pluralità di emittenti, di tipologie di strumenti finanziari, di settori economici o di aree geografiche. Questa strategia consente, anche disponendo individualmente di un piccolo capitale, di ridurre il rischio idiosincratico connesso all’esposizione in singoli titoli. Inoltre, attraverso economie di scala, il gestore ottiene alta diversificazione a costi più bassi rispetto a quelli che sopporteremmo per replicare fisicamente il suo portafoglio.

Il secondo beneficio è quello della competente gestione attiva del capitale. Infatti, a differenza degli ETF, i fondi comuni di investimento mirano a sovra-performare sistematicamente il benchmark di riferimento mediante una combinazione di stock picking e market timing. Attraverso sofisticati modelli finanziari, i gestori tentano di individuare titoli lontani dal loro famigerato fair price, acquistando i sottovalutati e vendendo i sopravvalutati, e studiano continuamente i mercati per capire quale sia il miglior momento per acquistare o vendere dinamicamente i titoli in portafoglio.

Un terzo vantaggio da non sottovalutare è la liquidità di questi strumenti. Infatti, la maggior parte dei fondi comuni non è quotata in Borsa e questo aspetto ci permette, al netto delle particolarità dei fondi chiusi, di sottoscrivere o liquidare le quote interagendo direttamente con i gestore o i collocatori, senza bisogno che dall’altro lato della negoziazione ci sia una controparte.

 

I limiti dei fondi comuni di investimento

A seguito degli ingenti sforzi sostenuti dal gestore per implementare una continua e dinamica strategia di investimento attiva, che punta a sovra-performare il mercato, è naturale che i fondi comuni di investimento addebitino maggiori commissioni agli investitori rispetto agli oneri richiesti per sottoscrivere le quote di un ETF.

D’altro canto, gli elevati costi dei fondi comuni sono stati spesso visti, soprattutto negli ultimi decenni, come un limite per l’investimento e questo confronto ha fatto in modo che gli ETF quotati a gestione passiva accogliessero un grande favore da parte dei risparmiatori.

Tuttavia, ricordando che gli ETF seguono fedelmente i ritorni dei loro benchmark, in quanto orientati alla loro replica, è sempre vero che i prodotti a gestione passiva siano migliori dei quelli a gestione attiva in periodi di alta volatilità e correzione dei mercati?.

D’altronde, nel mezzo di un periodo ribassista, mentre i frequenti e mirati ribilanciamenti del portafoglio sono facoltà precluse agli ETF che quindi replicheranno i ritorni negativi del mercato di riferimento, la gestione attiva ha la caratteristica di investire dinamicamente attraverso lo stock picking e il market timing, sottopesando o rimuovendo i titoli di settori più sensibili agli shock macroeconomici e aumentando le esposizioni in settori meno correlati, o addirittura correlati negativamente, ai crolli di mercato.

 

Come selezionare il fondo migliore?

Dopo questo doveroso riepilogo, affrontiamo la prima domanda che un investitore in fondi comuni di investimento si pone prima di procedere all’acquisto di quote in questi prodotti di investimento.

Supponiamo di aver già identificato a quale tipologia di fondo comune siamo interessati, dopo aver quindi condotto un’attenta analisi dei nostri obiettivi di investimento e un’opportuna asset allocation volta a determinare verso quale mercato e/o tipologia di strumento vogliamo che il portafoglio del gestore sia esposto.

A questo punto è necessario affrontare il tema della capital allocation ovvero stabilire quale fondo, tra la pluralità di quelli selezionati come rispondenti ai nostri obiettivi, sia il migliore in termini di rendimento e rischio. Ipoteticamente, vorremmo essere in grado di stabilire una gerarchia fra i fondi in modo da costruire una vera e propria classifica fra essi ma senza dover andare manualmente ad estrarre i dati sui rendimenti della miriade di prodotti disponibili e senza dover procedere autonomamente a calcolare indicatori basati a priori, ma sovente in modo empiricamente infondato, su assunzioni statistiche per i ritorni degli strumenti finanziari.

Proprio a questo scopo, RendimentoFondi mette a disposizione ETI (Expected Trended Indicator), un parametro aggiornato ad ogni chiusura giornaliera e offerto ai lettori per tutti i prodotti presenti sulla nostra piattaforma.
L’indicatore restituisce una vera e propria classifica dei fondi comuni andando a premiare, attraverso un punteggio più elevato, quei gestori che sono riusciti per un periodo sufficientemente lungo, dimostrando un track record di almeno 5 anni, a conseguire ritorni elevati, andando ad escludere i fondi con almeno un anno concluso in negativo, sopportando una volatilità contenuta.

Nell’articolo “Fondi comuni di investimento a basso rischio” andremo ad approfondire la metodologia di costruzione dell’ETI e tutti i benefici direttamente collegati a questo indicatore.

 

Quand’è il momento esatto per investire nel fondo comune ?

Una volta acquistato il miglior fondo comune che è esposto alla tipologia e alle caratteristiche dello strumento finanziario al quale siamo interessati, come capire il timing corretto per uscire dalla posizione?

Per rispondere a questa domanda, RendimentoFondi ha sviluppato il Trendycator che si configura come un indicatore trend-following che ci segnala, su tutti i prodotti che mostrano graficamente una tendenza di medio-lungo periodo, quando potrebbe rivelarsi ottimale liquidare le quote in quanto si è persa, o invertita, la tendenza in essere sul fondo comune di investimento.

In particolare, l’articolo “Teniamo monitorato il nostro investimento in fondi comuni” sarà presto dedicato a sviscerare il funzionamento e ad interpretare i risultati di questo indicatore.

 

Conclusioni su fondi comuni pro e contro

In questo articolo, dopo un breve ripasso dei punti di forza e debolezza dei fondi comuni di investimento, abbiamo esposto le due domande fondamentali che il risparmiatore si pone prima e durante l’investimento in fondi comuni.

Inoltre, abbiamo introdotto ETI, per la costruzione di una classifica di fondi, e Trendycator, basato sul timing di ingresso e di uscita; questi indicatori verranno poi approfonditi successivamente in appositi articoli a tema.

In conclusione, come sempre ti invitiamo a leggere tutte le nostre più recenti pubblicazioni focalizzate sui fondi comuni di investimento e pensate per tutti coloro che vogliano ottenere una più ampia comprensione degli elementi principali che caratterizzano questi prodotti del risparmio gestito.

 

Elenco completo articoli del corso “Come investire in fondi comuni di investimento:

  1. Che cosa sono i fondi comuni di investimento
  2. Cosa sono le classi di azioni sui fondi comuni
  3. Benchmark e stili dei fondi comuni di investimento
  4. Tipologie di fondi comuni di investimento
  5. Costi dei fondi comuni di investimento
  6. Indicatori di performance per i fondi comuni di investimento
  7. Migliori broker per i fondi comuni di investimento
  8. Fondi a cedola
  9. Investire in fondi comuni: pro e contro
  10. La classifica dei migliori Fondi comuni di investimento a basso rischio
  11. Come scegliere i fondi comuni di investimento
  12. Teniamo monitorato il nostro investimento in fondi comuni

 

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