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Con oltre 20.000 tra fondi e sicav collocati in Italia ti sembra impossibile scovare quel manipolo di eroi del risparmio gestito che sanno creare davvero valore per il tuo portafoglio?

Vorresti poter investire su quel particolare mercato, ma puoi farlo solo con un fondo e non sai di quale gestore fidarti?

Se vuoi sapere come uscire da questa impasse continua a leggere.

PERCHE’ ETI

ETI nasce perché noi, per primi, abbiamo dovuto rispondere a quelle domande.

E non per semplice esercizio, ma perché c’erano in ballo i nostri risparmi da allocare nel miglior modo possibile.

Sì, ok, ma cos’è ETI?

E’ un modello di ranking per i fondi: è in grado di stilare una classifica di fondi e sicav, e come un cecchino è in grado di colpire nel segno individuando le perle nascoste.

ETI è la risposta alle domande che affliggono molti risparmiatori. Con ETI puoi individuare i migliori fondi su cui investire senza impazzire a leggere schede, recensioni (se ce ne sono), articoli, analisi.

E va bene, ma cosa vuol dire “i migliori”?

Essere i migliori secondo ETI vuol dire che il gestore è stato capace di:

  • creare valore costante nel tempo
  • mantenere la volatilità (e quindi il rischio) a livelli contenuti
  • recuperare rapidamente le inevitabili flessioni al ribasso
  • mantenere un rapporto rischio/rendimento ottimale

Per cui le caratteristiche che deve avere un fondo per superare l’esame di ETI sono:

  • storico di almeno 5 anni
  • performance sempre positive a 1, 3 e 5 anni
  • rendimento corretto per il rischio costantemente vantaggioso
  • crescita “idealmente” a 45°, come nell’immagine qui sotto
Fondi modello ETI

Ok, però a me i fondi piacciono molto poco, e quindi non mi serve.

Certo, ma se ETI funzionasse anche con altri strumenti? Ad esempio gli ETF?

Oggi gli ETF si sono evoluti e a fianco dei classici a replica passiva ne esistono una moltitudine con strategie attive di vario genere. Cioè un gestore fa esattamente quello che potrebbe fare su un fondo. E quindi torniamo al punto di partenza.

 

No modello di ranking no party.

 

Inoltre, se ti dicessimo che ETI e Trendycator possono lavorare insieme?

Pensa: un modello di ranking a monte per la selezione dei titoli e un modello di timing per entrare e uscire dal mercato nel miglior modo possibile.

Non basta.

Tutto questo, che è poi il “Metodo RendimentoFondi”, è di una semplicità disarmante, facilmente replicabile e utilizzabile da tutti.

ETI, di fatto, è un numero. O meglio, il numero di ETI è la sintesi, il risultato, del modello.

Un solo valore, che non deve essere interpretato. Chiaro e semplice: più ETI è alto più quel fondo è un best performer su cui puntare.

 

Ok, ma è sempre la solita storia delle cose viste a posteriori.

Chi mi dice che il gestore continuerà a fare bene anche in futuro?

 

La ragione è molto semplice, ma non ci dilungheremo in grandi spiegazioni, che lasciano il tempo che trovano. Basterà un esempio concreto a spiegare il semplice ma efficace assunto di partenza: se un gestore ha dimostrato di fare bene in un lasso di tempo sufficientemente lungo, non c’è ragione di pensare che non possa continuare a creare valore.

Era il 2013 quando Emilio Tomasini parlava per la prima volta del modello ETI mettendoci la faccia e menzionando direttamente un fondo (vai all’articolo completo): si trattava dell’M&G Optimal Income.

Guarda nell’immagine seguente come si presentava il fondo nel 2013 quando Tomasini fece questa semplice affermazione:

“Se un gestore ha sempre dimostrato buone capacità gestionali, sarà più probabile che lui si possa ripetere in futuro piuttosto che un altro che non ha mai avuto buone performance”

Osserva anche come il gestore ha continuato ad offrire ottime performance anche in seguito.

A volte un’immagine spiega più di tante parole!

E poi, ETI mica è scolpito nella pietra.

E’ costantemente aggiornato e basta seguirne l’andamento per accorgersi subito se l’affidabilità del fondo in questione sta iniziando a vacillare.

Se l’ETI del fondo che hai in portafoglio inizia a scendere, senza dare segni di ripresa, e va sotto la soglia minima hai già una precisa indicazione: quel fondo non è più tra i best performer e quindi non dovresti tenerlo in portafoglio.