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In che direzione andrà l’S&P 500 nel 2022?

Difficile dirlo: certo è che in questi primi giorni del nuovo anno abbiamo notato alcuni campanelli d’allarme di tipo economico e politico, che RendimentoFondi ha avuto modo di analizzare nel dettaglio nei due articoli dedicati:

Mid-term election USA e prospettive S&P 500 per il 2022

I primi 5 giorni di gennaio possono prevedere come si muoverà l’S&P 500 nel 2022?

Sebbene siano fattori che potrebbero spingere al ribasso il principale indice americano, sottolineiamo subito l’importanza di considerarli solamente come segnali che devono essere monitorati, e non come segnali forti che arrivano dai mercati per liquidare le proprie posizioni. Consigliamo quindi prudenza: anche se questi rischi si potranno rivelare falsi allarmi, i dati che abbiamo analizzato nei due precedenti articoli sembrano suggerirci che anche se l’S&P 500 tornerà a crescere, non lo farà con le percentuali a doppia cifra visti negli ultimi due anni.

Proprio per studiare al meglio questi fenomeni e non escludere alcuno scenario, è dunque possibile fin da ora pensare a una strategia sul breve periodo che ci assicuri una protezione per il nostro portafoglio.

Quello che faremo in questo articolo è proprio un esercizio di questo tipo: è possibile “assicurarci” su una fase di turbolenza dell’S&P 500? Possiamo mettere al sicuro il nostro investimento se la situazione dovesse prolungarsi oltre il dovuto?

La risposta è sì: vedremo nel dettaglio le opportunità di investimento sul breve periodo per capitalizzare su questi possibili momenti di incertezza, attraverso due ETF Short S&P 500.

La logica degli ETF Short S&P 500

Dato il contesto macroeconomico con cui si è aperto il 2022, per l’anno nuovo può avere senso studiare una ipotesi di strategia sull’S&P 500 di questo tipo: investire, o rimanere investiti, in un ETF liquido e a basse commissioni durante le fasi rialziste dei mercati, e spostarsi su un ETF Short nelle fasi di crisi. In parole povere, saremo capaci di sfruttare entrambi i momenti dei mercati finanziari per essere sicuri di un rendimento positivo nelle fasi di rialzo e di una assicurazione nelle fasi di calo.

La prossima domanda a questo punto è: perché utilizzare un ETF Short, dunque un prodotto che punta sul crollo del mercato, per uno dei principali indici del mondo, che tra l’altro nel corso degli anni ha sempre ben performato?

Perché i fondi Short hanno un senso se utilizzati per brevi periodi nei momenti ribassisti dei mercati. Basti pensare a quanto avvenuto tra febbraio e marzo 2020, o durante la crisi del 2008: piuttosto che rifugiarsi nell’oro e altri metalli preziosi come l’argento, si possono utilizzare gli strumenti Short. Se in questi brevi periodi storici ci affidiamo poi a uno strumento short a leva, ecco che vedremo moltiplicare per 2 o 3 volte il nostro rendimento, in una fase dove i mercati stanno invece traballando.

Ricordiamo infine che gli ETF short e gli ETF a leva, e ancora di più gli ETF short a leva, sono strumenti sofisticati e molto aggressivi, e dunque bisogna essere sicuri del trend in atto per operare con la massima sicurezza. Inoltre, raccomandiamo anche l’implementazione di una strategia stop loss.

 

Xtrackers S&P 500 Inverse Daily Swap UCITS ETF 1C – LU0322251520

Veniamo quindi alla presentazione del primo dei nostri ETF Short sull’S&P 500, ovvero l’Xtrackers S&P 500 Inverse Daily Swap UCITS ETF 1C – LU0322251520. Questo strumento in particolare replica l’indice S&P 500 Inverse Daily, dunque con esposizione short alle 500 maggiori società quotate negli Stati Uniti. Riportiamo nella tabella seguente i dettagli principali dell’ETF:

TickerLU0322251520
Metodo di replicaIndiretta (swap)
Liquidità210,77 mln USD
ValutaUSD
Data di istituzione15 gennaio 2008
NAV al 10-01-227,67 USD
TER0,50%

 

Messi così questi valori non hanno troppo senso: sembra un ETF non troppo liquido (circa 200 milioni di dollari) e con un NAV piuttosto basso, se confrontato con i numeri degli ETF tradizionali che replicano l’S&P 500, con una liquidità che può essere di miliardi di dollari.

Come spiegato sopra, però, questo strumento deve essere letto in un contesto di mercato completamente diverso da momenti storici più favorevoli: ad esempio, a marzo 2020 la liquidità di questo ETF era tre volte tanto quella attuale, proprio perché molti investitori erano consapevoli delle potenzialità protettive di questi strumenti in periodi turbolenti.

 

Lyxor S&P 500 Daily (-2x) Inverse UCITS ETF – Acc – LU1327051279

Per rendere i giochi ancora più interessanti, segnaliamo il Lyxor S&P 500 Daily (-2x) Inverse UCITS ETF – Acc – LU1327051279, che anche in questo caso replica l’indice S&P 500 Inverse Daily, ma con una leva giornaliera di 2x. Riportiamo, per completezza di informazione, tutte le caratteristiche principali di questo strumento nella seguente tabella, per poi procedere con il nostro esercizio dedicato allo studio delle performance di questi due ETF Short sull’S&P 500:

TickerSPX2S IM
Metodo di replicaIndiretta (swap)
Liquidità40,79 mln USD
ValutaUSD
Data di istituzione14/12/2015
NAV al 6-01-229,17 USD
TER0,60%

 

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Un esercizio: il crollo di marzo 2020

Vediamo ora un esempio grafico per mostrare l’efficacia di un investimento secondo la logica dello short sull’S&P 500. Come intuibile, e come detto prima, gli ETF Short sono estremamente efficaci per brevissimi periodi, proprio per evitare ingenti perdite in un arco temporale molto ristretto, quale può essere il caso di una crisi economica o finanziaria.

L’ultimo grande crollo finanziario è di memoria piuttosto recente, e risale allo scoppio della pandemia e del conseguente primo lockdown a marzo 2020. Seguendo una strategia che ci avrebbe tenuto impegnati sull’S&P 500, a fine febbraio o al più tardi a inizio marzo 2020 avremmo potuto considerare un ingesso sui due ETF Short presentati in questo articolo. I campanelli di allarme di una crisi c’erano tutti, almeno in Italia: le scuole chiudevano, i contagi salivano vertiginosamente e così le quotazioni azionarie cominciavano a traballare.

Noi di RendimentoFondi avevamo segnalato prontamente e già alle prime avvisaglie di crisi questo scenario, e avevamo proprio consigliato di prendere in considerazione tre ETF Short, che potete studiare con tutta tranquillità nell’articolo dedicato dal titolo “2020: i 3 ETF short scelti da RendimentoFondi”.

Ecco, in termini di assicurazione, o di “copertura” dalla crisi, che cosa sarebbe successo ai nostri investimenti? Lo vediamo con la sezione “I miei confronti” di RendimentoFondi, raggiungibile attraverso l’area riservata per i nostri lettori abbonati.

Ipotizziamo infatti di aver investito in uno dei principali ETF sull’S&P 500, ovvero iShares Core S&P 500 UCITS ETF (Acc) – IE00B5BMR087, nel grafico qui sotto rappresentato in nero. In verde troviamo l’Xtrackers S&P 500 Inverse Daily Swap UCITS ETF 1C – LU0322251520, mentre in azzurro troviamo il Lyxor S&P 500 Daily (-2x) Inverse UCITS ETF – Acc – LU1327051279. Il grafico parla da solo: con un ingresso ai primi di marzo, la performance dell’iShares è stata pesantemente negativa, mentre quella dell’Xtrackers superiore al 30% nelle due settimane successive. Infine, ancora maggiore la performance del Lyxor, essendo uno strumento a leva 2x.

ETF Short S&P 500
Il confronto tra un ETF tradizionale e i due ETF short sull’S&P 500 (Fonte: RendimentoFondi)

Infine, ribadiamo ancora un concetto. Come si evince dal grafico, le performance sono tornate a convergere dopo poche settimane, ovvero già da aprile 2020: questo elemento ci segnala come gli ETF Short possano funzionare efficacemente solamente per brevissimi periodi di tempo; nel caso dell’S&P 500, solamente qualora è prevista una crisi o una fase di incertezza all’orizzonte.

Ecco dunque svelato il funzionamento di questi particolari ETF: ci possono proteggere in caso di eventi sfavorevoli sui mercati, come una assicurazione nella vita di tutti i giorni ci può assicurare da incidenti o altri eventi sfortunati.

 

Conclusioni

Al momento non ci aspettiamo per il 2022 un crollo improvviso per l’S&P 500 come quello di marzo 2020. Sappiamo che ci sono alcuni campanelli di allarme da tenere presente, ma non è detto che nelle prossime settimane diventeranno dei rischi effettivi.

Come spesso ripetiamo RendimentoFondi non ha la sfera di cristallo per prevedere il futuro: semplicemente, come detto in apertura, potrà darsi che l’indice americano continuerà a crescere dopo questa fase iniziale di stallo, ma a ritmi inferiori a quelli fatti registrare negli ultimi due anni.

In conclusione, possiamo dire che anche se sono rari i casi in cui un mercato al ribasso è durato mesi o anni, e che gli short generalmente funzionano sul brevissimo periodo, la storia ci insegna che bisogna sempre avere presente tutti gli scenari possibili.

Per questo motivo, delineiamo una ipotesi di gestione alternativa a quella presentata in questo articolo: mantenere in portafoglio tutto quello che è long, monitorando attentamente i segnali del Trendycator nelle prossime settimane, e iniziare contemporaneamente a introdurre una piccola percentuale dei nostri investimenti in strumenti short, così da preventivare potenziali perdite.

In questo modo, se l’S&P 500 ritornerà a salire, l’ETF short avrà una perdita minima, ma se al contrario i mercati crolleranno l’ETF si muoverà fortemente al rialzo, spinto anche dai nuovi acquisti di altri investitori: così, il guadagno dell’ETF short andrà a compensare, anche se solo parzialmente, le perdite eventuali di alcune posizioni long. Infine, sempre in quel momento, si potrà valutare un incremento della posizione short se si dovesse concretizzare l’ipotesi di un calo strutturale sul medio periodo.

Dunque, raccomandiamo prudenza: da oggi, con questo articolo, sappiamo come correre ai ripari con i due ETF Short S&P 500, qualora le cose dovessero preoccupare più del dovuto.

Buon RendimentoFondi!

 

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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