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Hai mai sentito parlare di Eli Lilly – US5324571083? Sapevi che con il Trendycator avresti potuto ottenere una performance di oltre il 40% nel solo 2022, mentre i mercati azionari di tutto il mondo affrontavano pesanti ribassi?

Grazie ancora una volta a ETI, il tool ideato da RendimentoFondi per aiutare i lettori abbonati a scoprire i migliori titoli, fondi o ETF per continuità di performance, è stato possibile individuare il titolo Eli Lilly – e ottenere, grazie al Trendycator, una performance davvero niente male.

In questo articolo verrà analizzato nel dettaglio la solidità del titolo in questione, per capire il perché di questo grande rendimento negli ultimi anni. Dopodiché verrà sviluppata anche un’analisi tecnica per apprezzare ancora meglio l’operato di Trendycator. Infine, risponderemo alla fatidica domanda: varrà la pena acquistare azioni Eli Lilly – nel 2023?

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L’analisi del titolo Eli Lilly – US5324571083

Eli Lilly è una multinazionale americana, fondata a Indianapolis nel lontano 1876, e impegnata nel settore farmaceutico. A oggi conta oltre 35.000 dipendenti in tutto il mondo, svolge ricerca clinica in oltre 55 Paesi e commercializza i propri prodotti in oltre 120 Paesi.

Lilly è inoltre nota per numerosi farmaci, tra i quali spiccano l’antidepressivo Prozac, lanciato sul mercato nel 1986, e Humalog, farmaco per il diabete lanciato nel 1996. Infine, Eli Lilly è stata la prima azienda a produrre in serie il vaccino per la poliomielite.

Per capire il perché Eli Lilly potrebbe essere un buon titolo per gli investitori che optano per lo stock picking nelle proprie strategie di investimento, RendimentoFondi ha svolto una prima breve analisi fondamentale, partendo dall’analisi del fatturato e degli utili, per poi osservare nel dettaglio i principali elementi nei bilanci aziendali più recenti.

Il fatturato di Eli Lilly è graficamente ineccepibile: è cresciuto a ritmi costanti negli ultimi anni. Infatti, nel 2017 ha generato un fatturato di quasi 20 miliardi di dollari, arrivando a oltre 29 miliardi di dollari a settembre 2022, dunque un balzo di oltre il 50% in soli 5 anni.

Guardando all’EBITDA, dunque agli utili prima di interessi, tasse, deprezzamenti e ammortizzazioni, notiamo che nel corso degli ultimi 5 anni sono più che raddoppiati, passando dai 3,57 miliardi di dollari nel 2017 agli 8,80 miliardi id dollari di settembre 2022.

fatturato ed EBITDA di Eli Lilly (fonte: rielaborazione RendimentoFondi.it su dati trimestrali Eli Lilly)

Cosa può dunque indicare questa prima considerazione? Che un’azienda che cresce nel tempo e che sa creare guadagni costanti è sicuramente un’azienda solida. La crescita economica si rifletterà anche sull’andamento in Borsa.

Ma se l’analisi di un titolo si fermasse qui, avremmo solamente informazioni parziali. Per comprendere la solidità di una società e il potenziale profitto sui mercati, dobbiamo andare oltre e analizzare altri importanti indicatori: il Current Ratio (tasso di liquidità a breve termine) e il ROI (ritorno sugli investimenti).

Current Ratio (o tasso di liquidità a breve termine): il Current Ratio indica la capacità di un’impresa di far fronte al debito a breve termine. In altre parole, viene utilizzato per valutare la posizione di liquidità di una società.

Un buon tasso di liquidità dovrebbe essere superiore a 1. Se invece è inferiore a 1, ciò potrebbe significare che l’impresa ha troppe passività che non riesce a coprire con i soli asset, e potrebbe dunque contrarre ulteriori prestiti.

Al contrario, un Current Ratio molto elevato potrebbe indicare un’inefficienza da parte della società nell’utilizzare asset e capitali. Infine, anche un tasso in continua evoluzione non è un buon segno, in quanto significa che l’azienda non è in grado di mantenere un flusso di cassa costante.

Osservando il grafico qui in basso, possiamo analizzare l’andamento del tasso di liquidità di Eli Lilly nel corso degli ultimi 3 anni. Come si può facilmente notare, l’azienda è stata capace di tenere un rapporto superiore al 1.

Ancora più importante è il fatto che il tasso sia stato davvero costante, con fluttuazioni minime. In altre parole, abbiamo dunque la conferma che la società riesce a far fronte ai debiti di breve termine senza dover contrarre ulteriori prestiti.

Current Ratio Eli Lilly (fonte: elaborazione RendimentoFondi.it su dati trimestrali Eli Lilly)

ROI (Return on Investments): il ritorno sull’investimento è una misura di performance utilizzata per valutare l’efficienza o la redditività di un investimento. Nel caso di una società, il ROI è dunque utilizzato per misurare il rendimento di tutti gli investimenti in essere in quel determinato momento, e si ottiene dividendo gli utili societari per gli investimenti totali.

Quando un ROI è buono? Secondo la visione comune agli analisti di mercato, un ROI annuale superiore al 10% è considerato accettabile, ma questa metrica cambia a seconda di diversi fattori.

Ad esempio, una società può aver investito molto in un determinato anno, rinunciando a una parte dei profitti nel presente, per poi vedere aumentare il proprio ROI solamente più avanti nel tempo. In linea generale, l’elemento fondamentale da tenere a mente è che il ROI deve essere sempre positivo, e non presentare fluttuazioni o scostamenti davvero rilevanti nel corso del tempo.

Aiutandoci con il grafico riportato di seguito possiamo dunque analizzare la situazione di Eli Lilly. La prima cosa degna di nota è che il rapporto è stato ampiamente superiore al 10%, con un picco del 45,43% a settembre 2019.

Secondo gli ultimi dati disponibili invece, il ROI della società è attualmente del 24,94%. E sebbene sia un valore comunque piuttosto alto, possiamo vedere come sia drasticamente calato negli ultimi tre anni.

ROI di Eli Lilly (fonte: rielaborazione RendimentoFondi.it su dati trimestrali Eli Lilly)

Scorrendo però le varie voci dell’ultimo bilancio trimestrale della società, scopriamo la ragione di questo calo: si tratta di un maggiore impegno sul fronte degli investimenti.

Nel grafico seguente infatti possiamo vedere come da settembre 2019 gli investimenti della società siano passati da 17 miliardi di dollari circa ai 24,3 miliardi attuali, con il balzo più grande registrato nel corso del 2020, quando a settembre di quell’anno gli investimenti sono diventati oltre 21 miliardi di dollari.

investimenti di Eli Lilly (fonte: rielaborazione RendimentoFondi.it su dati trimestrali Eli Lilly)

E la data non è casuale, in quanto è l’anno dello scoppio della pandemia. A ben vedere dunque, essendo Eli Lilly impegnata nel settore farmaceutico, si tratta di un aumento sugli investimenti in risposta a una situazione emergenziale per far fronte a una maggiore domanda di medicinali, tramite maggiori assunzioni, maggiori investimenti in ricerca e sviluppo (7 miliardi di dollari solamente nel 2021), e rafforzamento della supply chain.

Per questo motivo, il ROI in calo non deve trarre in inganno, anzi: se letto insieme ai dati sugli investimenti appena riportati, capiamo che Eli Lilly è in realtà un’azienda pronta a investire per affrontare nel modo corretto gli stravolgimenti di mercato.

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Cosa ci dice il Trendycator?

Vediamo a questo punto il grafico del nostro Trendycator per avere un’analisi dettagliata del titolo Eli Lilly – US5324571083, partendo dallo studio dell’andamento storico.

Aiutandoci con l’immagine riportata più sotto, possiamo sostanzialmente dividere l’andamento in Borsa del titolo in due distinti periodi. Tra il 2002 e il 2010, il titolo ha trovato non poche difficoltà a decollare, attraversando così una lunga fase laterale.

A partire dal 2011 circa, invece, Eli Lilly ha iniziato a produrre i primi segnali positivi, registrando una buona performance nel pre-pandemia. E proprio con l’arrivo del Covid-19 il titolo è letteralmente esploso: la quotazione ha toccato nelle settimane più recenti un nuovo punto di massimo a 375,25 dollari per azione.

Andamento storico Eli Lilly US5324571083

E il Trendycator ha colto in modo davvero profittevole il trend positivo degli ultimi anni: pensate che l’attuale segnale LONG è in essere da ben 306 settimane! Non è un caso che dunque Eli Lilly – US5324571083 abbia un ETI davvero alto (62,2).

Il risultato è dunque una performance complessiva da +325%.

Equity line Eli Lilly US5324571083

Ma ottimi profitti si sarebbero potuti realizzare anche con un ingresso in tempi più recenti.

Ad esempio il lettore che avesse investito in questo titolo a partire da inizio 2022, attualmente avrebbe una performance del 46%, in un anno in cui i principali indici azionari di tutto il mondo hanno subito pesanti perdite.

Equity Eli Lilly US5324571083

Conclusioni su Eli Lilly – US5324571083

Con questo articolo abbiamo avuto modo di conoscere la solidità di un’azienda statunitense che nel corso degli ultimi anni è stata capace di generare profitti costanti in un contesto di crescita molto favorevole. Il titolo ha poi aumentato il proprio valore anche in un periodo di forti ribassi sul mercato azionario come quelli registrati nel 2022.

Ecco dunque rilevata la formula vincente per i lettori di RendimentoFondi: a un’attenta analisi del titolo in questione, va affiancata anche un’analisi del contesto macroeconomico ogni volta che il Trendycator ci fornisce un nuovo segnale operativo, diventando il nostro più grande alleato e premiarci, come in questo caso, con performance davvero apprezzabili.

Vale ancora la pena comprare azioni Eli Lilly – US5324571083 adesso?

Con una frazione piccola di capitale, eventualmente incementabile in futuro, è sempre possibile entrare su qualunque titolo anche se arriva da una performance eccezionale come questa.

Come visto, Eli Lilly – US5324571083 è un titolo solido, facente parte di un settore difensivo come quello dell’healthcare e del farmaceutico. Con un 2023 ancora denso di incognite, potrebbe valere la pena assumere una posizione per proteggersi da eventuali perdite in portafoglio.

Ma attenzione al rispetto assoluto del Trendycator.

Qualora il titolo dovesse dare segnale SELL dovremmo essere pronti a liquidare: per questo, in casi simili è meglio utilizzare una frazione minima del capitale.

In tal modo, una eventuale perdita sarebbe sopportabile. In caso invece di prosecuzione del trend è sempre possibile incrementare successivamente la posizione.

Buon RendimentoFondi!

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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