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Hai mai sentito parlare di investimenti socialmente responsabili? Conosci la differenza tra investimenti ESG e SRI?

Ormai investire non è più solo una questione di rendimento. Un numero sempre maggiore di investitori vuole anche che i propri risparmi vengano destinati a giuste cause, come miglioramenti ambientali o miglioramenti sociali, attraverso società o strumenti finanziari che sono molto attivi in questi ambiti.

Basta pensare che, secondo un sondaggio del 2020 del US Forum for Sustainable and Responsible Investment, l’investimento socialmente responsabile ha visto un aumento del 42% rispetto al 2018, con oltre 17 miliardi di dollari in gestione alle emittenti specializzate.

E proprio la crescente domanda ha alimentato una proliferazione di fondi e strategie che integrano considerazioni etiche, sociali e ambientali nel processo di investimento, con le sigle ESG e SRI a essere utilizzate come termini intercambiabili sia da professionisti del settore che da singoli investitori.

In realtà, questi due termini presentano sottili ma importanti differenze di significato. In questo articolo scoprirai quindi proprio la differenza tra investimenti ESG e SRI.

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Che cosa significa ESG?

Il termine ESG è l’abbreviazione di Environmental, Social and corporate Governance e designa i criteri ambientali, sociali e di buona gestione stabiliti dalle agenzie di rating per valutare la responsabilità di un’impresa nei confronti dell’ambiente e delle parti interessate.

Nello specifico, si tratta di tre linee guida chiave che aziende di grandi dimensioni devono rispettare, i cui risultati sono pubblicati annualmente nel cosiddetto ESG Report aziendale. E se da una parte questi criteri servono alla stessa azienda per attuare una politica di crescita economica durevole nel rispetto dell’ambiente e della società, dall’altra servono agli investitori per valutare il loro livello di trasparenza e di impegno sociale e ambientale.

Ma quali sono questi criteri? Come già accennato, i criteri ESG comprendono i criteri ambientali, sociali e di governance.

ESG: i criteri ambientali

Questo criterio riguarda l’impatto che può avere un’impresa sull’ambiente. Le società che rispettano i criteri ESG tengono conto di tutti i fattori che possono essere dannosi per l’ambiente e prendono iniziative necessarie per minimizzarli. Le più diffuse sono:

  • adozione di una modalità di trattamento dei rifiuti responsabile;
  • limitazioni allo spreco energetico;
  • riduzione al minimo l’utilizzo di prodotti nocivi e tossici come i detergenti;
  • riduzioni di emissioni di anidride carbonica;
  • preferenza per le energie rinnovabili;
  • prevenzione dei rischi ambientali (contaminazione di faglie acquatiche, rischi di incendi, ecc.).

ESG: il criterio sociale

Il criterio sociale valuta l’aspetto sociale all’interno dell’impresa, tra cui le condizioni in cui si trovano i lavoratori e la qualità del dialogo sociale all’interno dell’impresa o dell’istituto. Tra i criteri sociali figurano:

  • il rispetto dei diritti dei lavoratori;
  • il rispetto della diversità e della parità di genere;
  • la formazione del personale;
  • l’impiego di persone in situazioni sfavorevoli;
  • la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

ESG: il criterio di governance

Questo criterio riguarda la buona gestione di un’impresa o di un istituto, tra cui la trasparenza a livello di direzione e di conti dell’impresa. Sono valutati nel criterio di governance:

  • la trasparenza della remunerazione dei direttori;
  • la presenza di un comitato di verifica dei bilanci;
  • il rispetto della parità retributiva a livello di Consiglio di Amministrazione;
  • la trasparenza delle azioni di lotta alla corruzione.

Che cosa significa SRI?

Il termine SRI è invece l’abbreviazione di Socially Responsible Investment, ovvero investimento socialmente responsabile, e indica un investimento che concilia performance finanziaria e sviluppo sostenibile.

Questa prima definizione è molto simile a quella per l’acronimo ESG, e proprio per questo motivo molti investitori e professionisti del settore faticano a distinguere le due denominazioni e le utilizzano come sinonimi.

Come già accennato in apertura di articolo però, le differenze sono sottili ma molto importanti.

SRI: l’approccio esclusivo e l’approccio inclusivo

L’investimento socialmente responsabile infatti va oltre il concetto di ESG, eliminando o aggiungendo investimenti basati esclusivamente su una specifica considerazione etica.

Questo significa che non vengono presi in considerazione solamente elementi di responsabilità sociale e/o ambientale, ma aspetti meramente etici.

Per fare un esempio, il gestore di un fondo di investimenti potrebbe escludere dal portafoglio qualsiasi azienda che produca o commercializzi armi da fuoco, perché considerata un’attività economica non etica. Al suo posto, il gestore preferirà includere nel portafoglio una società che devolve una grande percentuale dei propri ricavi in beneficenza.

Questo secondo approccio viene chiamato inclusivo: si investe in quelle aziende che più di altre si impegnano su un fronte etico.

Il primo metodo viene invece detto esclusivo: si escludono tutte quelle società non considerate etiche.

In questo caso di parla di esclusione nominale: singole società vengono escluse perché non rispettano determinati standard o convenzioni internazionali. Al contrario, si può avere un’esclusione settoriale, ovvero si escludono tutte le aziende che operano in settori di attività ritenute immorali e dannose sia per la società che per l’ambiente.

In definitiva, quando parliamo di investimenti SRI, nella grande maggioranza si considerano investimenti che non includono società impegnate in questi settori:

  • alcol, tabacco e altre sostanze che creano dipendenza;
  • gioco d’azzardo;
  • produzione di armi;
  • altri settori associati con violazioni dei diritti umani e del lavoro.

Conclusioni sulla differenza ESG e SRI

Con questo articolo abbiamo studiato insieme la differenza tra ESG e SRI. Riassumendo, nel primo caso si tratta di investimenti orientati a società, ETF, fondi comuni e altri strumenti che fanno della responsabilità sociale, ambientale e di gestione aziendale i loro capisaldi.

Nel secondo caso invece, ci troviamo di fronte a strumenti che non solo sono attenti ad ambiente e società, ma escludono a prescindere e in modo esplicito attività etiche e immorali, oppure includono realtà particolarmente virtuose in termini di vantaggi per società e ambiente.

Buon RendimentoFondi!

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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