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Ne abbiamo parlato solo alcune di settimane fa, ma l’argomento tiene ancora banco e riguarda sempre il caro energia, e stavolta in particolare il focus è sulle prospettive del petrolio nel medio e lungo termine.

Sono infatti moltissimi gli investitori che si stanno chiedendo se sia ancora il caso di investire nel petrolio, dopo l’upside di prezzo degli ultimi due mesi. Se sì, come possiamo prendere posizione su questa materia prima? Con l’ETC Wisdomtree Wti Crude Oil GB00B15KXV33.

In questo articolo ci occupiamo ancora del settore energetico. Oggi però lo facciamo in modo specifico del petrolio e di come sia possibile prendere posizione su questa commodity con un ETC. Come sempre analizzeremo il contesto in cui si muove il sottostante e poi metteremo alla prova lo strumento di investimento con il nostro Trendycator.

ETC Wisdomtree Wti Crude Oil GB00B15KXV33 e prospettive per il petrolio

Negli ultimi mesi non sono pochi i report di analisti e case di investimento che hanno parlato del petrolio, delle prospettive a lungo termine e dei pro e contro nell’investire su questo sottostante. E qui dobbiamo fare attenzione: in tutti questi report si parla di investimento, non di trading. Per cui queste analisi vanno lette e valutate facendo la tara a tutte le incognite che il lungo periodo porta con sé. Infatti, le proiezioni che gli analisti e i grandi investitori fanno si basano su ipotesi di dinamiche economiche che possono svilupparsi in molti anni.

Ma noi, che pur siamo investitori e non traders di breve termine, non possiamo certo ragionare e operare come un istituzionale che effettua esclusivamente scelte di asset allocation strategico. Dobbiamo cercare di mediare tutte le informazioni e stabilire un piano operativo adatto alla nostra attitudine agli investimenti.

Chi ci legge da un po’ di tempo, sa che non facciamo molto affidamento sulle previsioni degli analisti e sui report delle case di gestione, ma preferiamo muoverci sui mercati con una metodologia che ha dato prova di offrirci un vantaggio competitivo in termini statistici.

Quindi i report non vanno letti e non servono a nulla? No, certo, non è questo che intendiamo dire. I report sono molto importanti per conoscere l’orientamento dei big del settore: ci danno spesso a grandi linee il polso della situazione o ci forniscono elementi di analisi che da altre parti non troviamo.

Però non è prudente impostare la propria strategia di investimento su tali previsioni senza poi calarle nel contesto tecnico e grafico del momento. Una cosa molto importante da capire, per smettere di cadere nella trappola tesa, seppur involontariamente, da report e notizie finanziarie è che queste due fonti di informazioni si trovano agli estremi opposti e sono antitetiche per loro stessa natura. I report sviluppano delle ipotesi sull’andamento dei mercati partendo da analisi di carattere macroeconomico o geopolitico; le notizie invece ci dicono cosa è già successo dandoci poi una possibile spiegazione.

Riflettiamo: questo, sotto il profilo strettamente operativo, è utile?

No, non lo è perché nel primo caso ci troviamo di fronte a previsioni che andranno poi verificate e quindi prendere una decisione di investimento su una previsione è come tirare la moneta: 50 e 50 di probabilità. Nel secondo caso ci troviamo invece di fronte alla semplice cronaca di ciò che già sappiamo. In sostanza, sono informazioni premature e aleatorie nel primo caso e tardive nel secondo.    

Abbiamo realizzato un video in merito all’inutilità delle notizie a posteriori, dove abbiamo anche fornito esempi pratici di come si possa arrivare per tempo a beneficiare di rialzi di cui poi si sente parlare, che suggeriamo di guardare sul nostro canale YouTube.

Da 60 a 80 dollari al barile in due mesi

Tornando a noi, alcuni report usciti in estate, quando il petrolio stava calando vistosamente, davano ottime prospettive di crescita per l’oro nero e anche se in quel momento era difficile dar loro credito, la previsione è stata azzeccata, visto che oggi il petrolio quota in area 80 dollari al barile, quando ad agosto scambiava poco sopra i 60 dollari al barile. Oltre il 30% in due mesi.

E come sempre accade, ora i titoloni riportano la performance a caratteri cubitali, citando i report in questione e lasciando in sospeso la fatidica domanda: il petrolio salirà ancora?

Domanda alla quale non ci interessa rispondere, anche perché nessuno è davvero in grado di farlo. Meglio allora rispondere ad un’altra domanda: potevo accorgermi per tempo del trend sul petrolio? E a questa domanda sappiamo rispondere perché è scritta nei grafici interattivi Trendycator. E il fatto che ne parliamo oggi non significa che l’evidenza non fosse visibile in tempo reale, cosa che ben sa chi ci segue da un po’ di tempo. Iniziamo così a rispondere ad una delle due domande che ci siamo posti ad inizio del video.

Piccola nota tecnica: per apprezzare al meglio la validità di quello che sto per mostrarti utilizziamo i grafici interattivi Trendycator su scala daily anziché nella consueta scala weekly. D’altra parte, comunque, ha senso anche perché stiamo maneggiando una materia prima, molto volatile e speculativa, per cui lavorare con un grafico a time frame più piccolo è preferibile. Così, tra l’altro, possiamo apprezzare come il modello Trendycator lavori altrettanto bene su grafici giornalieri, più reattivi e indicati ad un approccio agli investimenti più dinamico.

Per approfondire l’argomento dei grafici interattivi e diventare un ninja nel loro utilizzo, suggeriamo la visione dei due video della nostra Masterclass dedicati: Masterclass Lezione 4 Masterclass Lezione 6.

ETC Wisdomtree Wti Crude Oil GB00B15KXV33: analisi operativa

Lo strumento più adatto per prendere posizione sul petrolio è l’ETC Wisdomtree Wti Crude Oil GB00B15KXV33 che ha come sottostante il petrolio greggio WTI con la replica dell’indice Bloomberg WTI Crude Oil. Vediamo quindi subito l’ultima operazione che il Trendycator ha segnalato.

Etfs Wti Crude Oil – GB00B15KXV33 – Trendycator

Come vedi dal grafico, il modello è entrato in posizione a settembre scorso proprio mentre stavano circolando i report che davano il petrolio long. Quindi un riscontro obiettivo e pratico tramite il quale è stato molto semplice entrare in posizione. Posizione ancora in essere mentre scriviamo queste righe e che al momento esprime un gain del 17,55%. Da notare inoltre che il Trendycator aveva già individuato un BOTTOM verso la fine di agosto che ha poi dato l’avvio alla ripresa del trend al rialzo.

Per approfondire l’argomento delle valenze operative di PEAK e BOTTOM, uniti al Trendycator Oscillator, non perderti il video della Masterclass dedicato: Masterclass Lezione 16.

Quindi, come si vede, era possibile avere in tempo assolutamente utile un riscontro operativo sulle previsioni dei report che davano il petrolio in ripresa.

Però così abbiamo risposto però solo alla prima metà della domanda che era la seguente: Come posso capire quando comprare e quando vendere?

Per rispondere alla seconda parte, cioè quando vendere, per quanto sia ovvio che il faro cui guardare è sempre il Trendycator, dobbiamo fare riferimento alle operazioni precedenti segnalate dal modello, nell’arco dell’ultimo anno.

La prima operazione è stata segnalata novembre del 2020 e si è chiusa a inizio aprile 2021. Buy a 3,32 e sell a 4,72. Risultato +42,17%.

La seconda operazione è stata segnalata a fine aprile 2021 e si è chiusa ad agosto 2021. Buy a 4,855 e sell a 5,248. Risultato +8,09%.

Il ritorno complessivo sull’investimento

Soffermiamoci ancora un attimo su queste tre operazioni, di cui come visto l’ultima è ancora in corso. E’ ragionevole pensare che per ogni operazione si sia utilizzato sempre lo stesso capitale, inteso non solo come importo, ma proprio come quota parte del proprio portafoglio.

In sostanza, dopo la prima operazione sono tornato flat e ho liberato quel capitale che è poi stato utilizzato per la seconda operazione e poi di nuovo per la terza. Bene, per 1.000 euro di capitale iniziale ho ottenuto i seguenti risultati.

  • prima operazione: 421 euro
  • seconda operazione: 81 euro
  • operazione in corso: 175 euro

Totale 678 euro, che rapportati ai 1.000 euro iniziali fanno un +67,82% complessivo in 11 mesi, oltre il 70% su base annua.

Investire ancora sul petrolio?

Ora che abbiamo visto come fare per capire quando comprare e quando vendere, occupiamoci della domanda più insidiosa: a questi prezzi ha ancora senso acquistare petrolio?

I report di cui oggi si parla danno il petrolio ancora in crescita nel medio e lungo termine. Le ragioni sottese a queste previsioni considerano i tempi lunghi necessari per l’attuazione degli accordi di Parigi, in merito all’obiettivo zero emissioni per il 2050, passando per la necessità strutturale dei Paesi aderenti all’OPEC PLUS, i cui bilanci statali sono alimentati proprio dalla vendita del petrolio.

Argomentazioni ragionevoli, che vanno certamente tenute in considerazione. Ma le incognite sia a livello macro sia a livello geopolitico sono sempre molte, per cui meglio considerare la prospettiva di ulteriori rialzi del petrolio con qualche strumento tecnico. Vediamo quindi il WTI Crude com’è impostato e quali potrebbero essere i livelli chiave nel medio termine.

WTI Crude – Trendycator

Come si vede dal grafico, il modello Trendycator è saldamente long sul WTI Crude e le quotazioni hanno anche superato un importante livello di resistenza in area 77/78 dollari al barile, livello di resistenza statica che resisteva dal 2018. Il trend quindi è ora ancora robusto e lo si vede bene anche dal Trendycator Oscillator che dopo essersi scaricato sta abbandonando l’area di ipervenduto.

Per capire quali potrebbero essere i punti di approdo dobbiamo guardare il seguente grafico di lungo periodo, in modo da avere evidenza dei livelli chiave che in passato hanno segnato le sorti delle quotazioni del petrolio.

WTI Crude LongTerm – Trendycator

Il primo obiettivo, in caso di proseguimento della salita è l’area intorno ai 100 dollari al barile, livelli che non si vedono dal 2014. Obiettivi più ambizioni si trovano oltre, ma al momento è davvero prematuro prenderli in considerazione.

Personalmente, a questi prezzi tremano un po’ i polsi ad entrare, dopo un +30% in due mesi, ma è innegabile che il trend sia ancora bello saldo e le prospettive non trascurabili. Che fare quindi? Una strategia sensata e a rischio ragionevole potrebbe essere quella di prendere posizione con una piccola quota, e provare con quella a prendere parte alla parte di rialzo potenziale che ancora resta. Sono due le possibili strategie di uscita a protezione del capitale investito. La prima, forse maggiormente esposta alla volatilità negativa è attendere il sell del modello Trendycator; la seconda è adottare due livelli statici di stop loss, uno più conservativo e uno decisamente più rischioso.

Il primo livello si trova in area 76/77 dollari, di fatto nei pressi del livello di resistenza da poco superato e ora diventata area di supporto. In questo caso il rischio è piccolo ma può bastare un niente per essere buttati fuori e poi vedere il trend ripartire. Il secondo livello di stop è sotto i minimi relativi recenti in area 60 dollari. Il rischio qui è da valutare attentamente, perché si tratta di uno stop superiore al 25%. Certo, sotto quel livello il trend inverte, per cui se si viene stoppati il rischio di vedere il trend ripartire è molto basso.

A voler spaccare il capello in quattro, è possibile individuare anche un supporto di breve termine in area 70 dollari e che si vede bene sul grafico daily. Di fatto è un punto mediano in termini di rischio tra i due appena considerati.

E’ chiaro che la scelta è assolutamente personale e va parametrata al proprio profilo di rischio e al proprio grado di sopportazione dei rischi finanziari. In ogni caso, destinando un capitale ragionevole e ragionato il rischio dovrebbe essere sopportabile così come, economicamente, l’eventuale stop in caso di trend negativo che ci farebbe uscire in perdita dalla posizione.

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Dr.Massimo Gotta laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza è uno dei più apprezzati analisti finanziari italiani e tra i fondatori di Rendimento Fondi. Ha alle spalle una lunga carriera professionale nel mondo bancario e finanziario: ha lavorato per l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino, il gruppo bancario Mediobanca, infine Banca Sella come responsabile Ufficio Titoli e Borsino ed in seguito Gestore di patrimoni presso la struttura Private Banking. Massimo Gotta è stato un apprezzato opinionista per diversi media finanziari tra cui Repubblica.it, LombardReport.com, Il Valore. E’ coautore con Walter Demaria di “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013 ed autore di diversi altri libri tra cui “Il meglio dell’analisi tecnica in Metastock”, Experta, (2006).

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