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Fondi comuni c’è sempre un motivo per parlarne male

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Se detesti i fondi comuni di investimento sei nel posto giusto.

Se apprezzi e utilizzi i fondi comuni di investimento anche tu sei nel posto giusto!

Sfatiamo finalmente alcuni fastidiosi luoghi comuni su questi importanti strumenti finanziari!

Fondi comuni di investimento perché tutti ne parlano male?

L’idea di questo video mi è venuta grazie alla domanda che un lettore di RendimentoFondi mi ha posto recentemente: ho acquistato un fondo due giorni fa ma tutti ne parlano male, cosa devo fare?

Potremmo argomentare ore su chi ne parla male, infatti, casualmente la casa di gestione in questione è una delle più grandi e conosciute, Morgan stanley, che noi apprezziamo perché offre ai sottoscrittori alcuni fra i migliori fondi azionari in circolazione.

Detto questo, secondo la nostra esperienza è una questione di mindset, ovvero di mentalità.

Ormai è radicato nel pensiero comune il fatto che i fondi facciano schifo: vuoi perché lo ha detto la nonna che nel 1980 ha perso soldi, vuoi per l’utilizzo distorto delle tante statistiche che si trovano in rete.

Oppure semplicemente anche perché ormai tutti credono che sia così.

Noi di RendimentoFondi da sempre lottiamo contro questi luoghi comuni, e lo facciamo non in virtù semplicemente del nome del nostro sito, ma con argomentazioni serie e numeri alla mano.

Facciamo insieme un piccolo ragionamento.

Tu hai mai sentito parlare male delle azioni Fiat, adesso diventate Stellantis, oppure di una qualsivoglia azione? Sono certo che la risposta è NO! Perché questo? Ci arriveremo, ma intanto vediamo il grafico di questa azione.

Fiat il 28/12/2000 valeva circa 7 Euro per azione, oggi dopo 20 anni Stellantis vale 13. Il grafico che ti propongo riporta gli ultimi 10 anni di vita di questa azione.

Il fondo citato dal lettore è il Morgan Stanley Investment Funds – Global Opportunity Fund – LU0552385295 A il quale nel 2010 valeva 25, oggi vale 135, una bella differenza no?

Allora perché il fondo fa schifo e la azione no?

Le possibili spiegazioni che ci siamo dati nel corso degli anni sono essenzialmente due:

la prima è che le azioni vengono sempre comunemente intese nel breve periodo e raramente ci si ferma a riflettere sull’andamento storico di medio o lungo termine di un titolo azionario.

Se li confrontassimo invece, potremmo osservare che molti fondi comuni di investimento hanno dei grafici di gran lunga più lineari di molte azioni e che i gestori che fanno bene il loro mestiere sono in grado di dare ai sottoscrittori un ritorno sull’investimento davvero interessante.

Soffermati un secondo a ragionare sul fatto che se davvero tutti i fondi distruggessero il patrimonio degli investitori, forse a quest’ora non esisterebbero più perché nessuno li vorrebbe.

La seconda spiegazione è da ricercarsi nel fatto che esistono circa 20.000 fondi comuni di investimento autorizzati solamente in Italia, un numero sicuramente elevatissimo che spesso spaventa il potenziale sottoscrittore e che rende molto difficile trovare quelli veramente validi.

Come abbiamo mostrato nell’esempio grafico, di ottimi fondi ce ne sono, tutto sta solamente nel dotarsi degli strumenti giusti per poterli individuare.

Proprio a questo scopo è nato RendimentoFondi, un giornale indipendente che fin da subito si è posto l’obiettivo di aiutare professionisti e investitori a scovare i migliori fondi in circolazione.

Con i giusti strumenti i nostri lettori sono in grado di isolare quei fondi che hanno fatto meglio degli altri sfatando così definitivamente l’assunto secondo il quale i fondi non funzionano.

Puoi scoprire come scovare i fondi migliori seguendo la nostra Masterclass Gratuita.

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About Author

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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