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Nelle ultime settimane le Borse stanno impazzendo, ormai lo vediamo tutti i giorni: i rischi molteplici dovuti all’inflazione, al conflitto russo-ucraino e al conseguente rincaro delle materie prime (gas e petrolio su tutti) non fanno altro che alimentare un’alta volatilità e un senso di incertezza tale da rendere impossibile ogni previsione futura.

Gli investitori, per correre ai ripari, stanno allora valutando numerosi strumenti, che come sempre noi di RendimentoFondi abbiamo presentato ai primissimi segnali di incertezza. Abbiamo infatti parlato dell’oro, oppure di strumenti short, come quello sull’S&P500, che in momenti del genere sono comunque riusciti a regalarci performance a doppia cifra.

Allora, in queste settimane è facile notare come la tendenza degli investitori sia quella di orientarsi maggiormente su strumenti finanziari vicini all’economia reale.

Ecco spiegato perché ultimamente sentiamo parlare di nuovo dei fondi ELTIF.

Cosa sono i fondi ELTIF

RendimentoFondi l’anno scorso aveva dedicato un dettagliato articolo su cosa sono gli ELTIF e quali sono le loro caratteristiche che puoi leggere qui.

Riprendendo proprio il nostro articolo, in breve i fondi ELTIF possono essere riassunti in questo modo:

 Acronimo di European Long-Term Investment Funds (fondi di investimento europei a lungo termine), gli ELTIF sono fondi di natura chiusa che realizzano investimenti in strumenti finanziari di piccole e medie imprese europee non quotate, in imprese quotate con bassa capitalizzazione di mercato ma anche, più in generale, in attività dell’economia reale (per esempio, in progetti infrastrutturali).

Dunque, si può comprendere come questi strumenti si avvicinino maggiormente all’economia reale, considerando investimenti in piccole e medie imprese che altrimenti verrebbero trascurate dai finanziamenti tradizionali.

Questo è particolarmente vero per il tessuto economico del nostro Paese: secondo Il Sole 24 Ore infatti, l’Italia è il primo Paese per numero di PMI, con una percentuale sul totale delle imprese che si attesta al 92%.

Ecco perché potrebbe essere interessante un investimento di questo tipo: permette di investire su realtà imprenditoriali consolidate, ma troppo piccole per ricevere finanziamenti e crescere per vie più comuni. Infatti, investendo in aziende non quotate, gli ELTIF sostanzialmente vengono tagliati fuori, almeno in parte, dagli alti e bassi di mercato, riflettendo in misura maggiore gli avvenimenti dell’economia reale.

Detta così, sembra che i fondi ELTIF siano la panacea di tutti i mali quando i mercati traballano.

In realtà, non è proprio così.

 

Cosa è cambiato nell’ultimo anno

Innanzitutto, perché, come spiegato nell’articolo dedicato, gli ELTIF sono dei fondi chiusi. Questo significa che chi sottoscrive le quote del fondo non può uscire quando lo desidera, ma è costretto a rimanere investito per tutta la durata del fondo, che normalmente è superiore ai 5 anni e può arrivare anche fino a 8 anni. Il primo ostacolo da affrontare è dunque di carattere temporale: l’investitore deve avere chiaro un orizzonte temporale di investimento di medio-lungo termine.

Il secondo limite è dato dall’investimento minimo richiesto, che può essere superiore ai 25.000€ o ai 30.000€. Questo significa che alcuni investitori retail, soprattutto coloro che investono con piccole quantità, potrebbero trovare alcune difficoltà a entrare in questi fondi.

Certo è che questi strumenti presentano alcuni vantaggi non indifferenti, primo su tutti un vantaggio di tipo fiscale.

Nello specifico, gli investitori possono beneficiare degli stessi vantaggi fiscali già previsti per i Piani Individuali di Risparmio (PIR), ovvero l’esenzione, per le persone fisiche residenti in Italia, dalle imposte sul rendimento finanziario se l’investimento è mantenuto per almeno cinque anni.

Per tutti gli altri vantaggi ti rimando al primo articolo di introduzione sui fondi ELTIF.

Inoltre, questi strumenti stanno acquisendo grande popolarità proprio perché offrono un’importante possibilità di diversificare il proprio portafoglio. Rispetto a quando abbiamo parlato dei fondi ELTIF per la prima volta infatti, in un solo anno abbiamo visto moltissimi gestori affacciarsi a questi strumenti.

Ad esempio, attualmente troviamo il nuovo ELTIF di Neuberger Berman chiamato NB Direct Private Equity Fund 2022 Eltif. Sulla scia del successo del primo ELTIF lanciato dalla casa di gestione, che lo scorso maggio ha raccolto oltre 149 milioni di euro, questo nuovo fondo ambisce a raccogliere investimenti ancora maggiori presso il pubblico retail.

Un altro esempio può essere il fondo ELTIF lanciato dalla casa di gestione Kairos, denominato Kais Renaissance ELTIF. Aperto da maggio a novembre 2021, il fondo è stato capace di raccogliere 50 milioni di euro in investimenti.

 

Conclusioni

Lo scorso anno, quando abbiamo parlato per la prima volta dei fondi ELTIF, abbiamo sollevato un grande punto interrogativo su questi strumenti.

Essendo fondi chiusi purtroppo non ci sono grafici su RendimentoFondi, e dunque il Trendycator non può fornire segnali adeguati. Inoltre, come segnalato anche nell’articolo introduttivo, ad oggi non abbiamo ancora la possibilità di osservare le performance di questi strumenti: addirittura, sono gli stessi emittenti che non pubblicano nulla a riguardo.

Questo va a inficiare la percezione di trasparenza di queste case, o quanto meno l’effettiva efficacia dei fondi ELTIF.

lnoltre, bisogna considerare anche che essendo fondi chiusi, questi non sono acquistabili online, ma unicamente tramite la casa di gestione o il proprio private banker.

I fondi ELTIF quindi presentano indubbi vantaggi, come i benefici fiscali, o il fatto di poter investire nell’economia reale e quindi diversificare il proprio investimento per “allontanarlo” dalle logiche più tradizionali dei mercati finanziari.

Cosa è cambiato però rispetto all’anno scorso? Sostanzialmente nulla. Le case di gestione non pubblicano aggiornamenti sulle performance di questi strumenti, e per noi risulta difficile dare un giudizio obiettivo su di essi. Certo è che diversi emittenti si stanno affacciando su questo panorama, con numerosi ELTIF che sono stati lanciati nel 2021: questa diffusione ci fa ben sperare in un migliore operato in futuro.

Tornando alla questione iniziale, per concludere l’articolo ci chiediamo se effettivamente valga la pena investire in questi strumenti in momenti in cui i mercati traballano. Come specificato a inizio articolo, la tendenza degli investitori in questo periodo è quella di riavvicinarsi all’economia reale, attraverso strumenti che offrono loro la possibilità di farlo.

Purtroppo i fondi ELTIF, per quanto interessanti, non sono lo strumento più idoneo per operare una strategia di questo tipo, quantomeno sul breve/breve-medio periodo.

Il nostro consiglio allora rimane quello di affidarsi agli altri approfondimenti che RendimentoFondi ha sviluppato in queste settimane: non solo gli articoli su strategie Short, sulle materie prime o sull’oro, ma anche al nostro Magazine mensile, o al nostro canale YouTube dove periodicamente facciamo il punto della situazione per operare al meglio in questi momenti di incertezza.

Buon RendimentoFondi!

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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