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I migliori ETF sul settore delle rinnovabili

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In un settore in così forte espansione come quello delle fonti rinnovabili, qual è il migliore ETF? Come fare a valutarlo e a sceglierlo? In questo articolo vediamo di mettere in pratica gli elementi che abbiamo spiegato in questo articolo: le principali caratteristiche da valutare in un ETF prima di investirci.

Per farlo, prenderemo ad esempio i due principali ETF di questo settore: l’iShares Global Clean Energy UCITS ETF – IE00B1XNHC34 e il Lyxor New Energy (DR) UCITS ETF – Dist – FR0010524777. Si tratta infatti di due fondi che a prima vista possono sembrare molto simili: in realtà, analizzando le loro caratteristiche, scopriremo che sono molto diversi. Successivamente, vedremo anche le diverse performance storiche, e infine stabiliremo quale dei due sia effettivamente il migliore, fermo restando le preferenze di ciascun investitore.

Fatta questa veloce introduzione, siamo pronti per tuffarci a capofitto nell’analisi di questi due ETF.

 

iShares Global Clean Energy UCITS ETF – IE00B1XNHC34

Il primo ETF che vi presentiamo è l’iShares Global Clean Energy UCITS ETF – IE00B1XNHC34. È un ETF del quale vi avevamo già parlato in questo articolo riguardante la riorganizzazione del suo indice sottostante, ovvero l’S&P Global Clean Energy Index, in questo articolo. Occorre dunque fare attenzione: l’indice che l’iShares Global Clean Energy replica non è più costituito da 30 aziende, bensì dalle attuali 82, che possono essere visualizzate cliccando qui.

Fatta questa breve premessa, vediamo le caratteristiche principali di questo ETF, riassunte nella tabella seguente. Ricordiamo ancora una volta come gli elementi qui riportati siano quelli che noi di RendimentoFondi riteniamo fondamentali per valutare la convenienza di un ETF: potete trovare l’approfondimento completo cliccando qui.

ReplicaFisica
ValutaUSD
Politica di distribuzioneA distribuzione
Frequenza di distribuzioneSemestrale
Prezzo attuale10,43 $
Dimensioni del fondo4.398 milioni di euro
Rischio di cambioSenza copertura valutaria
Data di lancio6 luglio 2007

Un altro importante elemento da valutare è il suo TER (Total Expense Ratio), ovvero l’indicatore dei costi di gestione del fondo, del 0,65% annuo.

Ora che abbiamo studiato le caratteristiche principali di questo ETF, vediamo la sua performance storica e cosa ci dice il Trendycator a riguardo. Innanzitutto, notiamo subito come ha un buon valore ETI (18,4); inoltre, vediamo anche come abbia esordito piuttosto bene, per poi arrestarsi improvvisamente, affrontando una lunga fase laterale (secondo grafico in basso).

La performance storica dell’iShares Global Clean Energy UCITS ETF – IE00B1XNHC34

 

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Lyxor New Energy (DR) UCITS ETF – Dist – FR0010524777

Il secondo ETF è invece il Lyxor New Energy (DR) UCITS ETF – Dist – FR0010524777, che a differenza di quello che abbiamo presentato prima non replica l’S&P Global Clean Energy Index, quanto piuttosto il World Alternative Energy Index (WAEX), che invece comprende 40 aziende. Si tratta dunque di un indice più specifico e meno diversificato.

Vediamo a questo punto le caratteristiche principali di questo ETF, per poi confrontarlo con l’iShares Global Clean Energy in un secondo momento: anche in questo caso, abbiamo raccolto i principali elementi utili alla valutazione degli ETF in una tabella.

ReplicaFisica
ValutaEUR
Politica di distribuzioneA distribuzione
Frequenza di distribuzioneSemestrale
Prezzo attuale39,14 €
Dimensioni del fondo1.072 milioni di euro
Rischio di cambioSenza copertura valutaria
Data di lancio10 ottobre 2007

Notiamo poi che il TER per questo ETF è dello 0,60% annuo, dunque inferiore all’iShares Global Clean Energy UCITS ETF. Infine, è stato da poco lanciata anche la versione ad accumulazione di questo ETF (Lyxor New Energy (DR) UCITS ETF – Acc – FR0014002CG3). Nonostante spesso diciamo di preferire ETF di questo tipo per il fatto di poter reinvestire gli utili, in questo caso è consigliabile tenere monitorata la situazione, vista la mancanza di uno storico (parte dal 26 aprile 2021) e la sua scarsa liquidità.

Vogliamo ora soffermarci sullo storico del grafico, per vedere cosa ci dice in merito il Trendycator. Come prima cosa, il valore ETI è davvero niente male: siamo a quota 27,4. Infatti, possiamo vedere dai grafici sottostanti come anche questo ETF abbia esordito allo stesso modo dell’iShares Global Clean Energy, per poi crescere con più costanza negli anni seguenti.

 

La performance storica del Lyxor New Energy (DR) UCITS ETF – Dist – FR0010524777

 

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Il confronto fra i due ETF

Siamo ora pronti per mettere a confronto i due ETF. Partiamo dunque da un confronto fra le loro caratteristiche: entrambi sono due fondi a distribuzione semestrale, a replica fisica e senza copertura valutaria.

Le similitudini finiscono qui: l’iShares Global Clean Energy è infatti scambiato in dollari, mentre il Lyxor New Energy in euro. Inoltre, quest’ultimo sembra essere quello ad avere minore liquidità, vista la dimensione minore (1.072 milioni di euro contro i 4.398 milioni dell’iShares Global Clean Energy). D’altro canto, il Lyxor New Energy ha un TER più conveniente (0,60% contro lo 0,65% dell’iShares Global Clean Energy).

Da questi elementi, è dunque difficile capire quale ETF sia meglio dell’altro. Nonostante questo, un indizio viene dall’analisi dei grafici Trendycator che abbiamo riportato precedentemente: il Lyxor New Energy sembra aver performato meglio, soprattutto per quanto riguarda gli ultimi anni. Sarà così?

Per scoprirlo, ci basta confrontare la performance storica dei due fondi in termini di rendimento. Vi ricordiamo che i lettori abbonati possono confrontare ogni strumento finanziario presente su RendimentoFondi nella sezione “I miei confronti”, accessibile da qui.

Come possibile osservare dall’immagine qui sotto, la tabella di confronto mostra sulla destra il rendimento in termini percentuali di ciascun fondo. In altre parole, il grafico mostra l’andamento di performance dal momento dell’istituzione dei due fondi ad oggi se al momento della loro istituzione un investitore avesse adottato una strategia Buy&Hold, ovvero se avesse acquistato e mantenuto la quota fino al momento in cui scriviamo.

Le due diverse performance storiche a confronto

Come visto, l’indizio fornito dai grafici Trendycator trova conferma in questo grafico. Il Lyxor Clean Energy ha performato meglio dell’iShares Global Clean Energy: nello specifico, il primo ha fatto registrare un +11,26%, mentre il secondo è addirittura in negativo con un -34,16%. Infatti, i due fondi hanno avuto performance molto simili fino al 2010; da quell’anno, però, il Lyxor Clean Energy ha lentamente iniziato a performare meglio dell’iShares Global Clean Energy.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo messo in pratica le nostre linee guida per la valutazione di due ETF dello stesso settore. Abbiamo visto come l’apparenza inganna: due ETF che a prima vista sembrano essere quasi identici, in realtà nascondono diversi elementi da valutare attentamente.

L’iShares Global Clean Energy e il Lyxor Clean Energy sono infatti molto diversi, come abbiamo appena avuto modo di vedere. La loro differente performance dipende infatti dall’indice che replicano (che abbiamo visto non essere lo stesso), dalla loro liquidità e da numerosi altri fattori.

In questo specifico settore, quello delle fonti rinnovabili, l’ETF migliore sembra essere il Lyxor Clean Energy, sia per la performance che ha mostrato di avere, sia per il costo (rappresentato dal TER) inferiore. 

Nel prossimo articolo…

Infine, bisogna anche dire che nelle ultime settimane la spaventosa crescita dell’ultimo anno ha rallentato, con il settore che sta prendendo un po’ di respiro.

In ogni caso, si tratta di un esercizio utile e applicabile per tutti i settori: la logica rimane la stessa. Proprio per questo, la prossima settimana approfondiremo un confronto fra questi due ETF e due fondi di investimento del settore delle energie rinnovabili: nel frattempo, buon RendimentoFondi!

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About Author

È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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