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Il primo BTp verde italiano ora aperto anche ai piccoli risparmiatori

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Il 3 marzo il governo italiano ha emesso il primo green bond italiano: si tratta di un BTp dalla lunga scadenza (30 aprile 2045) e con un interesse annuo di circa l’1,5%. Annunciato il 25 febbraio dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, il nuovo BTp verde è inizialmente stato riservato solamente agli investitori istituzionali. Visto però lo straordinario interesse, da ieri 10 marzo il buono è stato aperto anche agli investitori retail.

Il successo del primo BTp verde

Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico al Ministero dell’Economia, nella conferenza stampa di presentazione aveva sottolineato la possibilità di un massimo teorico all’emissione di 35 miliardi di euro, ma che esisteva la possibilità di un tetto superiore in base alle condizioni di mercato e alla domanda. Così è stato: la risposta degli investitori è stata più che positiva, tanto che la domanda ha superato gli 80 miliardi di euro, a fronte di un’offerta iniziale di “soli” 8,5 miliardi. Da qui l’apertura dell’investimento anche agli investitori privati.

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Le caratteristiche del BTp green

Quotato su MOT e MTS, il nuovo green bond avrà il compito di finanziare la transizione ecologica italiana, le cui spese statali rientreranno in uno o più dei 17 Sustainable Development Goals (obiettivi per lo sviluppo sostenibile) inseriti nell’agenda 2030 dell’ONU.

Nello specifico verranno coperte le spese riconducibili alle seguenti attività sostenibili:
– mitigazione dei cambiamenti climatici;
– adattamento ai cambiamenti climatici;
– uso sostenibile e protezione delle risorse idriche e dell’ambiente marino;
– transizione ad un’economia circolare;
– prevenzione e controllo dell’inquinamento;
– protezione, miglioramento e ripristino delle biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali.

Con l’emissione del nuovo BTp verde l’Italia segue l’esempio di altri stati in Europa, diventando l’ottavo Paese dell’Unione Europea ad emettere un green bond dopo Polonia, Francia, Belgio, Irlanda, Olanda, Germania e Svezia. Così facendo, il nostro Paese dimostra il proprio impegno nel raggiungimento degli obbiettivi dell’European Green Deal. Soprattutto, l’Italia mostra un’attenzione particolare al programma NextGenerationEu (di cui vi abbiamo parlato nell’articolo della scorsa settimana, in merito al primo ETF dedicato agli sforzi anti Coronavirus), con questo nuovo finanziamento per spese in materia di innovazione sostenibile. Non solo: questa importante emissione rispetta il tema dei cambiamenti climatici al centro dell’agenda del G20, di cui l’Italia effettuerà la presidenza proprio in questo 2021.

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About Author

È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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