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A cosa servono gli indicatori di analisi tecnica?

Se sei interessato al mondo degli investimenti finanziari, avrai sicuramente notato come negli ultimi anni gli indicatori di analisi tecnica si siano sviluppati a macchia d’olio.

Ti sarai accorto di come i giornali specializzati citino spesso indicatori come il MACD, lo Stocastico, l’RSI, il CCI e il ROC. E più recentemente, accanto a questi indicatori classici, sono nati anche siti che ci permettono di creare i nostri indicatori oppure di utilizzare gratuitamente indicatori creati da altri utenti del web.

Perché è nella natura dell’uomo voler dare una spiegazione a un andamento grafico, cercando di anticipare, rivelare e interpretare gli andamenti dei mercati finanziari. Abbiamo il desiderio di cercare e trovare un indicatore perfetto e magico che ci permetta di realizzare il massimo profitto nel minor tempo possibile.

La realtà dei fatti è che questi indicatori non servono quasi a nulla. Se tutto fosse così facile, dovrebbero esserci al mondo una quantità esagerata di ricchi, e questi sicuramente non condividerebbero con tutto il mondo i loro magici indicatori.

Guarda la versione video di questo articolo:

I due problemi degli indicatori di analisi tecnica

RendimentoFondi ribadisce spesso un concetto fondamentale che sfugge a molti investitori, ovvero il paradosso dell’Analysis Paralysis: troppa informazione equivale a zero informazione.

Con la diffusione di diversi indicatori tecnici si è arrivati al punto di avere troppa informazione, e per questo sugli indicatori non esiste un unico parametro di ottimizzazione.

Con una semplice ricerca su Google riguardante il ROC per esempio, possiamo infatti verificare che questo viene calcolato su un numero di periodi molto diverso a seconda dell’utilizzatore: possiamo trovare casi in cui si considerano 9 candele, altri in cui invece se ne considerano 20 e altri ancora 30. Questa differenza tra parametri influisce molto sui diversi risultati ottenibili.

Il secondo problema degli indicatori tecnici è che non è possibile analizzare le fasi laterali dei mercati finanziari. Innanzitutto perché, provando ancora una volta a fare una ricerca su Google, molti esempi mostrano il caso ideale in cui bisogna comprare o vendere. In secondo luogo perché gli indicatori tecnici falliscono la prova della lateralità, ovvero vanno in perdita nei momenti laterali di azioni o indici.

Nel nostro video YouTube facciamo infatti l’esempio del titolo A2A: quali profitti avremmo ottenuto seguendo pedissequamente l’indicatore MACD?

La risposta è che in realtà saremmo andati in perdita.

Entrando ogni volta che si verifica un incrocio grafico a rialzo e uscendo ogni volta che si verifica un incrocio grafico a ribasso, la curva cumulata dei profitti risulta essere tendente verso il basso, e dunque in perdita.

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Il Trendycator come soluzione

Per questi motivi serve trovare una soluzione che superi questi due limiti, e che ci permetta di vivere i nostri investimenti in modo rilassato, senza rimanere vittime dell’Analysis Paralysis.

RendimentoFondi ha da tempo ideato il Trendycator, che a discapito del nome non è un indicatore. Come infatti abbiamo spiegato all’interno del corso gratuito, il Trendycator ha come architettura di base quella di un indicatore, ma in realtà possiede anche elementi di un trading system, dunque di un metodo scientifico applicato.

Non riteniamo il Trendycator infallibile, ma sicuramente ci permette di superare i due problemi e limiti degli indicatori di analisi tecnica.

Osservando lo stesso grafico di A2A del nostro esempio su YouTube, notiamo che il Trendycator mostra tutte le fasi laterali dei titoli con un’area grigia, mentre l’indicatore MACD sullo stesso titolo riporta una fase di rialzo o di ribasso.

Il Trendycator è in grado di mostrare le fasi laterali di A2A (fonte: RendimentoFondi.it)

E questo è vero non solo per A2A, ma per qualsiasi titolo, perché non ha parametri di ottimizzazione: viene applicato nello stesso identico modo a tutti gli strumenti, che siano un’azione, un fondo comune o un ETF.

Una caratteristica ancora più importante è che il Trendycator, quando individua un trend a rialzo, lo mantiene per tutta la durata: anche se cambia stato, non segnala di uscire dalla posizione finché non viene superato il minimo della candela che ha generato il rosso.

Tutto questo si traduce in un enorme vantaggio rispetto agli indicatori di analisi tecnica: seguendo il Trendycator si pagano minori commissioni bancarie.

Facendo infatti sempre l’esempio di A2A, dal 2003 a oggi il Trendycator ha prodotto solamente 11 segnali, tra operazioni di entrata e operazioni di uscita. Sul nostro video YouTube abbiamo fatto il confronto con il MACD: sullo stesso arco di tempo, questo indicatore ha prodotto ben 83 segnali.

E tra 11 e 83 operazioni si ha un costo molto diverso sulle spese bancarie, perché nel secondo caso la performance viene enormemente ridotta a causa di queste eccessive commissioni.

In altre parole, il Trendycator ci dice quando entrare e uscire ma con moderazione: senza sacrificare la performance, ci aiuta a ridurre il paradosso dell’Analysis Paralysis, senza creare confusione.

Conclusioni

Ecco allora svelata la potenzialità del Trendycator: ci segnala il momento esatto nel quale conviene acquistare o vendere la quota di un fondo. 

Allo stesso tempo, come ribadito più volte nel nostro corso gratuito, il Trendycator ci aiuta a mantenere controllato il rischio, evitando i periodi di drawdown, senza passare continuamente da un segnale di acquisto a un segnale di vendita, ma mantenendo il trend e aiutandoci così a ridurre le commissioni bancarie.

Buon RendimentoFondi!

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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