2019-07-29: Aggiornamenti Tabelle e Portafogli

Indice di forza relativa per stare dalla parte giusta del mercato

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L’indice di forza relativa è uno degli strumenti più utilizzati per mettere in relazione serie storiche eterogenee, non è un trading system ma uno strumento dalle notevoli potenzialità.

La forza relativa

L’indicatore di forza relativa è un indicatore molto semplice, ma molto potente e versatile; esso si basa sulla analisi quantitativa di due attività finanziarie diverse in un determinato lasso di tempo per confrontarne le performance.
Non va confuso con il più famoso RSI (Relative Strenght Index) di Wells Wilder, che misura la forza relativa di uno strumento rispetto a se stesso a n. barre antecedenti.
Tipicamente viene usato per mettere in relazione un indice con i titoli che lo compongono, in modo da mettere in risalto i titoli che sovra-performano e tentare di salire sul cavallo giusto, ma può essere anche utilizzato per le valute, per i Fondi, etc.
Viene anche largamente utilizzato per studiare il fenomeno della rotazione settoriale: infatti se si mettono in relazione i sotto-indici dello Stoxx600 con l’indice stesso, un buon gestore (sia esso di fondi o altro) è in grado di scoprire quale settore ha le migliori performance relative in quel momento; dunque potrà poi incentrare i suoi investimenti sui titoli che fanno parte di quel paniere.
Un tipico errore che si corre spesso è quello di interpretare la forza relativa come un qualunque altro indicatore, dunque andando long quando diventa positivo; a tal proposito va ricordato che in un mercato Orso, con tutti i titoli che scendono, ci saranno sempre uno o più titoli con la forza relativa positiva, ma significa solamente che quel titolo sta perdendo meno dell’indice di riferimento.

Alla ricerca della formula giusta

Non esiste un modo univoco per rappresentare graficamente la forza relativa, infatti interrogando il web si trovano molte soluzioni; si invita il lettore ad effettuare questa ricerca per trovare quella più confacente al proprio stile di trading.

I metodi di calcolo principali sono:

  • dividere il valore di chiusura di una serie (ad esempio un titolo), con il valore di chiusura della seconda serie (ad esempio l’Indice), ottenendo così una terza serie composita; la quale verrà disegnata sotto alle due e sarà il frutto dell’andamento congiunto. Su questo indice ibrido generato, si possono fare studi di analisi tecnica con trendline, medie mobili etc.
  • un altro metodo molto semplice è quello di utilizzare il ROC (Rate Of Change), esso è un indicatore di momentum, dunque è un valore che indica il variare della forza di uno strumento rispetto a se stesso ad esempio 10 periodi antecedenti; non verrà analizzata la formula nel dettaglio in quanto è un indicatore largamente conosciuto e presente in tutti i software di analisi tecnica. Per utilizzarlo al nostro scopo basterà fare la seguente concatenazione: ROC (Chiusura strumento 1) – ROC (chiusura strumento 2 ), il tutto deve essere maggiore di zero affinché la forza relativa sia positiva.
  • si può costruire prendendo il rapporto tra la chiusura della serie 1 e la chiusura della serie 2, si costruisce poi una media mobile di questo rapporto, e come terzo passaggio sottrarre il valore 1 al valore 2 e disegnare questo terzo passaggio.
  • il metodo da noi utilizzato adotta invece alcune sofisticazioni in più: i nostri modelli calcolano la variazione percentuale sia dello strumento 1 sia dello strumento 2 a n periodi (tipicamente si utilizzano 200 o 250 periodi per avere la differenza di performance a un anno), cui se-gue il calcolo del ratio (rapporto) tra i due valori ottenuti (vedi figura).

Un caso studio, Esprinet.

Nella figura sottostante vediamo un tipico esempio quasi scolastico di funzionamento di questo tipo di analisi, sottolineando che questa è una operazione realmente effettuata.
Il titolo Esprinet a da quando viene mostrato in figura ha sempre denotato una notevole forza relativa nei confronti dell’indice STAR di Borsa Italiana, e in questo lasso di tempo i nostri sistemi automatici hanno segnalato due ingressi.
In questa sede non verrà analizzato il codice del segnale adottato, perché i lettori possono trovare nelle precedenti uscite ampie descrizioni dello stesso; è importante notare come segnali generati quando il titolo esprime forza hanno generalmente una buona probabilità di successo, minimizzando le probabilità di stop.
Oltretutto dal punto di vista grafico il titolo è ancora interessante, infatti sta facendo un laterale di accumulazione che potrebbe ancora essere sfruttato alla rottura con buoni volumi.
Si è dimostrato come la forza relativa possa essere impiegata non come trading system a se stante, ma come rafforzativo alla singola operatività; si possono dunque creare sistemi automatici di trading che abbiano come filtro aggiuntivo lo screening dei titoli in sovra-performance, scartando quelli meno performanti.

Esprinet Rendimentofondi
Esprinet Rendimentofondi

Conclusioni

In questo articolo sì è posto l’accento su di un aspetto trascurato da molti trader; stiamo parlando del concetto di forza relativa.

Quando un titolo esprime forza nel suo movimento apparentemente casuale, significa che i suoi impulsi al rialzo (se stiamo analizzando un mercato rialzista) saranno più marcati e le correzioni più smussate; per tanto un titolo con queste caratteristiche, ovviamente in rapporto con qualche altro titolo, è sinonimo del fatto che il mercato crede particolarmente in quel titolo tanto da premiarlo di più che la media mi mercato.

A questo punto se identifichiamo un buon punto di ingresso, sarà sicuramente meglio seguirlo su un titolo che riscontra i favori di molti altri investitori, piuttosto che su un titolo mal visto dalla maggioranza degli investitori.

Come abbiamo detto la versatilità di questo tipo di analisi è ampia, nel prossimo numero offriremo al lettore altre diverse chiavi interpretative dello stesso indicatore.

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About Author

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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