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2019-04-15: AGGIORNATI PORTAFOGLI – TABELLE

Intervista a Consultinvest Investimenti SIM S.p.A: cosa sono i PAC?

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Il PAC, ovvero Piano di Accumulo del Capitale è una forma di investimento sul lungo periodo che era molto di moda negli anni passati; è innegabile però che per molti in passato si sia trasformato in un “Pianto di accumulo del capitale”, generando conseguente disaffezione verso questa importante forma di investimento.

Come sempre accade, nulla si inventa ma tutto si trasforma, e così anche in questo caso la moda sta prepotentemente tornando alla ribalta.

Questo avviene anche soprattutto alla riduzione dei costi e alla rapidità di negoziazione che l’online offre, grazie a nuovi strumenti più semplici da gestire quali gli ETF, e grazie al fatto che siti come RendimentoFondi.it stanno reinventando in ottica moderna questa pietra miliare del risparmio gestito.

Come sempre siamo convinti che ci sia del buono in ogni cosa, come detto poc’anzi il PAC era una particolare tecnica che aveva un grande valore molti anni fa, poi oggi tutto è cambiato: la propensione al rischio, la stabilità dei mercati con crisi sempre più frequenti, l’informazione globale e non da ultimo i sistemi tecnologici.

Per questo motivo abbiamo pensato di incentrare le nostre serate ALLA RICERCA DEL FONDO PERDUTO TOUR>> proprio su un concetto leggermente diverso di PAC 2.0.

Questo è un articolo che potremmo definire come “propedeutico” al Tour con una duplice valenza: la prima è quella di inaugurare la nostra sezione “Interviste” che speriamo possa crescere sempre di più nel tempo, e la seconda è quella di dare voce a chi nella vita di tutti i giorni questi prodotti li usa con maestria assoluta.

Sei curioso e ormai ti sto annoiando con le mie lungaggini introduttive, dunque ti aspetto al nostro Tour e ti auguro buona lettura.

Intervista a Marco Biagioli, consulente finanziario di Consultinvest Investimenti SIM S.p.A.

Marco è un amico di lunga data, ma è anche un consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede con una clientela sparsa per tutto lo stivale.

Collabora da lungo tempo con Consultinvest Investimenti SIM S.p.A https://www.consultinvest.it/ e gestisce inoltre un proprio blog di successo: https://marcobiagioli.it/

 

RF: Definisci brevemente il concetto di PAC.

MB: Il Piano di Accumulo di Capitale ( PAC ) è un programma di accantonamento in genere di medio lungo termine volto ad investire con regolarità importi prestabiliti. Come dire “pensa solo a versare, al resto provvede il sistema”.

 

RF: Parlaci dei vantaggi che un investitore ha nel sottoscrivere un PAC a differenza di un investimento secco.

BM: I vantaggi sono molteplici a partire dallo sfruttamento del costo medio come ben argomentato da B. Graham nel metodo “Dollar Cost Average”; per proseguire con l‘opportunità di sfruttare i fondi comuni d’investimento che hanno i pregi della diversificazione e della gestione professionale, anche con piccoli importi. In concreto si evitano in una sola mossa gli errori studiati dalla finanza comportamentale, dai quali tutti noi dobbiamo cautelarci, e le problematiche connesse al market timing. La mente umana infatti è soggetta a limiti di varia natura ma il ricorso a metodi testati assieme all’aiuto di un professionista evitano scelte irrazionali e dannose.

 

RF: come si sottoscrive un PAC, e perché secondo la tua esperienza, rappresenta un bene per l’investitore.

BM: Il PAC si può sottoscrivere in varie modalità, anche versando solo la prima quota prestabilita. Oggi l’ingresso frazionato sta diventando una risorsa anche su mercati ritenuti tranquilli come quelli obbligazionari. L’aspetto dei costi aveva un impatto considerevole nel passato mentre oggi non ha più tale rilevanza per cui, a maggior ragione, il risparmiatore può sfruttare al meglio l’efficienza del sistema.

 

RF: Il PAC quindi non ha solamente un orizzonte di lunghissimo termine? 

MB: La durata dell’investimento e la scelta degli strumenti sono argomenti da concordare dopo un’attenta analisi fatta in sede di consulenza laddove il consulente finanziario fornisce una raccomandazione personalizzata. Il suo ruolo in sintesi è di identificare i progetti di vita del risparmiatore, misurare dove stanno, definire le strategie e decidere su due alternative fra le innumerevoli tipologie di fondi che soddisfano le esigenze di breve, medio e lungo termine.

 

RF: In base a quali criteri si seleziona un fondo ideale per un pac? Azionario, Obbligazionario, Bilanciato etc..

MB: Ecco, la scelta dello strumento quindi è il momento finale di un percorso che il risparmiatore fa insieme al consulente laddove l’interazione umana e le informazioni che si scambiano sono centrali e determinano l’esito della pianificazione finanziaria. Oggi i roboadvisor si pongono il medesimo obiettivo ma, come accade in generale nelle attività riferite al WEB, la persona da sola davanti allo schermo di un computer può commettere degli errori mentre un professionista conosce i metodi per evitarli.

 

RF: Il problema principale di chi detiene un PAC, a mio avviso, è la scelta del timing d’uscita: si può vendere presi dal panico dopo una discesa o si evita di vendere dopo una lunga salita delle quotazioni. In entrambi i casi il sottoscrittore vede azzerarsi il beneficio del PAC. In base tua esperienza di Consulente quali consigli dai ai tuoi clienti?

MB: In base a quanto accumulato nel tempo e laddove si verifichi un cambiamento delle esigenze del cliente, è ​consigliabile gestire parte del capitale in fondi di altra natura magari abbassando la “cilindrata del motore” ovvero la volatilità sfruttando ad esempio il vostro indicatore ETI. È vero altresì che si possono attivare switch programmati ovvero conversioni volte a rimodellare il patrimonio in modo graduale ed automatico. Un po’ come passare un carico, diventato ormai pesante per una Ferrari, ad un più adatto trattore e continuare il viaggio sereni.

 

RF: Quali sono i difetti principali dei PAC, se ce ne sono?

MB: Come avviene spesso in altri ambiti il difetto non è nello strumento ma nell’uso che se ne fa. Comunque direi che può essere un errore far entrare la soggettività una volta sottoscritto il PAC in quanto si va ad alterare quanto stabilito con metodologie oggettive  in sede di pianificazione per raggiungere un determinato obiettivo.  Eviterei quindi ad esempio di investire con maggior intensità perché si pensa con valutazioni veloci che un mercato sia sceso oppure smettere di versare perché si ritiene che un mercato sia salito troppo.​

 

RF: In base alla tua lunga esperienza, è un prodotto migliorabile?

MB: Direi di si, oggi abbiamo un grande vantaggio che era precluso a chi ci ha preceduto: grazie a voi abbiamo capito che anche i fondi possono essere gestiti tramite modelli quantitativi. I segnali tecnici che ne derivano permettono di gestire con razionalità le varie fasi dalla selezione al monitoraggio. In conclusione prendo spunto dal Premio Nobel Daniel Kahneman “Ogni volta che possiamo sostituire ad un giudizio umano una formula, dovremmo almeno prendere in considerazione l’idea di farlo”.

Conclusioni:

In questo primo articolo introduttivo abbiamo visto il punto di vista di un professionista del settore che, elmetto in testa, è ogni giorno in trincea.

Vi confesso che da quando è nato RendimentoFondi.it e si è fatta quotidiana l’interazione con i molti lettori professionisti del settore, abbiamo capito quanto questo sia un argomento preponderante, ed è per questo che vi abbiamo dedicato anche un capitolo intero del nostro libro.

Abbiamo inoltre deciso di mettere i PAC proprio al centro del nostro TOUR: fra le altre novità annunceremo anche la nostra visione di PAC 2.0. Per questo motivo ritengo che l’incontro sia un momento di interscambio fondamentale.

Se non puoi partecipare non ti preoccupare, ci sentirai ancora sicuramente parlare di PAC!

NDR: Ringraziamo Marco Biagioli per averci concesso questo suo libero pensiero sull’argomento.

RendimentoFondi.it

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About Author

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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