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La stagionalità dei mercati finanziari è una materia che da sempre mi affascina. Si parla di stagionalità quando, in una serie storica, si riescono ad individuare dei comportamenti ricorsivi nel corso dell’anno.

Attenzione però, non all’interno dell’anno ma tra un anno e una serie storica precedente. Quindi, per calcolare la stagionalità di un asset finanziario è necessario disporre di molti anni di dati storici (su RendimentoFondi utilizziamo i dati storici a partire dal 2000), non avrebbe senso calcolarla basandosi su pochi anni di storico.

In realtà si potrebbe anche chiamarla semplicemente “ricorsività”, ma la stagionalità deve il suo nome al fatto che è molto usata nelle materie prime.

Il caso nello specifico delle materie prime si presta bene a questo tipo di analisi in quanto sono asset che seguono realmente il ciclo delle stagioni, per tanto, è possibile riscontrare nel corso di un anno stagioni positive e stagioni negative.

Ovviamente, i cicli si verificano anche sui mercati finanziari.

La stagionalità dei mercati per investire

La stagionalità può dunque essere utilizzata sui mercati finanziari per investire, ma attenzione, come sempre sapere che in un determinato mese un asset storicamente aumenta di valore non è certezza di guadagno!

E’ sempre meglio dunque utilizzare queste informazioni come un faro, una guida, da abbinare ad uno strumento quantitativo, come ad esempio il Trendycator, che ci indichi un incremento della forza sull’asset in esame.

Il motivo per cui la stagionalità non garantisce all’investitore il cento per cento dei successi è di fatto molto semplice e trova la sua spiegazione nella statistica.

Ogni serie statistica infatti, ha i cosiddetti “outliers”, ossia “valori anomali” in italiano; ovvero, quei valori che sono estremamente distanti dalla media statistica delle misurazioni. Insomma, c’è sempre la pecora nera ed essere dalla parte sbagliata in quei momenti potrebbe essere estremamente dannoso per l’investitore.

Come si calcola la stagionalità

Calcolare la stagionalità di una serie storica è abbastanza semplice.

Esistono almeno due metodi che potrete trovare in rete.

Nella prima versione si prende il grafico dell’andamento storico dell’asset di riferimento nei diversi anni e si uniscono facendo una semplice media.

La risultanza di questa metodologia è un grafico lineare dell’andamento storico nel corso dell’anno.

A nostro avviso questo metodo di calcolo non è del tutto corretto o attinente alla realtà e il motivo è duplice:

-primo, più si allunga la serie storica e più un grafico lineare tenderà ad appiattirsi verso l’alto;

-secondo, anche mantenendo una lunghezza numerica congrua, comunque, non si riesce a percepire con chiarezza quale mese è meglio dell’altro ma si vede appunto un andamento sempre variabile.

Un classico esempio di questa distorsione lo abbiamo dal sito Seasonax: nell’esempio proposto gli analisti prendono in esame 54 anni e così facendo il grafico risulta appiattito nei diversi mesi e in forma crescente.

Fonte www.seasonax.com

https://www.seasonax.com/resources/research/gold-and-metals-under-the-seasonal-magnifying-glass

Questo è il motivo per cui, in rete, cercando la stagionalità ad esempio dell’oro troverete tanti grafici, tutti diversi, dipende appunto dalla lunghezza temporale presa in esame.

Il calcolo della stagionalità di RendimentoFondi

Su RendimentoFondi utilizziamo una diversa metodologia di calcolo e di rappresentazione che deriva dalla nostra esperienza sui mercati finanziari.

Noi prendiamo in esame i grafici in formato “mensile” a candele e paragoniamo l’escursione, positiva o negativa, della candela del mese di gennaio con la stessa di tutti gli anni precedenti.

Così facendo, avremo una rappresentazione ad istogramma di ogni mese dell’anno, paragonato con gli N anni precedenti.

Vediamo come, grazie a un esempio di stagionalità sull’oro.

Grafico future Gold a 10 anni. Le frecce colorate sono poste sul mese di gennaio di ogni anno. Fonte ed elaborazione RendimentoFondi.it

Nell’esempio sopra riportato riguardante l’oro è possibile notare come negli ultimi 10 anni, il mese di gennaio abbia chiuso per ben 8 volte in territorio positivo; quindi, con un 80% di successo.

Possiamo dunque affermare, stando a questi dati, che gennaio è con buone probabilità statistiche un mese positivo per l’oro.

A questo punto, poter inserire in un istogramma l’escursione media nel mese di gennaio ci da anche il polso di quanto statisticamente questo asset si è apprezzato nel passato in quel determinato mese.

Non male vero?

Come usare la stagionalità per investire

Come abbiamo già detto è consigliabile utilizzare la stagionalità combinandola con altri strumenti di analisi di tipo quantitativo.

Questo per non incappare in un anno, o periodo dell’anno, nel quale l’asset fa il contrario di quello che statisticamente ha sempre fatto negli anni precedenti.

Un tipico esempio è stato sia a gennaio 2021 sia a gennaio 2022.

Come si vede nell’esempio sotto riportato il 2019 e il 2020 sono stati due anni nei quali il mese favorevole di gennaio è coinciso con un periodo di Trendycator verde, non solo, nel 2019 addirittura si è registrato il segnale LONG di Trendycator proprio nel mese di gennaio. I successivi anni 2021 e 2022 sono arrivati a seguito di un END_PEAK (forte segnale di esaurimento di un trend positivo) e sono stati due anni di Trendycator grigio con l’oro che è rimasto in laterale.

Grafico future Gold settimanale. Le linee verticali sono poste in concomitanza con la prima settimana di ogni anno. Fonte ed elaborazione RendimentoFondi.it

Stagionalità e Trendycator

Come abbiamo visto sopra, un indicatore è sempre un buon strumento da abbinare alla stagionalità perché è in grado di dirci quando arriva la forza sul titolo.

Certo, l’indicatore può essere anche utilizzato disgiunto dalla stagionalità, ma la sinergia tra i due (indicatore rialzista e stagionalità favorevole), può èssere un rafforzativo per allocare ad esempio un capitale maggiore rispetto ad un segnale long che arriva in una fase di stagionalità negativa.

Quindi, in sostanza, stiamo utilizzando queste indicazioni abbinate come una sorta di money management, ovvero la scelta della size con la quale operare.

Dove trovo la stagionalità dell’asset che mi interessa?

Su RendimentoFondi, alla nuova pagina “stagionalità”, visibile unicamente agli utenti abbonati, abbiamo inserito tanti grafici della stagionalità. Oltre a garantire la manutenzione della pagina possiamo anche inserire altri grafici a richiesta dei nostri lettori.

Buon RendimentoFondi

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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