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E’ possibile sfruttare l’intelligenza artificiale negli investimenti? Proviamo a scoprirlo insieme.

L’intelligenza artificiale sta conquistando sempre più i titoli dei giornali. Ma cosa c’è dietro questo termine? Le macchine super-intelligenti finiranno presto per sostituirci? Le case di gestione stanno iniziando a capire come il “cervello del computer” potrà aprire nuove e interessanti opportunità di investimento. Il termine intelligenza artificiale è ormai altamente inflazionato, ciononostante non  è così facile identificare esattamente di cosa si tratta.

Una delle definizioni a mio avviso più appropriate recita:

L’intelligenza artificiale è un ramo dell’informatica che permette la programmazione e progettazione di sistemi sia hardware che software che permettono di dotare le macchine di determinate caratteristiche che vengono considerate tipicamente umane quali, ad esempio, le percezioni visive, spazio-temporali e decisionali.

Quando la macchina batte l’uomo

L’intelligenza è generalmente considerata come la capacità di pensare in modo astratto e razionale e derivare da essa un’azione significativa. Ma cosa succede quando la macchina batte l’uomo?

Una tale impresa impensabile fino a pochi anni fa è già accaduta. Il supercomputer AlphaGo è riuscito a sconfiggere i maestri di maggior successo del complesso gioco da tavolo giapponese Go. AlphaGo è un programma di intelligenza artificiale (AI) sviluppato dalla DeepMind, una società dell’universo Google, tanto per cambiare.

Poi gli stessi sviluppatori hanno creato il mostruoso AlphaGo Zero.

In soli tre giorni la nuova versione di AlphaGo aveva già raggiunto il livello degli attuali campioni umani, sorpassando millenni di storia di partite e studi di tattiche umani. Dopo 21 giorni era capace di battere qualunque campione mondiale di Go – incluso quello attuale che ovviamente non era umano, ma era il precedente AlphaGo. Dopo 40 giorni di allenamento e 30 milioni di partite conosceva mosse mai viste prima. AlphaGo Zero ha vinto contro il vecchio AlphaGo con il risultato di 100 vittorie in 100 partite; numeri che fanno davvero venire i brividi.

L’intelligenza artificiale nel quotidiano

Probabilmente tutti abbiamo sentito parlare di intelligenza artificiale grazie ai moderni telefoni; ormai tutti conosciamo Alexa, Siri, Bixbi etc. Quindi li sblocchiamo con lo sguardo, parliamo e interagiamo con loro; a volte forse anche incuranti dei pericoli derivanti dall’intrusione nella nostra privacy e dal fatto che questo continuo ascolto non ha ancora una normativa di riferimento. Alcuni moderni telefoni, ad esempio, presentano dei sensori in grado di rendersi conto se il proprietario del telefono si sta muovendo a piedi o in veicolo: in questo modo un giorno automaticamente potranno impostarsi sulla modalità di guida per garantire la massima sicurezza nell’uso.

Ma l’intelligenza artificiale viene utilizzata anche dalle forze dell’ordine per il riconoscimento del volto, nelle moderne ricerche scientifiche, nel campo finanziario con le reti neurali, nella domotica; davvero ormai in ogni tipologia di business possibile.

Spesso su RendimentFondi abbiamo parlato di automobili del futuro e non possiamo dimenticare che in questi ultimi tempi stanno prendendo particolarmente piede la guida autonoma o semi autonoma; le auto che ormai parcheggiano da sole, frenano da sole, ruotano lo sterzo in caso di invasione di corsia etc..

Stiamo parlando di un campo sterminato di utilizzi, e come sempre in questo caso l’industria finanziaria fiuta l’affare e non ci fa mancare il solito fondo tematico.

Allianz Global Artificial Intelligence

Una delle prime case in Italia e in Europa a trattare questi temi, è la società Allianz che ha recentemente quotato il suo Allianz Global Artificial Intelligence; noi analizziamo la classe a capitalizzazione in Euro H2 LU1548497772.

In Europa si trova anche la società DWS, la quale però al momento ha quotato solamente un fondo in Dollari.

Come dicevamo è un mercato in rapida crescita, la società Allianz stima un volume di business complessivo pari a 36,8 miliardi di dollari entro il 2025 dagli attuali 643,7 milioni. Entro il 2020 50 miliardi di oggetti saranno connessi all’internet degli oggetti parlanti.

Le prime scelte azionarie della casa di gestione per questo fondo seguono fondamentalmente tre macro-aree di intervento:

1.Integrazione dell’intelligenza artificiale nei processi industriali moderni. A questo scopo l’investimento ricade su aziende dei più svariati settori che già adottano tali sistemi quali Tesla, Trade Desk, LendingTree, Anthem, Trimble

2.Sviluppo di nuove Applicazioni software, quindi qui si va nella new economy: Salesforce.com, FireEye, Pegasystems, Baidu, Yelp.

3.Infrastrutture ed ecosistemi, quindi qui si punta su semiconduttori, componenti elettronici e infrastrutture software: NVIDIA, Micron, ON Semiconductor, PTC, Splunk

Il fondo Allianz Global Artificial Intelligence è un azionario puro, dunque segue le leggi dei mercati internazionali rimanendo comunque, come si vede dal grafico in figura, al di sopra del proprio benchmark di riferimento. È ancora un po’ troppo giovane per essere valutato con l’ausilio dell’ETI, ma sicuramente lo terremo sotto debita osservazione.

Investire in intelligenza artificiale con gli ETF

Esistono anche alcune soluzioni in ETF, una di queste è data dalla famosissima casa di gestione Lyxor. Sto parlando del conosciutissimo Lyxor Robotics & AI UCITS ETF – Acc LU1838002480. L’indice replicato dall’ETF di Lyxor, è il Rise of the Robots NTR Index, è composto da 150 azioni globali le cui attività sono incentrate nei campi della robotica, dell’automazione e dell’Intelligenza artificiale. E’ un ETF con un costo annuo pari allo 0.4% ed è quotato su Borsaitaliana>> ticker ROAI; rimando dunque al sito per la scheda analitica completa.

L’ETF Lyxor Robotics & AI è in quotazione da troppo poco tempo, precisamente da settembre 2018, per poter operare una esaustiva indagine grafica sull’andamento. Terremo certamente monitorato questo nuovo strumento nel futuro.

Conclusioni

 Il settore è di sicuro interesse per il futuro, non solo, i campi di applicazione sono ancora in gran parte sconosciuti. In questo articolo abbiamo messo in luce lo stato dell’arte attuale, ma per fare un paragone con i computer, oggi ci troviamo all’epoca dell’Intel 8088 che si accendeva inserendo il floppy con il sistema operativo. In pochi forse avranno questa memoria informatica adottata per far comprendere come davvero stiamo vivendo gli albori di una tecnologia che forse rappresenterà la nuova vera rivoluzione industriale.

RendimentoFondi.it

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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