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iShares ICOV IE00B3B8Q275: prospettive per il 2022

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Hai mai pensato che gli ETF possono sostituire i BTP nel tuo portafoglio? Grazie ai titoli individuati da RendimentoFondi, potresti valutare una nuova strategia di investimento completamente basata su ETF che si comportano come obbligazioni, e che a differenza di queste ultime ti possono garantire una cedola superiore, inserendo così a portafoglio un titolo fortemente difensivo.

Nell’articolo di oggi riprendiamo quindi un discorso già iniziato qualche settimana fa, che puoi recuperare cliccando qui. In quell’occasione avevamo parlato del Pimco STHE IE00BF8HV600, e mostrato come una strategia che esuli completamente dal Trendycator e dall’ETI possa comunque rivelarsi efficace in ottica di cassetto, per i nostri lettori più timorosi a entrare direttamente sul mercato azionario. 

Cosa sono i Covered Bond?

Mantenendo la promessa fatta in quell’articolo ai nostri abbonati, oggi analizzeremo un altro ETF di questo filone, ovvero l’iShares Euro Covered Bond Ucits ETF – IE00B3B8Q275, abbreviato con il simbolo ICOV.

Come facilmente intuibile dal nome, questo ETF investe quasi esclusivamente (per la precisione per il 99,10% delle sue posizioni) in covered bond. Chiamati anche obbligazioni garantite, questi strumenti derivati consistono in un pacchetto di prestiti emessi dalle banche e poi venduti a un’istituzione finanziaria per la rivendita. I singoli prestiti che compongono il pacchetto rimangono sui libri contabili delle banche che li hanno emessi, servendo come un pool di garanzie e trasmettono quindi un ulteriore livello di sicurezza per i titolari delle obbligazioni coperte.

Pertanto, anche se l’istituto diventa insolvente, gli investitori che detengono le obbligazioni possono ancora ricevere i loro pagamenti di interessi programmati dalle attività sottostanti delle obbligazioni, così come il capitale alla scadenza dell’obbligazione.

In poche parole, si tratta di un investimento super garantito e difensivista: non solo per le garanzie poste in essere, ma anche per il fatto che, come riportato da Nordea, nessuno di questi covered bond è fallito negli ultimi 200 anni! È quindi un investimento adatto sia per gli investitori alle prime armi, sia a quelli più esperti, proprio per la sua natura difensiva. 

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Analisi iShares Euro Covered Bond Ucits Etf – IE00B3B8Q275

Osserviamo ora nel dettaglio l’iShares Euro Covered Bond Ucits Etf, abbreviato in ICOV (il simbolo) e  IE00B3B8Q275 (l’ISIN).

Come già accennato prima, la sua politica d’investimento ruota intorno ai covered bond, che abbiamo spiegato nel dettaglio precedentemente. Si tratta inoltre di un ETF a distribuzione semestrale, lanciato ad agosto 2008 e con circa 860 milioni di euro di asset. Trattandosi di un investimento in euro, infine, non abbiamo bisogno di alcuna copertura valutaria. Ecco la tabella riepilogativa con le informazioni più importanti:

Classe di attivo

Obbligazionario
ReplicaFisica (campionamento)
Frequenza di distribuzioneSemestrale
Data di lancio del fondo01/08/2008
Valuta di riferimentoEUR
Dimensione858 milioni di euro
TER0,20%

 

Composizione e allocazione

Prima di passare all’analisi dei grafici, vediamo brevemente come è composto il comparto. Nella tabella qui sotto si possono osservare le dieci principali posizioni del fondo: si tratta di emittenti grandi, solide e affermate, che non hanno rischi di default. Da notare anche la presenza dell’italiana Intesa Sanpaolo SPA:

Emittente

Percentuale di esposizione
Caisse Francaise de Financement Local4,76
Compagnie de Financement Foncier SA4,26
Credit Agricole Home Loan SFH3,48
BPCE SFH3,37
DZ HYP AG3,01
ABN Amro Bank NV2,86
Credit Mutuel Home Loan SFH 2,37
Caixabank SA2,35
Intesa Sanpaolo SPA2,30
Banco Santander SA2,26

 

Nella tabella e nella mappa seguenti vediamo invece le posizioni geografiche di questi invesitmenti:

Paese

Percentuale di esposizione
Francia
25,36
Germania
17,68
Spagna
9,45
Paesi Bassi
6,93
Canada
6,07
Italia
5,95
Norvegia
5,47
Austria
3,83
Svezia
3,21
Regno unito
3,13
Finlandia
3,11
Australia
2,82
Belgio
1,74
Liquidità e/o derivati
0,10
Other
5,13

 

 

Come facilmente intuibile, investendo quasi esclusivamente in Paesi sviluppati, i rating delle obbligazioni non possono che essere eccellenti: 

(Fonte: iShares BlackRock)

 

Il rendimento dell’ETF

Ora che abbiamo visto nel dettaglio come si compone l’iShares Euro Covered Bond Ucits Etf – IE00B3B8Q275 siamo pronti per la parte più interessante dell’articolo: vediamo come ha reso questo strumento. 

Seguendo la logica dell’ultimo articolo sugli ETF ad alti dividendi che ti consigliamo vivamente di leggere cliccando qui, presentiamo prima di tutto l’andamento del NAV. Come vediamo si tratta di un grafico diverso da tutti quelli che solitamente presentiamo, e ora ti spieghiamo perché.

Ishares Euro Covered Bond Ucits Etf - IE00B3B8Q275

iShares Euro Covered Bond Ucits Etf – IE00B3B8Q275 (fonte: RendimentoFondi)

In questo caso il Trendycator e l’ETI non ci servono, perché l’obiettivo di questa particolare strategia di investimento è quella di mantenere un ETF che ci garantisca un buon flusso di cassa e che allo stesso tempo ci difenda dalle oscillazioni dei mercati. 

Sul sito dell’emittente troviamo infatti un grafico davvero interessante: si tratta della rendita di un investimento ipotetico da 10.000€, dalla data di lancio a oggi. Se avessimo comprato l’ETF nel 2008 e non l’avessimo mai venduto, il rendimento cumulato sarebbe stato superiore al 54%.

iShares Euro Covered Bond Ucits Etf – IE00B3B8Q275 crescita ipotetica (fonte iShares BlackRock)

Per vedere come siamo arrivati a questo guadagno, possiamo farci aiutare dalla Masterclass n.12 di RendimentoFondi, dove analizziamo nel dettaglio la logica della capitalizzazione semplice e della capitalizzazione composta. Per i nostri lettori mettiamo a disposizione anche il foglio Excel con già le formule incorporate. Se vuoi, puoi anche vedere la nostra spiegazione su Youtube.

(Fonte: RendimentoFondi)

Come ci siamo arrivati ad avere un rendimento cumulato superiore al 54%? Semplicemente perché i dividendi incassati, che si sono mantenuti sul 3,30% circa all’anno per 13 anni come ci indica il sito di iShares, si sono tradotti in un rendimento del 42%. La restante parte per arrivare a 54% l’ha fatto l’incremento del NAV.

ICOV IE00B3B8Q275 rendimento

ICOV IE00B3B8Q275 rendimento (fonte: iShares BlackRock)

In altre parole, l’ETF ha guadagnato l’1% all’anno circa in conto capitale, e ne ha guadagnati altri 3,30% all’anno dalle cedole, per un rendimento annualizzato del 4,30%: il guadagno in conto capitale si somma alle cedole, quando ovviamente andremo a vendere il titolo.

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Covered Bond prospettive per il 2022

Sappiamo quale può essere la prima critica che potremmo ricevere: tenere un ETF in portafoglio per 13 anni, con un flusso cedolare davvero basso (stiamo parlando dello 0,25% circa) è un caso limite, che funziona solamente se pensato sul lungo periodo.

Inoltre, nell’ultima immagine che abbiamo riportato vediamo che il rendimento dell’ultimo anno è negativo: ma come, starai pensando, mi state consigliando un titolo che nell’ultimo anno ha avuto un rendimento negativo? La risposta è sì e ti chiediamo di seguire questo ragionamento per capire il perché.

È chiaro che una crescita come quella tra il 2012 e il 2015 (vedi il grafico Trendycator che abbiamo riportato in alto) difficilmente la rivedremo, quindi non è del tutto corretto fare analisi basate sul lungo periodo.

Proprio per questo è il momento di guardare al futuro con una prospettiva completamente diversa.

Il rendimento del fondo è ben poca cosa attualmente, ma abbiamo visto nell’introduzione di questo articolo che stiamo inserendo in portafoglio uno strumento fortemente difensivo.

Osservando il grafico dal 2015 a oggi, come in occasione nella precedente analisi operata sul Pimco STHE, notiamo come il titolo continui a ruotare in un range compreso fra 152 e 160.

Quindi come possiamo operare con un titolo come l’ICOV in prospettiva futura? Esaminiamo i diversi scenari futuri.

Fintanto che il titolo si manterrà stabile noi avremo inserito in portafoglio un titolo stabile, con un rendimento non troppo allettante ma anche oscillazioni contenute. Questo significa che può dunque essere utilizzato come parcheggio di liquidità.

L’ETF, a differenza di un fondo comune ci offre la possibilità, come per il Pimco STHE, di metterci in acquisto nell’intorno di 152-153 e rivendere a 160, sfruttando questa ampia lateralità in ottica puramente speculativa.

ICOV IE00B3B8Q275

ICOV IE00B3B8Q275 (fonte: RendimentoFondi)

L’opzione meno probabile, ovvero una rottura dei massimi, porterebbe ovviamente un incremento del valore in conto capitale e magari in futuro l’identificazione di una nuova zona di stabilità. 

Una eventuale discesa del titolo porterebbe comunque ad un contestuale aumento del flusso cedolare, con possibilità di accumulo del titolo sempre in ottica di parcheggio di liquidità.

Non è finita qui: nel nostro Magazine di ottobre 2021 abbiamo visto la possibilità di un rapido incremento dei tassi di interesse da parte della BCE. Con un aumento dei tassi, si delinea quindi la possibilità di una salita per i rendimenti e dunque anche dei dividendi. In altre parole, questa potrebbe essere la “riscossa” di questi titoli iper-sicuri che oggi rendono poco a causa dei tassi negativi.

Conclusioni

Con questo articolo abbiamo ripreso un discorso che avevamo già avviato per un altro ETF, ovvero il Pimco STHE IE00BF8HV600. In entrambi i casi abbiamo visto come sia possibile pensare agli ETF come a dei buoni del tesoro da tenere per diversi anni, in modo tale da incassare i dividendi che puntualmente ci vengono corrisposti ogni anno, per poi venderli in modo tale da aggiungere la parte di capital gain. 

Non solo: abbiamo visto anche come sia possibile optare per un investimento super sicuro perché fortemente difensivo e soprattutto che prospettive si delineano per il futuro. Ecco allora svelata la sua funzione: un titolo che funziona come un BTP, acquistato in ottica difensiva, ma che presenta anche opportunità speculative.

Buon RendimentoFondi!

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About Author

È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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