fbpx
Siamo apparsi regolarmente su:
IlSole24OreIlGiornale

Sai cos’è, e quanto è importante il concetto di liquidità quando si parla di ETF?
Leggi questa guida fino alla fine perché scoprirai un aspetto fondamentale se vuoi diventare un investitore consapevole.
Quello della liquidità è un concetto comunemente utilizzato anche sulle azioni, in quanto esistono le cosiddette small cap e micro cap, definite comunemente “azioni sottili” ma queste azioni sono poco utilizzate dal grande pubblico ai fini di investimento; vengono più utilizzate dai trader per operazioni dall’appeal speculativo.
Al contrario tutti, ma proprio tutti, dovrebbero sapere che la liquidità è un elemento essenziale per la scelta di un ETF.
Oggi, dunque, ci occupiamo di un aspetto spesso trascurato, ma molto rilevante, e cioè dell’importanza della liquidità per la scelta dell’ETF migliore sul quale investire i propri risparmi.

Abbiamo menzionato le azioni sottili, e i fondi comuni di investimento?

Come abbiamo imparato nell’articolo denominato “Cos’è il NAV dei fondi comuni di investimento“, che ti invito a leggere,  i fondi comuni di investimento non sono interessati da questo particolare aspetto perché non essendo quotati in real time sono negoziati ad un NAV giornaliero fisso che elimina alla radice qualunque eventuale problema di liquidità.

Tornando al concetto di liquidità, di primaria importanza sugli ETF, oggi dunque scopriremo:

  • Che cos’è in sostanza la liquidità?
  • Perché può rappresentare un problema sugli ETF?

Ti ricordo infine che questo articolo fa parte di una guida denominata Come investire in ETF, se ti sei perso i precedenti articoli li puoi trovare qui:

  1. Cosa sono gli ETF?
  2. Decifriamo i nomi degli ETF
  3. Gli ETF strutturati
  4. ETF attivi contro Fondi attivi
  5. ETC: cosa sono e come funzionano
  6. Investire in valute dal divano di casa
  7. Gli ETF Smart Beta parte 1
  8. Gli ETF Smart Beta parte 2
  9. Come funzionano gli ETF: creazione e gestione
  10. Come funzionano gli ETF: la replica del sottostante

ISCRIVITI GRATIS AL NOSTRO VIDEO-CORSO COMPLETO “IL METODO RF”>>

 

La liquidità degli ETF

Se vuoi puoi vedere il video articolo direttamente in questa pagina o sul nostro canale YoutTube.

Avevamo già parlato della liquidità in un articolo pubblicato su RendimentoFondi che ti invito a leggere dal titolo “Alla ricerca della liquidità negli ETF“.
Oggi, dunque, andremo ad approfondire il discorso con alcuni esempi nuovi; diamo dunque una definizione esaustiva di liquidità.

 

Definizione di liquidità degli strumenti finanziari

Possiamo definire la liquidità di uno strumento negoziato sul mercato regolamentato in due modi:

  • come il numero di pezzi scambiato in una sessione di Borsa
  • come il controvalore in euro scambiato in una sessione di Borsa

Vediamoli entrambi nel dettaglio e cerchiamo di chiarire perché rappresentano due facce della stessa medaglia.

Volume

Il volume è la forma più conosciuta e comunemente utilizzata ed è data semplicemente dal numero di pezzi scambiato all’interno della sessione corrente di Borsa.

Definizione di volumi secondo Borsa Italiana.

Per intenderci, è quel grafico a istogramma che comunemente si vede in qualsivoglia grafico di Borsa, nella sua parte inferiore.

Esempio di grafico a istogramma dei volumi. Elaborazione RendimentoFondi.it

Attenzione però perché il solo volume spesso può essere fuorviante nella scelta dello strumento migliore su cui investire il proprio denaro.

 

Il Controvalore

Il controvalore è una misura alternativa ma molto efficace e rappresenta il controvalore monetario effettivamente scambiato dall’azione nella sessione di Borsa.

La differenza è facilmente intuibile perché se ipotizziamo una azione acquistata per un titolo che quota 1000, oppure una azione scambiata per un titolo che quota 0,01, capiamo subito che andremo a realizzare un risultato monetario profondamente diverso.

Nel caso della azione che quota 0.01, infatti, dovrò acquistare 100.000 azioni per avere un controvalore monetario di 1.000 euro (100.000 azioni x 0,01 = 1.000 euro di controvalore), mentre nel caso relativo all’azione che quota 1.000 euro mi basta acquistare una azione per raggiungere lo stesso risultato.

Questo fa sì dunque, che a fine giornata il titolo da 1000 dollari avrà scambiato sul mercato un numero sensibilmente inferiore di azioni; per questo motivo, ragionare unicamente in termini di numero di azioni scambiate non è esaustivo della effettiva liquidità di uno strumento.

Per questo motivo noi di RendimentoFondi abbiamo introdotto sul nostro sito il concetto di controvalore monetario scambiato, che come è facilmente intuibile dalla parola stessa, ci da il polso del denaro realmente scambiato nella seduta di contrattazione.

 

Perché l’assenza di liquidità può rappresentare un problema?

Da qui iniziamo a comprendere come l’assenza di liquidità possa rappresentare potenzialmente un problema per l’investitore in ETF: perché di fatto un titolo scarsamente liquido o peggio ancora illiquido causerà quasi certamente dei problemi in fase o di acquisto e di vendita.

 

Il book di negoziazione

Andiamo adesso a introdurre una terza variabile che scombina le carte in tavola: il book di negoziazione.

Nella maggioranza dei casi, il book di negoziazione è trascurato dai risparmiatori che investono il proprio denaro in ottica di medio termine; anzi, il più delle volte non lo si conosce affatto e non si spende tempo ad approfondire l’argomento in quanto si ritiene interessi unicamente i trader.

 

L’importanza dello spread Bid/Ask del book di negoziazione

Analizzare anche il book, al contrario, è fondamentale perché quando lo scostamento tra la miglior proposta in acquisto e la migliore proposta in vendita (detto anche spread bid/ask) è molto largo, o addirittura assente, questo si traduce in prima battuta in un costo per l’investitore e in seconda battuta rappresenta un potenziale rischio nel momento in cui si deve liquidare la posizione cioè vendere.

L’investitore che ha l’esigenza di vendere una quantità ingente di quote di ETF o di azioni potrebbe dunque non trovare una controparte sul book di negoziazione per soddisfare l’ordine.

 

Facciamo un esempio per chiarire nello specifico la liquidità degli ETF

Iniziamo a mettere insieme i vari pezzi e per capirci meglio facciamo un esempio grafico, ovviamente diverso da quello proposto nell’articolo già presentato su RendimentoFondi.

Nello scorso articolo avevamo messo in relazione due ETF con sottostante il mercato europeo.

Ovviamente l’esempio è sempre pertinente ma proviamo questa volta a cambiare idea di investimento per vedere se le cose cambiano.

Osserviamo i seguenti due ETF, entrambi appartenenti alla categoria AZIONARIO EMERGENTI – MONDO.

  • Ishares Core Msci Emer Mkt Imi Ucits Etf – IE00BKM4GZ66 – EIMI (titolo molto liquido)
  • Ossiam Emer Mkts Min Varian Nr Ucits Etf – LU0705291903 – EMMV (titolo illiquido)

Sono entrambi ETF che investono sui mercati emergenti mondo, ma mentre il primo ha come benchmark l’indice MSCI EMERGING MARKET il secondo, si prefigge di selezionare solo le migliori opportunità su 20 mercati emergenti.

Anche in questo caso, scopriremo com’è semplice ricavare la differenza di liquidità, con un semplice colpo d’occhio, grazie ai tool offerti da RendimentoFondi con il suo Metodo RF.

Vediamo come prima cosa i book di negoziazione dei due ETF.

Book Ishares IE00BKM4GZ66
Book Ossiam LU0705291903.

Come si vede chiaramente dai due book mostrati, mentre l’Ishares (molto liquido) a fine giornata ha scambiato oltre due milioni di euro, l’Ossiam (decisamente illiquido) ha scambiato zero euro.

Osserviamo attentamente anche i due grafici storici.

Grafico Ishares IE00BKM4GZ66. Fonte RendimentoFondi
Grafico Ossiam LU0705291903. Fonte RendimentoFondi

I due grafici proposti sono basati su timeframe weekly, i quali per loro natura tendono a mascherare i gap generati dall’assenza di liquidità ma comunque, ad un occhio esperto, offrono interessantissimi spunti.

 

Scopriamo insieme i segreti nascosti nei grafici proposti.

Sul primo grafico non c’è nulla da dire, in quanto come si vede, è uno strumento abbastanza liquido.

Sul secondo invece possiamo notare diversi aspetti interessanti:

  • ci sono diverse settimane con assenza totale di scambi o ridottissimi, lo si può notare dal grafico a istogramma in basso
  • ci sono molti buchi (definiti gap) tra la chiusura di una settimana e l’apertura della successiva, ho evidenziato solamente i più evidenti.

Dobbiamo però a questo punto scindere il problema della liquidità in due aspetti tecnici molto importanti.

Primo, se si vede una candela sul grafico non vuol dire che ci siano stati degli scambi, non lasciarti trarre in inganno, potrebbe essere solamente un movimento tecnico senza scambi. Infatti, in chiusura l’ETF si allinea al proprio benchmark con il prezzo di riferimento giornaliero, quindi è possibile vedere delle barre settimanali unicamente disegnate da prezzi di riferimento giornalieri.

Secondo, se volessimo ad esempio acquistare 10.000 euro dell’ETF illiquido alle condizioni rappresentate nel book, saremmo costretti ad acquistare 21 pezzi a 117.09 e il restante a 117.22., questo significa che lo spread fra bid e ask (denaro e lettera) è pari allo 0.90%.

Ipotizziamo adesso di volerlo rivendere tra un mese, a questo punto se anche per assurdo il prezzo fosse invariato, lo venderemmo a 116.18, ovvero perdendo lo 0.90% ma anche se fosse salito del 5%, comunque io guadagnerei il 5% meno lo spread di quel giorno e se avesse perso andrei ovviamente a incrementarle sempre del solito spread.

 

Perché dunque è fondamentale verificare prima la liquidità degli ETF?

Tornando al grafico riferito al titolo Ossiam, pensiamo cosa sarebbe successo se avessimo deciso di acquistare il titolo nel w.end del 06-11-2020 (seconda freccia rossa), la chiusura è stata 95.66, mentre l’apertura, al lunedì successivo è stata 102.47, il 7,12% in più!

Puoi verificare tu stesso i numeri che ho appena citato visualizzando il grafico gratuito dell’isin LU0705291903 nella nostra sezione dedicata ai grafici free, ti basterà inserire il codice ISIN nella barra in alto del sito.

A quel punto un investitore si sarebbe trovato ad essere travolto dai dubbi: aprire ugualmente la posizione long sapendo di partire con un handicap del 7% (+ spread denaro lettera di quel giorno) rispetto al giorno precedente?

Tu lo vorresti acquistare un ETF a quelle condizioni?

Non sbirciare il grafico, vedere che le quotazioni dopo sono salite è fuorviante, pensa a cosa avresti realmente pensato in quelle condizioni senza conoscere ovviamente il futuro.

 

Perché il problema della liquidità si manifesta in particolar modo sugli ETF?

Cambiamo totalmente registro, passiamo da una analisi di tipo grafica ad una più concettuale e affrontiamo l’ultimo aspetto davvero fondamentale, ovvero perché proprio gli ETF sono così esposti al problema della liquidità?

Abbiamo formulato una ipotesi dettata dalla nostra esperienza.

Il problema della liquidità è particolarmente evidente proprio sugli ETF probabilmente perché ogni giorno l’industria finanziaria sforna sempre nuovi prodotti e difficilmente tutti potranno essere acquistati in maniera copiosa dagli investitori perché le risorse finanziarie ad un certo punto si esauriscono.

Anche di fondi comuni, come sappiamo, ne esistono diverse migliaia solo sul mercato italiano, ma come detto più volte loro hanno risolto il problema alla radice.

Gli ETF, al contrario, sono paragonabili alle azioni, ma mentre le azioni del FTSEMIB sono sempre 40, mentre gli ETF sono un numero enormemente maggiore.

Oggi l’industria finanziaria per ricavarsi una fetta di mercato cerca sempre di più di stupire, quindi, si creano nuovi ETF tentando di attrarre nuovi investitori ma così facendo non si fa altro che polverizzare il capitale degli investitori in tantissimi titoli che poi perdono di notorietà in fretta, soppiantati da nuovi titoli più attraenti.

 

Come creare dunque la nostra personale lista dei migliori ETF per liquidità?

Vediamo dunque come è possibile ricercare, in pochi click, i titoli più promettenti sotto il profilo della liquidità.

Per aiutare sotto questo profilo i lettori, e quindi per dar loro modo di scremare i titoli liquidi da quelli illiquidi, nelle watchlist di RendimentoFondi abbiamo introdotto i volumi sia sotto forma di volume scambiato sia sotto forma di controvalore in euro scambiato.

Vediamo in pratica il funzionamento delle watchlist di RendimentoFondi.

Accediamo innanzitutto all’area riservata “WATCHLIST ETF/ETC/ETN”.

Watchlist ETF-ETC-ETN suddivisa per liquidità. Fonte RendimentoFondi.it

A questo punto possiamo effettuare una ricerca per categoria (punto1), selezionando ad esempio AZIONARIO EMERGENTI – MONDO come nell’esempio di questo articolo.

In seguito, è davvero semplice, ordinare la tabella secondo le colonne “controvalore” e “volume” (punto 2), ricevendo immediata evidenza dei titoli migliori in base alla loro liquidità.

Ma c’è di più: infatti, al punto 3 dell’immagine troviamo anche dei campi che ci permettono di effettuare la ricerca a monte in base a dei criteri di liquidità. Aprendo il menu a tendina possiamo interrogare il database selezionando solo i titoli molto liquidi, liquidi, mediamente liquidi o illiquidi facendo quindi una scrematura a prescindere da altri criteri di ricerca.

Quanto ho visto per gli ETF/ETC/ETN vale anche per le azioni.

Infatti; interrogando la sezione relativa ai grafici e alle watchlist interattive azioni, troviamo lo stesso tipo di tabella su cui è possibile eseguire lo stesso tipo di ricerche e lo stesso tipo di colonne, che ci indicano sempre volume e controvalore monetario, anche in questo caso sempre perfettamente ordinabili a nostro piacimento.

 

Conclusioni sulla liquidità degli ETF

A fronte di questi esempi visti dovrebbe essere a questo punto chiaro e molto evidente quelli che sono i potenziali rischi cui si va incontro nel momento in cui si decide di trattare dei titoli che non sono liquidi.

Riassumiamo brevemente tutte le insidie legate alla liquidità.

Il grafico potrebbe non essere indicativo del reale andamento del titolo, non solo, un acquisto potrebbe fortemente turbarne l’andamento generando un gap (buco) nelle quotazioni.
In questi casi diventa dunque fondamentale l’osservazione del book di negoziazione prima di decidere se intraprendere consapevolmente questo tipo di investimenti.
RendimentoFondi viene in aiuto dell’investitore consapevole con un tool di analisi unico, il quale fornisce l’indicazione precisa dello stato di liquidità del titolo, sia esso una azione o un ETF, in termini sia di volume e sia di controvalore scambiato.

Inoltre, alla luce di quanto visto è evidente come sia sempre preferibile andare ad operare con strumenti che siano liquidi (in ottica di investimento), meglio ancora se molto liquidi.

Infatti, oltre ad un minor rischio avremo anche una maggiore efficienza sotto il profilo dei costi, perché come abbiamo visto, lo spread denaro/lettera di fatto rappresenta un costo implicito, aimè mai menzionato quando si parla di ETF, mentre sono tutti sempre molto solerti nell’evidenziare i costi occulti dei fondi comuni di investimento!

 

Se volessimo ricercare i titoli illiquidi lo possiamo fare?

Ho volutamente lasciato per ultimo il fatto che il lettore di RendimentoFondi, se lo desidera, può decidere di ordinare il comparto azionario selezionando i più illiquidi, proprio per sfruttare a proprio vantaggio lo spread ma questo è un discorso da trader che esula dall’intento di questa guida..

Elenco completo articoli del corso “Come investire in ETF

  1. Cosa sono gli ETF?
  2. Decifriamo i nomi degli ETF
  3. Gli ETF strutturati
  4. ETF attivi contro Fondi attivi
  5. ETC: cosa sono e come funzionano
  6. Investire in valute dal divano di casa
  7. Gli ETF Smart Beta parte 1
  8. Gli ETF Smart Beta parte 2
  9. Come funzionano gli ETF: creazione e gestione
  10. Come funzionano gli ETF: la replica del sottostante
  11. La liquidità degli ETF: perché è importante conoscerla
  12. Investire in ETF: pro e contro
  13. Scoviamo solo i migliori ETF grazie al Ranking
  14. Investire in ETF: un portafoglio ETF pochi click
  15. Teniamo monitorato il nostro investimento in ETF

ISCRIVITI GRATIS AL NOSTRO VIDEO-CORSO COMPLETO “IL METODO RF”>>

Share.

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

L'unico Circolo nato per affrontare insieme i mercati.