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La selezione dei fondi comuni di investimento

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato l’articolo fondi comuni di investimento vincenti e una nostra attenta lettrice ha osservato che alcuni di questi, seppur ottimi, non compaiono nei nostri portafogli modello.

Ringraziamo la lettrice perché questo ci ha dato lo spunto per spiegare ai lettori il nostro processo di selezione dei fondi comuni di investimento.

Scegliamo i fondi comuni di investimento in base all’esperienza

Il primo criterio di scelta da noi utilizzato nella costruzione dei portafogli è stato quello della fruibilità: ricordiamo che il numero dei fondi in circolazione è enorme, stiamo parlando di un database in nostro possesso di circa 25.000 fondi comuni di investimento.

I portafogli in fondi da noi pubblicati ad oggi sono 5, ognuno dei quali deve contenere un giusto numero di titoli; pertanto, abbiamo ritenuto di adottare un primo criterio di scrematura dettato dal buon senso.

Per fare ciò ci siamo affidati alle case di gestione più comunemente reperibili nella maggioranza degli istituti bancari italiani; a poco servirebbe creare un portafoglio con fondi talmente specialistici che il lettore non potrebbe acquistare. Per operare questa scrematura abbiamo attinto dalla nostra esperienza di consulenti finanziari indipendenti e dai feedback ricevuti dai clienti in tanti anni di professione.

Secondo criterio nella selezione dei Fondi comuni di investimento: lo storico lungo.

Il secondo criterio è per noi ancor più importante del primo e si basa sul concetto di storico lungo.

Va ricordato che il mondo dei fondi comuni di investimento è sempre in costante evoluzione: è normale dunque vedere fondi che chiudono e gestori che riappaiono con un nome diverso; i motivi possono essere molteplici ma non sta a noi indagare.

Per questo motivo, abbiamo deciso di utilizzare solamente fondi comuni di investimento che siano quotati da un giusto numero di anni; riteniamo che il giusto compromesso sia utilizzare fondi con almeno 3 anni di storia alle spalle, meglio ancora se il fondo ha superato la crisi del 2007-2009. Infine, e solamente in casi eccezionali, se per un determinato settore non si trovano fondi dallo storico lungo possiamo derogare a tale norma.

Vogliamo essere chiari: noi non siamo alla ricerca di fondi che non perdono mai, ma di gestori i quali semplicemente ci mostrano cosa hanno fatto durante gli anni della crisi, nel bene e nel male; questo ci consente di poter operare un confronto efficace tra fondi diversi.

Oltretutto, lo storico di almeno tre anni è indispensabile al Trendycator per poter operare i calcoli quantitativi necessari.

Facciamo qualche esempio.

Veniamo nello specifico ad alcuni fondi del precedente articolo come ad esempio il MSIF Us Growth A EUR LU0073232471.

Il precedente articolo si basava sul fatto reale che tale fondo in questo preciso frangente esprime una forza decisamente al di sopra dei concorrenti; ciononostante, se si osserva lo storico completo si nota come in passato lo stesso non abbia brillato per efficienza.

MSIF Us Growth A EUR LU0073232471
MSIF Us Growth A EUR LU0073232471

Il nostro modello di ranking ETI avrebbe senz’altroscartato un titolo come quello sopra riportato.

Ben diverso è il discorso per l’ormai arcinoto M&G Optimal Income AH EUR GB00B1VMCY93:

M&G Optimal Income AH EUR GB00B1VMCY93
M&G Optimal Income AH EUR GB00B1VMCY93
Conclusioni

Alla luce di quanto sin qui esposto, noi siamo sempre attenti nel ricercare gestori che si contraddistinguono nel loro operato; pertanto, se questo fondo in particolare continuerà con il medesimo standard di rendimenti nel tempo, sicuramente si candiderà per fare parte di un nostro portafoglio in futuro.

Non va comunque dimenticato che per la natura stessa del nostro giornale, ci saranno sempre fondi interessanti per i quali vale la pena scrivere un buon articolo, senza che essi siano necessariamente parte dei nostri portafogli modello.

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Demaria Walter

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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