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Conosci la teoria economica dei flussi di capitale?

Nulla succede per caso sui mercati ed è fondamentale, per il risparmiatore, conoscere queste dinamiche per poter inquadrare meglio il contesto economico e prendere così le migliori scelte di investimento.

Sei sicuro di prendere in autonomia le tue scelte di investimento?

Sappi che non è sempre così.

Infatti, devi sapere che i grandi flussi di denaro si muovono secondo schemi preordinati e collaudati, e tu, come noi, non puoi far altro che seguire la massa.

Scopri in questo articolo una delle teorie macroeconomiche più affascinanti e più potenti che conosco: la teoria dei flussi dei capitali, ovvero, come le mani forti sono in grado di muovere i mercati e scopri perché questa teoria è in grado di influenzare direttamente anche i tuoi investimenti.

Se preferisci guarda subito il video.

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Ricorda una prima regola di base: ciò che muove i mercati è solamente la convenienza, e nulla di più!

Ovviamente non ti sto parlando di cosa fa a casa sua il singolo investitore, ma delle grandi masse di capitali che, come detto, non si muovono mai a caso ma c’è sempre qualche grosso player del mercato (istituzionali, banche d’affari, fondi di private equity) che ne detta tempi e modi di investimento.

E questo di riflesso influenza anche le nostre decisioni di investimento.

Come? Il motivo è semplice.

Se le masse monetarie si spostano dove c’è convenienza, significa che la convenienza a restare in quel determinato investimento supera il rischio di rimanere investiti su quell’asset.
Nel momento in cui poi il vento cambia allora le masse iniziano a spostarsi, adattandosi fluidamente alle nuove condizioni.

Questa teoria macroeconomica, è in grado con semplicità di spiegare come si muovono i flussi dei capitali rendendo il concetto chiaro a tutti.

Non commettere l’errore di pensare “tanto a me la macroeconomia non interessa”, perché stai per scoprire come sia fondamentale conoscere il contesto economico nel quale noi prendiamo le nostre decisioni di investimento.

Chi come me ha un po’ di capelli bianchi ricorda che, fino a non molti anni fa eravamo tutti investitori in obbligazioni.

Poi ad un certo punto, la crisi e gli enormi stimoli monetari delle Bance Centrali hanno fatto sì che i rendimenti delle obbligazioni andassero a zero. Questa manovra ha spinto milioni di investitori forzatamente a investire in azioni.

Spinti, come detto all’inizio, dalla convenienza, perché ci si è trovati in poco tempo a dover scegliere se rimanere ingessati in obbligazioni a zero rendimento o spostarsi sull’azionario con rendimenti potenziali a due cifre.

Se tu immagini di trovarti a dover operare questa stessa scelta, ovvero rimanere sulle obbligazioni ferme piuttosto che spostarti sull’azionario in crescita, cosa faresti?

Ovviamente anche tu non potresti far altro, che seguire la massa.

La teoria economica dei flussi di capitale

Adesso dunque pensiamo al processo di investimento come a 3 vasi comunicanti fra loro e pensiamo ai flussi di denaro come a un fluido in grado di muoversi liberamente all’interno dei diversi contenitori.

Vediamo questi vasi comunicanti rappresentati nell’immagine che ti propongo.

Come vedi i contenitori hanno grandezze diverse, non è un caso, e presto capiremo come i grandi player del mercato sono in grado di rimpicciolire un contenitore a loro piacimento facendo defluire il denaro degli investitori verso gli altri spazi liberi.

Nel primo contenitore troviamo la liquidità.

Questo contenitore è il più grande perché c’è ancora tanta liquidità circolante nel mondo che non è investita in nessun mercato.

Di fatto questo contenitore è stato progressivamente ristretto sempre più dalle istituzioni, perché lasciare i soldi sul conto corrente, oggi, vuol dire perdere soldi per effetto dell’inflazione.

Se ti ricordi, non molti anni fa semplicemente lasciando i soldi sul conto corrente si otteneva una piccolissima remunerazione, oggi si perde e basta.

Quindi siamo stati tutti spinti a non lasciare i soldi infruttiferi sul conto.

Il secondo contenitore è dato dal comparto obbligazionario e tutti, per anni, abbiamo dormito sonni tranquilli allocando tutto il nostro patrimonio in obbligazioni spesso nazionali.

Nel corso del tempo però anche questo spazio è stato progressivamente ristretto dalle mosse (volute) delle Banche Centrali che hanno portato i rendimenti obbligazionari a zero iniettando liquidità per fornire denaro al sistema e far ripartire l’economia.

Questa mossa, ha funzionato per lo scopo che si era prefissati, ma quali effetti secondari ha avuto?

Gli investitori, progressivamente privati di redditività sugli investimenti a breve termine, hanno iniziato prima a comprare bond HY, poi a spostarsi verso scadenze lunghe e non a caso le Banche Centrali, proprio in quel periodo storico preciso hanno emesso i bond Matusalem.

Chiaramente poi, quando il rendimento arriva a zero un mercato non è più attrattivo per gli investitori.

Diciamo che l’offerta è andata restringendosi e il contenitore si è fatto sempre più piccolo facendo naturalmente defluire il contenuto al suo interno verso l’ultimo contenitore rimasto.

Vedi allora che siamo stati costretti a defluire in massa verso l’azionario?
Non è stata una nostra libera scelta.

Terzo e ultimo contenitore, ovviamente è dato dal comparto azionario.

Ovviamente rimarremo tutti in questo comparto fino a che non ci sarà la famosa perdita di convenienza.

Ovvero ci sarà un momento nel quale il comparto obbligazionario tornerà a offrire rendimenti oppure le azioni crolleranno e il male minore sarà tornare alla liquidità, anche se non remunerata o erosa dall’inflazione.

Analizziamo la situazione di questi giorni.

Oggi sembra quasi di assistere ad un movimento tra il contenitore dell’azionario a quello dell’obbligazionario non dettato dalla convenienza ma dal bisogno.

Nella video analisi dei mercati di febbraio, che ti invito a rivedere, ho discusso a lungo del fatto che ci stiamo avvicinando a piè sospinto verso la temutissima inversione della curva dei rendimenti sul tratto 2/10 anni.

Questo significa che in questo momento c’è poca fiducia, da parte dei grandi player del mercato, della situazione presente.

Insomma, sono sempre loro a decidere!

Questa grande massa monetaria che si sta già spostando sta indebolendo la forza delle azioni, recipiente dove risiede ancora la maggior parte delle persone convinta che dopo anni di salita le Borse non possano far altro che salire.

In questo articolo abbiamo visto come indagare tutti gli aspetti macroeconomici e conoscere la teoria dei flussi dei capitali sia fondamentale per diventare, sempre di più, un investitore consapevole del momento storico che sta attraversando l’economia e prendere così le corrette decisioni di investimento.

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Buon RendimentoFondi!

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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