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Le 2 migliori azioni per investire nell’e-commerce

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Sapevi che nel 2020 il 79% della popolazione europea ha fatto almeno un acquisto online? Lo scorso anno la crescita del commercio online, o dell’e-commerce, è stato qualcosa di mai visto prima: spinti dalle restrizioni imposte dalla pandemia, sempre più consumatori hanno acquistato su internet.

Perciò, l’industria dell’e-commerce, già costantemente fiorente, ha prodotti enormi guadagni nel 2020, e l’orizzonte delle vendite digitali sembra essere più promettente e competitivo che mai.

Viene quindi da porsi una questione semplice quanto fondamentale per un investitore: come posso cavalcare lo straordinario momento delle vendite online? Esiste un titolo sul quale puntare?

In questo articolo vediamo come ben due titoli possono rispondere affermativamente a questo interrogativo.

La spaventosa crescita dell’e-commerce

Un rapido sguardo ai dati di crescita dell’e-commerce mostra quanto bene stia facendo il settore. Negli ultimi 10 anni, l’e-commerce è cresciuto in media del 15% su base annua. Nel 2020, è cresciuto più del doppio.

Si prevede inoltre che le vendite globali dell’e-commerce raggiungeranno un totale di 4.891 miliardi di dollari in tutto il mondo nel 2021. Questo numero dovrebbe continuare a crescere nei prossimi anni, dimostrando come il commercio online stia diventando sempre più presente nelle vite delle persone.

Infine, del totale delle vendite al dettaglio globali nel 2021, il 19,5% dovrebbe provenire dagli acquisti online: in altre parole, è come dire che se una persona esegue cinque acquisti, uno proviene sicuramente da internet.

Le previsioni della crescita del commercio elettronico nei prossimi anni (Fonte: RendimentoFondi su dati Statista)

Quali sono allora le piattaforme di e-commerce più grandi? Le prime cinque, in ordine di vendite generate sono:

  1. Alibaba (490,3 miliardi di dollari in vendite nel 2019);
  2. Tmall (465 miliardi di dollari in vendite nel 2019);
  3. Amazon (397,2 miliardi di dollari in vendite nel 2019);
  4. com (301,9 miliardi di dollari in vendite nel 2019);
  5. eBay (75,6 miliardi di dollari in vendite nel 2019).

Proprio a partire dai dati macroeconomici appena presentati, grazie ai potenti mezzi messi a disposizione da RendimentoFondi è possibile analizzare i due  migliori titoli su cui puntare per cavalcare il prolungato trend positivo di questo settore. Tutti e due sono presenti nella lista qui sopra: vediamoli nel dettaglio.

Amazon

Il primo titolo su cui puntare è sicuramente Amazon, ovvero la maggiore azienda per capitalizzazione del settore. Pensate che nel 2020 ha fatturato oltre 386 miliardi di dollari: nazioni industrialmente avanzate come Danimarca, Irlanda o Singapore hanno avuto un PIL inferiore.

Non solo: il fatturato è cresciuto continuamente negli ultimi anni, senza registrare il benché minimo calo; allo stesso modo, gli utili sono aumentati di pari passo, come visibile nell’immagine qui sotto.

Dunque un primo importante elemento della nostra analisi è che Amazon sembra essere una società consolidata in tutto il mondo e capace di produrre utili da distribuire agli investitori con costanza. Un’azienda che cresce e che sa creare guadagni normalmente vedrà riflettere questi elementi sull’andamento in borsa.

Il fatturato e gli utili di Amazon sono stati in continua crescita dal 2017 a oggi (Fonte: RendimentoFondi su dati Yahoo! Finance)

Un ulteriore elemento di sicuro interesse è il modello di business della società. La prima fonte di guadagno deriva dalla vendita di prodotti online di proprietà della stessa società, ma non solo: Amazon non è una semplice piattaforma di vendita diretta al consumatore finale, ma anche una piattaforma messa a disposizione per terze parti, quali rivenditori o distributori.

La seconda fonte di guadagno per l’azienda deriva da Amazon Prime, l’innovativo abbonamento che permette agli utilizzatori di ricevere la merce acquistata in tempi più brevi. Inoltre, il servizio permette la visione di serie TV disponibili sui dispositivi digitali quali pc e smart TV, andando a fidelizzare ulteriormente il cliente.

A tutto questo aggiungiamo anche Amazon Music, il servizio di streaming musicale, Amazon Kindle Unlimited, ovvero il servizio che permette l’acquisto di ebook a prezzo inferiore, e da ultimo Twitch, la piattaforma di streaming di videogiochi acquistata da Amazon nel 2014. Insomma, Amazon è stata capace di diversificare il suo business in modo davvero unico, andando a operare in più settori contemporaneamente, sempre cercando di cavalcare le tendenze più innovative.

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Visti questi già convincenti elementi, analizziamo ora altri tre importanti indicatori dell’analisi fondamentale: il ROA, il ROE e il P/E ratio.

Il ROE (Return on Equity) indica quanto effettivamente rende il capitale conferito dai soci, ed è espresso in percentuale. In caso di perdita, il ROE è negativo: lo squilibrio economico è così grave da erodere il capitale. Nel caso di Amazon, il ROE è sempre stato positivo e soprattutto in crescita nel corso degli anni.

Anno:20162017201820192020Attuale

ROE:

13,87%12,47%27,02%21,07%27,07%29,86%

Fonte: RendimentoFOndi su rielaborazioni bilanci societari dal 2016 al 2020 e trimestrali 2021

 

Il ROA (Returns on Assets) indica invece quanto le attività della società vengano utilizzate efficientemente. Più alto il valore, meglio la società sta impiegando le sue risorse: un ROA negativo indica che l’azienda non sta operando nel migliore dei modi.

Anno:20162017201820192020Attuale
ROA:3,38%2,92%7,11%5,84%7,88%9,15%

Fonte: RendimentoFOndi su rielaborazioni bilanci societari dal 2016 al 2020 e trimestrali 2021

Infine, il P/E ratio misura il rapporto fra il prezzo di una singola azione e il suo utile per azione. Indica quanto un titolo viene pagato caro: più alto il rapporto, più si sta pagando quell’azienda, di solito perché si tratta di un titolo solido e che è capace di generare profitti.

Ma non sempre è così: analizzando la società in questione, si potrebbe scoprire che la si sta pagando più del dovuto, per esempio per le eccessive aspettative di crescita in futuro: Tesla ha un P/E ratio superiore a 380, perché ci si aspetta che il mercato delle auto elettriche crescerà molto nei prossimi anni.

Il P/E ratio per Amazon attualmente è più alto della media di settore (che si aggira sul valore di 35,60), ma questo perché, come appena visto, è un’azienda solida e in costante crescita, nonché una delle multinazionali più grandi al mondo. Inoltre, il suo P/E ratio è calato negli ultimi anni, poiché ha assorbito ed effettivamente realizzato le aspettative di crescita degli investitori. Anche questo è un elemento di ulteriore sicurezza per gli investitori.

Anno:20162017201820192020Attuale
P/E ratio:153,03190,1674,5880,3177,8660,56

Fonte: RendimentoFOndi su rielaborazioni bilanci societari dal 2016 al 2020 e trimestrali 2021

Per chiudere la nostra analisi, è arrivato il momento di vedere cosa ci dicono i grafici Trendycator. Il primo grafico, quello rappresentante l’andamento storico, si commenta da solo: nella sua lunga storia il titolo è rimasto nell’ombra per i primi anni.

Successivamente è poi cresciuto con costanza, per poi vivere una decisa fase di rialzo tra il 2015 e il 2019, e infine esplodere verso l’alto con l’arrivo della pandemia nel 2020.

Amazon US0231351067

Ancora più marcata è l’analisi dell’equity line del titolo, che ricordiamo ha un valore ETI di 48,5 dunque davvero interessante. Anche qui, vediamo come il Trendycator rimane fuori posizione fino al 2002 circa, per poi entrare la prima volta e registrare un ottimo guadagno.

Anche in questo caso, i risultati migliori sono stati fatti registrare tra il 2015 e il 2019, anche se nel 2020 e 2021 il Trendycator ci ha comunque segnalato punti di ingresso nel titolo.

Amazon US0231351067 equity line

Amazon US0231351067 equity line

 

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Alibaba

Perché il secondo titolo scelto è Alibaba? Innanzitutto per il suo modello di business: Alibaba è un gigante cinese che non opera come gli altri operatori del commercio elettronico, ad esempio Amazon o eBay. Infatti, nel corso degli anni ha differenziato molto il suo core business, tanto da offrire anche servizi di cloud computing, motori di ricerca per lo shopping e servizi di pagamento elettronico.

Questo perché oltre al principale portale (Alibaba.com), sotto il suo ombrello ha numerose società che operano in segmenti di mercato specifici: ad esempio, Tmall è attivo solamente per quanto riguarda le relazioni tra produttori e consumatori, mentre Taobao solamente le relazioni tra consumatori finali.

Infine, ci sono altre filiali di Alibaba che includono Aliexpress, Alibaba Cloud e Ant Financial, per servizi di finanza e di archiviazione in cloud: tutte queste filiali sono così ben integrate che rendono il gruppo Alibaba un unico grande ecosistema.

A questo punto, vediamo anche per Alibaba l’andamento di fatturato e utili. Come possibile vedere dall’immagine in basso, entrambi sono cresciuti con costanza nel corso del tempo. Alibaba è dunque un’azienda in forte espansione, che garantisce solidità e sicurezza agli investitori.

Fatturato e utili Alibaba

Il fatturato e gli utili di Alibaba sono stati in continua crescita dal 2017 a oggi (Fonte: RendimentoFondi su dati Yahoo! Finance)

E per quanto riguarda ROE, ROA e P/E ratio? Eccoli mostrati tutti in un’unica tabella:

Anno:20162017201820192020Attuale
ROE:13,21%18,37%14,54%24,30%16,73%14,41%
ROA:8,47%11,44%8,78%15,39%11,16%9,42%
P/E ratio:41,0344,9033,4322,6427,4820,20

Fonte: RendimentoFOndi su rielaborazioni bilanci societari dal 2016 al 2020 e trimestrali 2021

Come possibile osservare, ROE e ROA sono stati sempre positivi, mentre il P/E ratio è in calo e al di sotto della media di settore: il suo rivale JD.com ha un P/E ratio di 33, più o meno in linea con la media di settore (35,60), mentre Amazon è a quota 60 come visto in precedenza.

Questo fa di Alibaba un titolo potenzialmente sottovalutato. Vediamo con l’aiuto dei grafici di RendimentoFondi cosa è successo.

Quotato da fine 2014, il titolo ha registrato la sua prima vera crescita solamente a 2016 inoltrato. Anche in questo caso, come per Amazon, Alibaba ha visto il miglior risultato solamente dopo l’arrivo della pandemia e delle restrizioni.

Alibaba US01609W1027

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Osserviamo quindi anche l’equity line: dopo un periodo di assestamento iniziale durante il quale il Trendycator non ci ha dato alcun segnale di entrata, a 2016 inoltrato è arrivato il primo segnale di via, che ci ha portato ad avere una performance davvero niente male a luglio 2017. Un secondo importante segnale di buy si è poi avuto nel 2019, fino a inizio 2021.

Alibaba US01609W1027 equity line

Alibaba US01609W1027 equity line

Visti questi grafici, l’obiezione che si può sollevare è la seguente: da qualche mese a questa parte Alibaba sta calando. È vero, ma ciò è dovuto a fattori esterni alla società. Sono infatti ormai note le ultime notizie provenienti dalla Cina in questi mesi estivi, che hanno visto l’introduzione di possibili restrizioni da parte del governo sull’arrivo di capitali stranieri nel Paese.

Inoltre, nel caso specifico di Alibaba, la società ha anche dovuto scontare una multa dall’antitrust lo scorso aprile: proprio il momento in cui il nostro Trendycator ha segnalato l’uscita dal titolo.

In altre parole, Trendycator funziona evidentemente meglio su Amazon. Su Alibaba è comunque stato in grado, seppur con una maggiore volatilità, di produrre guadagni sull’investimento. Come spesso abbiamo detto, Trendycator non è un indicatore ottimizzato, per cui su alcuni titoli più volatili come Alibaba tende a performare in misura minore, ma comunque efficace.

In ogni caso, all’orizzonte ci sono buone notizie: Alibaba sembra aver fatto pace con Pechino, impegnandosi a investire 15 miliardi di dollari a favore della collettività nei prossimi quattro anni, su invito dello stesso governo. E il titolo, nel frattempo, dai minimi di agosto (il 23 agosto un’azione valeva 154 dollari), ieri ha chiuso a 170 dollari per azione.

Conclusioni

In questo articolo abbiamo mostrato le due migliori azioni da considerare per gli investitori interessati a cavalcare il fenomeno e-commerce. Se Amazon è già azienda affermata a livello mondiale, e dunque priva di particolari incertezze, per Alibaba si profila un discorso diverso, ma comunque molto promettente.

L’azienda ha infatti dei fondamentali di tutto rispetto, e il suo modello di business non presenta falle. Inoltre, opera in un mercato, quello cinese, abitato da quasi 1,4 miliardi di persone, dunque 1,4 miliardi di potenziali consumatori online. L’unico segnale di incertezza deriva dalle azioni del governo, come mostrato precedentemente.

In ogni caso, il titolo sembra aver già scontato il problema, mentre l’azienda sembra essere arrivata a un punto di incontro con il governo cinese e il titolo si sta riprendendo.

Questi elementi spiegano il P/E inferiore alla media: possono esserci ampie opportunità di guadagno, ma con un’alta volatilità dietro l’angolo. Come investire quindi in tutta sicurezza, senza rinunciare a un titolo potenzialmente molto promettente? Investendo utilizzando i segnali del nostro Trendycator.

Come visto, il Trendycator è uscito da Alibaba proprio nel momento in cui è stata diramata la notizia della multa per antitrust lo scorso aprile. Questo ci ha permesso di portare a casa un buon guadagno e impiegare altrove il nostro capitale, mentre Alibaba stava scontando gli effetti dell’antitrust e dell’incertezza attorno alle decisioni del governo cinese.

Ora che il titolo sembra riprendersi, aspettiamoci a breve un nuovo segnale di ingresso: le fondamenta del titolo sono solide, e le tendenze del commercio elettronico in costante rialzo.

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About Author

È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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