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È vero che cash is trash, ovvero la liquidità è spazzatura?

Noi di RendimentoFondi da sempre crediamo nella liquidità come un valore per l’investitore e lo abbiamo battezzato a nostro carattere distintivo.

Oggi, il valore della liquidità non è più un valore solo di RendimentoFondi ma ha appena ottenuto un riconoscimento illustre.

Uno dei miti più duri a morire nel mondo della finanza è: “bisogna restare sempre investiti. La liquidità fa perdere potere d’acquisto a causa dell’inflazione”.

Nel tempo, molti economisti, investitori e gestori si sono fatti ambasciatori di questa legge non scritta, tanto da diventare molto famosi per il loro approccio che escludeva del tutto la liquidità.

Tra questi figura anche Ray Dalio, il famoso investitore americano inventore del portafoglio All Weather, ovvero un particolare portafoglio che se mantenuto sul lungo periodo farà sicuramente guadagnare l’investitore, rimanendo costantemente investito e a prescindere dalle crisi dei mercati.

E proprio Ray Dalio, che in numerosi suoi libri, convegni ed eventi ha sempre seguito il mantra del cash is trash, ha inaspettatamente cambio idea.

Attraverso il social Twitter, e citando un altro famoso economista, John Maynard Keynes, ha annunciato di non credere più che la liquidità è spazzatura: “se le cose cambiano, io cambio il mio modo di pensare, quindi, non credo più che la liquidità sia spazzatura (cash is trash)”.

Si tratta di una inversione a U davvero epocale, perché nessuno se lo aspettava.

La realtà dei fatti però racconta proprio questo: nel 2022 la liquidità sta tornando ad essere un asset fondamentale per l’investitore, e anche chi ha sempre disprezzato la liquidità sta iniziando a cambiare idea.

Fa dunque piacere riscontrare che, alla lunga, sia il mercato che investitori di fama mondiale stiano convergendo verso un’idea che RendimentoFondi ripete dal giorno della sua fondazione: la liquidità non è spazzatura anzi, è un asset fondamentale per chi investe.

Guarda anche la versione video di questo articolo su YouTube:

Perché la liquidità non è spazzatura

È interessante notare come anche secondo la Bank of America la situazione sta cambiando: secondo gli analisti il sentiment degli investitori è il peggiore dalla crisi finanziaria del 2008, poiché si sta verificando un vero e proprio deflusso dai fondi di investimento. In sostanza, secondo gli investitori la liquidità porta maggiore beneficio e sicurezza rispetto a obbligazioni e azioni.

Perché proprio di sicurezza si tratta: nel momento in cui si investe sui mercati, si ha una maggiore propensione a vivere i propri investimenti con un peso psicologico che difficilmente rimane leggero in seguito a prolungati periodi di ribasso sulle Borse.

E da sempre RendimentoFondi, anche attraverso il proprio video-corso gratuito, racconta ai propri investitori un modo di investire dettato soprattutto sul buonsenso e sul benessere psicologico.

Proprio per questo motivo ripetiamo spesso come la liquidità sia in realtà un asset fondamentale per la tua strategia di investimento, e lo è ancora di più nel contesto economico e finanziario attuale.

Quando non si sa cosa fare, rimanere liquidi e guadagnare zero è sicuramente meglio che rimanere investiti e perdere soldi.

Anche perché quando ci troviamo all’inizio di un calo di borsa, come lo è stato a inizio 2022, non possiamo mai sapere a priori se si tratta dell’inizio di una fase duratura di ribasso, oppure un calo momentaneo che possiamo sfruttare per comprare “a saldo”, ovvero a prezzi minori per abbassare il prezzo di acquisto complessivo delle nostre posizioni per perseguire la strategia Buy&Hold.

E la liquidità serve proprio a questo: non solo ci permette di avere solo maggiore flessibilità operativa, ma anche di acquisire maggiore benessere psicologico che porterà a scelte consapevoli e dettate dal buon senso.

Osserviamo adesso un esempio pratico per mostrare quanto detto.

Se avessimo seguito i suggerimenti di Trendycator, saremmo usciti a febbraio 2022 dai mercati americani, rimanendo così liquidi e prudenzialmente in attesa di una futura ripartenza del mercato.

Secondo la logica del cash is trash, invece, saremmo rimasti investiti oltre tale data, e avremmo perso grandi percentuali del nostro investimento nel corso dei mesi successivi.

Grafico del Nasdaq da inizio anno (Fonte: RendimentoFondi)

E la differenza tra seguire un algoritmo, uscendo dalle logiche emotive e personali che dettano le nostre scelte di investimento, e seguire proprio queste ultime, è davvero tanta.

Perché seguendo gli indicatori Trendycator avremmo comunque avuto un piano B: liquidando la posizione avremmo aspettato di vedere se il mercato avrebbe ripreso vigore e dunque rientrare su un livello più alto, oppure semplicemente continuare ad aspettare e nel frattempo impiegare altrove il proprio capitale.

Conclusioni

La liquidità dunque non è più spazzatura: il fatto che non lo diciamo solamente noi, ma anche persone autorevoli come Ray Dalio, non può fare altro che dare conferma e ulteriori evidenze di un metodo di cui RendimentoFondi parla già da diverso tempo.

Come avevamo già descritto in un articolo precedente (https://rendimentofondi.it/meglio-liquidi-o-sempre-investiti/), cash is not trash, ma cash is king: vendere ci permette di avere diverse opzioni:

  • Se vendiamo possiamo investire in altro sulle Borse;
  • Se siamo liquidi quando il mercato scende significa che non abbiamo perso (o abbiamo perso meno del mercato): non perdere mentre tutto scende equivale a guadagnare;
  • Se siamo liquidi quando tutto tornerà a salire, avremo i soldi per un nuovo ingresso.

Al contrario, rimanere investiti significa mantenere una sola strategia: non posso fare altro che aspettare un rimbalzo del mercato che non sappiamo quando arriverà, subendo nel frattempo le sue fasi di ribasso.

Buon RendimentoFondi!

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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