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Spesso capita di domandarsi quale sia il miglior broker sul quale acquistare fondi comuni di investimento. La scelta non è mai univoca perché, oltre al fattore commissioni, entrano in gioco altre variabili, come la disponibilità di prodotti e le esigenze personali.

In questo articolo vedremo insieme come approcciare la selezione dell’intermediario con il quale procedere nelle transazioni sui fondi comuni di investimento.

Nei precedenti articoli del corso “Come investire in fondi comuni di investimento” abbiamo visto:

  1. Che cosa sono i fondi comuni di investimento
  2. Che cosa sono le classi di azioni sui fondi comuni
  3. Benchmark e stili dei fondi comuni di investimento
  4. Tipologie di fondi comuni di investimento
  5. Costi dei fondi comuni di investimento
  6. Indicatori di performance per i fondi comuni di investimento

Tipologie di broker di fondi

I risparmiatori possono acquistare fondi rivolgendosi a consulenti finanziari autonomi o a consulenti dipendenti, che operano all’interno di reti di gestione.

Servirsi di questi intermediari finanziari ha dei pregi ma anche degli svantaggi. Il vantaggio principale è quello di intrattenere un rapporto diretto e di fiducia con il professionista che si declina in un’assistenza personale sul tipo di fondo da acquistare in base ai propri obiettivi finanziari e al proprio profilo di rischio. In aggiunta, il beneficio è quello di essere allertato periodicamente sull’operatività da seguire e sui ribilanciamenti del portafoglio necessari.

D’altro canto, i costi superiori per il servizio offerto sono chiaramente un aspetto che va considerato. Inoltre, molti promotori sono remunerati diversamente dalle case di gestione e questo elemento porta spesso i consulenti a vendere i prodotti della propria banca o del gestore che restituisce loro una provvigione maggiore.

Per quanto riguarda i broker online, sempre più comuni tra i risparmiatori di oggi, vanno distinti gli intermediari fisici che dispongono anche di piattaforme online e broker nativi online. Tuttavia, entrambi sono rivolti a tutto il pubblico degli investitori e, a fronte della rinuncia al servizio personalizzato della consulenza, propongono commissioni tendenzialmente inferiori.

Il controverso fattore delle commissioni

Quando si va alla ricerca di un broker di fondi, il tema delle commissioni applicate non può essere l’unico fattore sul quale basare la scelta. D’altronde, come evidenziato anche in questo nostro recente articolo, la competizione fra distributori della stessa categoria ha fatto in modo che gli oneri applicati alle transazioni si somigliassero sempre più.

Inoltre, il solo aspetto dei costi può essere fuorviante, come discutevamo già in questa pubblicazione. Infatti, l’importo totale delle spese dipende dall’ammontare di denaro investito, dal numero di operazioni annue che si prevede di effettuare e dall’importo medio delle transazioni. Di conseguenza, un broker potrebbe essere adatto ad un certo range di denaro investito per poi trasformarsi nel meno adeguato se si utilizza una differente fascia di investimento.

Nel complesso, negli ultimi tempi, sempre meno distributori fanno pagare commissioni di ingresso, di switch o di uscita sui fondi comuni di investimento commercializzati. Tuttavia, bisogna fare attenzione ai casi particolari; d’altronde, alcuni broker e distributori online scontano, o eliminano, le spese per l’acquisto di alcuni prodotti ma su altri strumenti, appartenenti ad altri gestori, prevedono oneri superiori rispetto ai concorrenti.

Il ruolo della disponibilità di prodotti

Come anticipato in precedenza, il tema dei costi applicati, in parte variabili a seconda degli accordi stipulati con i gestori, è sicuramente un driver importante nella scelta ma non è l’unico. Infatti, la disponibilità di prodotti nel catalogo dei broker gioca un ruolo rilevante.

Di fatto, non su tutti i broker è possibile trovare il fondo che ci interessa. Questo perché se su una piattaforma si sponsorizzassero molti prodotti di fondi o Sicav diverse, la remunerazione per il broker sarebbe minore in quanto i gestori dei prodotti troverebbero una competizione più accesa sulla piattaforma.

Ma il concetto della disponibilità ci permette di affrontare un aspetto fondamentale. Spesso, dopo aver selezionato il fondo che riteniamo migliore e che investe nell’asset class che ci interessa, lo si cerca sul gestore che in generale richiede costi minori e che utilizziamo tradizionalmente in quanto meno oneroso nel complesso.

Tuttavia, nel caso non lo trovassimo disponibile, talvolta si tende a variare la scelta del prodotto e si ripiega su un fondo, incentrato sempre sulla stessa asset class, ma appartenente ad una casa di gestione differente o con classi di azioni diverse. Salvo poi renderci conto che le performance offerte, al netto dei costi minori, sono state comunque inferiori a quelle del prodotto che avevamo scelto inizialmente ma che non avevamo trovato disponibile sul nostro broker di ‘fiducia’.

L’importanza dell’assistenza tecnica

Il terzo elemento, troppo spesso sottovalutato, che un investitore in fondi dovrebbe considerare nella scelta del miglior broker è quello dell’efficacia dell’assistenza.

Disporre di un distributore che possiede un servizio di assistenza chiaro, tempestivo ed efficiente può rivelarsi decisivo nelle situazioni, che possono anche impattare le performance dell’investimento, di interruzioni del sito o di problemi con le transazioni o con l’account.

Inoltre, rivolgendosi a distributori esteri c’è anche il rischio che l’assistenza sia disponibile solamente in lingua inglese oppure che venga fornita anche in italiano, ma solamente in determinate ore e dopo lunghi momenti di attesa.

Il trattamento fiscale

Il regime fiscale applicato dal broker può essere un fattore determinante nella scelta del distributore per l’acquisto dei fondi comuni di investimento. Infatti, a seconda dell’ammontare investito e dall’esperienza del risparmiatore, il tema delle tasse può rivelarsi fondamentale.

D’altronde, un intermediario con sede italiana in generale fa direttamente da sostituto di imposta in un regime che diventa amministrato e ci consente di non doverci preoccupare del trattamento fiscale in sede di dichiarazione dei redditi. Soggetti esteri invece non prevedono ovviamente questa opzione. In quest’ultimo caso vi sono però delle particolarità.

Alcuni distributori stranieri forzano l’investitore stesso a prodursi il report fiscale derivante dalle sue transazioni sulla piattaforma mentre altri brokers esteri rilasciano periodicamente un report completo agli investitori, da consegnare eventualmente al proprio commercialista o comunque conforme alla normativa fiscale.

Conclusioni sui migliori broker per i fondi comuni

In questo articolo abbiamo visto come selezionare il broker migliore non sia una scelta semplice e immediata. Infatti, non esiste il miglior broker in assoluto ma di certo esiste il miglior distributore per le nostre esigenze personali.

Selezionare per tutte le operazioni lo stesso distributore che offre generalmente costi minori può non essere la scelta migliore: gli oneri dipendono anche dall’importo investito medio e dal numero di transazioni che prevediamo di sostenere.

Inoltre, basare la scelta solo sui costi non tiene conto della disponibilità di fondi che il distributore ha sulla piattaforma. E selezionare uno strumento simile, ma presente, a quello inizialmente previsto potrebbe avere conseguenze anche sulla performance complessiva.

 

Nei prossimi articoli del corso “Come investire in fondi comuni di investimento” parleremo di:

  1. Che cosa sono i fondi comuni di investimento
  2. Che cosa sono le classi di azioni sui fondi comuni
  3. Benchmark e stili dei fondi comuni di investimento
  4. Tipologie di fondi comuni di investimento
  5. Costi dei fondi comuni di investimento
  6. Indicatori di performance per i fondi comuni di investimento
  7. Migliori broker per i fondi comuni di investimento: come sceglierli
  8. Fondi comuni di investimento con cedola
  9. Investire in fondi comuni di investimento: pro e contro
  10. La classifica dei migliori fondi comuni di investimento a basso rischio
  11. Come scegliere i fondi comuni di investimento
  12. Teniamo monitorato il nostro investimento in fondi comuni

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L'articolo che hai appena letto è stato scritto da Marco Buonafede. Esperto di economia e finanza, ha collaborato con numerose testate giornalistiche prima di approdare a RendimentoFondi. Laureato in economia all'Università di Torino e laureato in Finanza con Lode alla Luiss Guido Carli di Roma. Dal 2022 è iscritto all'albo dei Consulenti Finanziari Indipendenti con matricola n.629663.

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