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Nio, il focus sulla Tesla della Cina: le ragioni del suo decollo in borsa

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Fra i pochi settori a non aver subito importanti battute d’arresto a causa della pandemia da Covid-19 si può certamente annoverare il mercato dei veicoli elettrici. Infatti, il 2020 è stato un anno piuttosto positivo in termini di vendite assolute: secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nell’anno appena concluso l’industria ha raggiunto una quota di mercato del 3,2%, con un totale di 2,3 milioni di veicoli venduti (erano 2,1 milioni a fine 2019). Si tratta, in entrambi i casi, di numeri record per il settore.

Tesla ha sicuramente dominato la scena: dopo la sua quotazione sul S&P 500 Index nello scorso dicembre, è ora la sesta società quotata negli USA per capitalizzazione, avendo superato colossi come Walmart, Johnson & Johnson e Berkshire Hathaway, il celebre fondo di investimenti istituito da Warren Buffett. Il suo fondatore, Elon Musk, nel frattempo è diventato l’uomo più ricco del mondo, con Forbes che ha stimato il suo patrimonio a ben 190 miliardi di dollari.

Insomma, mentre Tesla si è guadagnata le prime pagine di tutti i quotidiani, l’intero settore ha vissuto una fase di crescita decisamente marcata: con la prospettiva del riscaldamento globale e la necessità di ridurre le emissioni da combustibili fossili, appare dunque un mercato destinato a crescere nel futuro. Di riflesso, a crescere saranno anche il valore delle azioni delle aziende di quest’industria.

La scorsa settimana vi avevamo parlato delle consegne record di Nio, dopo aver raccontato del suo primo forte rialzo il 5 agosto 2020: in entrambi i casi abbiamo analizzato il Trendycator, vedendo come sia tutt’oggi in una fase di rialzo. Con questo articolo, dunque, vogliamo ribadire ancora una volta la bontà di questo progetto, studiando nel dettaglio le motivazioni di questo ottimismo.

Il successo di Nio

Per chi ancora non la conoscesse, Nio è una azienda costruttrice di auto elettriche con sede a Shangai, in Cina. Fondata nel 2014, è spesso soprannominata la Tesla cinese, dal momento che presenta concetti e ritmi di crescita simili. Non solo: NIO ha fondato il suo modello di business sulla base di un’idea pensata originariamente dalla stessa Tesla. Come infatti fa notare il Wall Street Journal con un interessante video sulla questione, l’azienda cinese fa affidamento sul cambio delle batterie dei veicoli, piuttosto che sulla loro ricarica tramite colonnine apposite. Tesla testò questa tecnologia per la prima volta nel 2013, ma abbandonò poi il progetto per i costi e per la mancanza di interesse da parte dei suoi clienti. Dal canto suo, Nio ha trovato il modo di abbattere questi costi e di rendere il progetto economicamente sostenibile, standardizzando la produzione di batterie. Così, a differenza delle altre auto elettriche, la batteria può essere installata sul pianale dell’auto per una facile sostituzione tramite un apposito carrello elevatore. Sul territorio sono infatti presenti oltre 160 punti dove è possibile cambiare le batterie in meno di 5 minuti.

Questa innovazione, da sola, non basta a spiegare il successo dell’azienda: ecco allora che Nio ha dato la possibilità ai suoi potenziali clienti di comprare un’auto senza batteria, che può essere installata successivamente, così da ridurre il prezzo di acquisto del 20%. Inoltre, i clienti Nio possono fare affidamento su un servizio clienti innovativo, affidabile e veloce: a fronte di una spesa di 150 dollari mensili è disponibile un pacchetto che include il cambio di 6 batterie al mese, e la possibilità di richiedere una ricarica immediata, a domicilio, tramite l’app dell’azienda.

Uno sguardo al futuro

Per tutti questi motivi, dunque, è facile intuire le motivazioni sull’ottimismo in Borsa di questa giovane casa automobilistica. Ma c’è di più: il governo cinese sembra intenzionato a favorire lo sviluppo di questa tecnologia. Infatti, con la Cina che si vede costretta a ridurre il livello delle sue emissioni, dopo anni di sviluppo sostenuto ai danni dell’ambiente, Pechino ha redatto un piano per l’implementazione di massa di veicoli elettrici in città entro il 2035. Inoltre, esiste un bonus da 3.500 dollari per le persone che acquistano un’auto abilitata al cambio di batterie, con la sola condizione di un’autonomia superiore ai 400 km; se invece l’auto in questione è sprovvista della tecnologia “battery swap”, il suo prezzo deve essere inferiore ai 46.000 dollari. Quest’ultimo punto sembra essere quello più a favore del futuro di Nio, tanto che Tesla, nonostante sia la dominatrice indiscussa del mercato cinese, ha dovuto ridurre del 10% il prezzo di lancio della sua Model 3 per rientrare in questa restrizione e non dare vantaggio alla diretta inseguitrice.

Le vendite di auto Tesla e Nio nel 2020 a confronto: dopo lo stop di aprile, Tesla ha ripreso la sua posizione da leader del mercato, con Nio che è cresciuta sensibilmente solamente nella seconda parte dell’anno (fonte: Wall Street Journal, dati Automobility)

Il lancio della nuova berlina ET7: le azioni decollano

Dunque, come visto, nonostante Nio si trovi ancora ad inseguire Tesla, le premesse per il futuro sono più che promettenti. Nell’articolo della scorsa settimana vi abbiamo mostrato il decollo delle sue azioni, forti delle vendite record (7.007 auto nel solo dicembre e una crescita annua del 111%). Così, per non lasciare nulla di incompleto, il 9 gennaio Nio ha presentato il suo nuovo modello, la berlina di lusso ET7. La presentazione ha destato un forte ottimismo fra gli investitori, non tanto per il modello in sé, ma per la nuova batteria in dotazione: risulta infatti essere più voluminosa e dunque più potente delle precedenti. La potenza infatti arriva ora a un totale di 150 kWh, con autonomia massima di 1000 km prima di richiedere una ricarica. Un numero che mette in imbarazzo Tesla, la cui Model 3 ha un’autonomia massima di 423 km, ovvero meno della metà. L’effetto è stato dunque un aumento immediato nel prezzo delle azioni di Nio: se l’8 gennaio ha aperto con un valore di 57,76 dollari, alla chiusura del 9 gennaio, giorno della presentazione, valevano 62,70 dollari, ben 5 dollari in più in un solo giorno.

Vediamo quindi il grafico del nostro Trendycator per avere un’analisi grafica dettagliata. Il modello è in buy da 51 settimane, cioè da quando il valore era di 4.6. Quasi un anno esatto dopo, ovvero il 13 gennaio 2021, il valore era di 62.15: dunque una crescita costante, nonostante il falso segnale del 4 dicembre (la lunga candela rossa), toccando il massimo storico a 66.99. Decisamente un bel balzo in avanti, il tutto senza il segnale di sell.

In conclusione, abbiamo visto le ragioni del successo di Nio: da un’idea considerata economicamente infattibile, l’azienda cinese è riuscita a sviluppare un modello di business profittevole. Abbiamo anche visto il sostegno del governo, e la direzione futura. Dunque, è ragionevole pensare che il ritmo di Nio potrà continuare su questi livelli, magari mettendo nel mirino Tesla. Dopotutto, il mercato cinese è enormemente vasto. Per concludere, vi lasciamo con un interessante grafico ideato dalla Deloitte, una delle quattro società di consulting più grandi al mondo, sul futuro dei veicoli elettrici. Se le previsioni dovessero avverarsi, Nio partirebbe già da una posizione di vantaggio sui potenziali nuovi entranti: un’ulteriore ragione per essere ottimisti sul futuro di questa giovane casa automobilistica.

La Cina (linea azzurra chiara) è attualmente il Paese con la quota di mercato appartenente ai veicoli elettrici più alta al mondo (circa il 10%). Nel 2030, Deloitte stima che tale quota arriverà al 50% (fonte: Deloitte)

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About Author

È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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