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Dal suo massimo di marzo, l’oro ha perso un valore significativo.

Come possiamo spiegare questo fenomeno pur in presenza un deciso calo delle Borse?

Da un lato per il dollaro forte, dall’altro per il rinnovato interesse verso le obbligazioni.

Ma attenzione a togliere il metallo prezioso dai portafogli, potrebbe ancora brillare.

Una chiara correzione per l’oro.

Come possiamo vedere nell’immagine proposta l’oro si è deprezzato del 16% dal massimo di marzo di quest’anno.

oro meno 16 percento
oro meno 16 percento dai massimi. Fonte RendimentoFondi

Per altro, in quella occasione il rialzo era stato consistente, tanto da far scattare il segnale Long di Trendycator.

Al momento i prezzi sono tornati poco al di sotto della media mobile a 50 periodi e il Trendycator ha appena segnalato la prima barra rossa.

E’ da notare come l’Oscillator si stia progressivamente scaricando e se dovesse nuovamente invertire, quando i prezzi raggiungeranno la parte inferiore del canale di volatilità, sarebbe un ottimo segnale.

E se domani cambia lo scenario?

Non preoccuparti, perché come sempre andremo ad aggiornare il grafico dell’oro mensilmente nel nostro Magazine Mensile.

Questo andamento, se letto unitamente alla situazione internazionale delle Borse appare alquanto meno anomalo.

E’ evidente dunque come siano forze esogene a spingere verso il basso le quotazioni dell’oro che,
da sempre, viene visto come tradizionale bene rifugio.

In particolare, le cause vanno ricercate nel dollaro forte e nell’aumento dei rendimenti obbligazionari.

Questi, più di altri, in questo momento sono i fattori predominanti sull’andamento controintuitivo del
metallo prezioso.

Una considerazione logica. Storicamente, un dollaro forte danneggia l’oro e la crescente attrattiva delle obbligazioni crea un’asset class alternativa e meno volatile del metallo prezioso.

L’inflazione sostiene l’Oro

Tuttavia, non tutto è ancora finito, perché l’inflazione estremamente alta potrebbe ancora supportare l’oro come copertura dall’inflazione.

Diamo uno sguardo alla storia del mercato americano: tra il terzo trimestre del 1973 e il primo trimestre del
1975, il PIL degli Stati Uniti è diminuito in termini reali e l’inflazione è salita dal 7,4% al 10,3% durante questo
periodo il prezzo dell’oro è aumentato del 73%.

Tornando ai giorni nostri, abbiamo già commentato più volte in passato come agosto, insieme a gennaio, siano due mesi tradizionalmente molto favorevoli per l’oro.

Se a questo aggiungiamo un grafico che ancora permane in uno stato di lateralità, ecco spiegato perché oggi ha senso mantenere l’oro in portafoglio. Almeno fino alla violazione del canale di lateralità. O semmai, per chi è rimasto fuori dal buy di trendycator si profila oggi la possibilità di un acquisto a prezzi scontati.

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Buon RendimentoFondi!

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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