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Le Borse stanno vivendo un periodo di incertezza. In questi momenti ci si aspetta un oro al rialzo. Non solo, quest’anno il metallo prezioso ha totalmente disatteso i conteggi della stagionalità. Analizziamo i motivi di questa perdurante lateralità dell’oro.

Fattori positivi per una crescita dell’oro

Basandosi sulla situazione attuale, ci sono diversi fattori geopolitici in grado di raffreddare i prezzi delle borse e far alzare i prezzi dei metalli preziosi, si va dallo scontro Russia – Ucraina all’inflazione mai così alta da decenni.

Al contrario invece, oro e argento continuano con la loro fase laterale e a gennaio hanno disatteso le stime della stagionalità che vedeva da oltre 20 anni un metallo prezioso sui massimi a gennaio.

Certo, dopo aver toccato i massimi a settembre 2020 è normale che ci sia una fase chiamiamola di assestamento, su dei prezzi comunque elevati.

Dall’osservazione del grafico notiamo inoltre come i massimi del 2020 siano coincisi con un segnale di END_PEAK di Trendycator.

Andamento future oro. Fonte RendimentoFondi

Riteniamo comunque sia una lettura dei fatti non sufficiente a giustificare questa perdurante fase laterale.

Per quali motivi l’oro non sale?

Riteniamo che questo andamento così compresso in un range molto stretto dell’oro sia ascrivibile ad un fattore macroeconomico ben preciso, stiamo parlando del rafforzamento del dollaro.

Cambio euro/dollaro. Fonte RendimentoFondi

Come si nota dal grafico del cross euro/dollaro, il dollaro è in rafforzamento esattamente da un anno a questa parte e il cross viaggia spedito verso quota 1,1.

Questo fattore è anche uno dei fattori che concorre al momento particolarmente negativo anche delle criptovalute, in particolare del Bitcoin.

In questo momento, l’oro si sta comportando come una valuta dei confronti del dollaro; se infatti noi oggi andiamo a vedere ad esempio il cambio sterlina dollaro o il dollaro australiano contro il dollaro statunitense vediamo esattamente la stessa dinamica.

Osservando proprio il dollaro australiano contro il dollaro statunitense notiamo proprio un massimo toccato nei primi mesi del 2021 e una fase di stallo iniziata proprio con il rafforzamento del dollaro statunitense.

dollaro australiano contro il dollaro statunitense. Fonte RendimentoFondi

D’altra parte, i problemi economici di molti paesi costringe questi ultimi a incrementare le riserve in dollari, per proteggere le loro bilance commerciali.

Quindi, nonostante l’inflazione continui a essere molto alta, finché non si avrà un calo nella domanda di dollaro, l’oro continuerà purtroppo a mantenersi in laterale.

Prospettive a breve termine per l’oro

Allo stato attuale, in ottica di asset allocation strategica rimaniamo attendisti sull’oro. Sappiamo dal precedente numero del nostro magazine che ci sono diversi fattori che potrebbero portare turbolenza sui mercati nel 2022, quindi terremo sempre monitorato questo importantissimo asset.

Per chi lo ha già in portafoglio può mantenere le posizioni fino al massimo alla rottura di 1.670 dollari per oncia, mentre per è al momento fuori dovrebbe monitorare il livello di 1.919 dollari.

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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