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Tre motivi per preferire un fondo comune di investimento

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Non credi che ci siano almeno tre motivi per preferire un fondo comune di investimento?

Hai cercato online e ti è stato detto che i fondi comuni di investimento sono inefficienti?

Sicuramente avrai trovato qualche autorevole ricerca secondo la quale tutti i fondi non battono mai il proprio Benchmark.

Attento a non cadere nel tranello della media, con le medie tutto si appiattisce, ma questo non significa che non esistano le eccellenze, così come accade in qualunque ambito lavorativo!

Sta a noi dotarci degli strumenti giusti per riuscire a scovare i migliori fondi comuni di investimento da inserire nel nostro portafoglio.

Ma soprattutto, quando ci imbattiamo in qualcuno che snocciola numeri per fare il tifoso di questo o quello strumento, dobbiamo sforzarci di avere sempre il giusto spirito critico.

Oggi scopriremo che ci sono almeno tre buoni motivi per cui ancora oggi è bene scegliere un fondo comune di investimento e sono sicuro che ognuno di voi sarà in grado di trovarne tanti altri.

Un investitore consapevole non deve mai fermarsi alle apparenze ma deve conoscere tutti gli strumenti per saper quale è quello giusto per le sue esigenze.

 

Caro fondo comune di investimento!

Parleremo anche di costi dei fondi e tu penserai che sia impazzito a toccare proprio quell’aspetto scivoloso, ma non ti preoccupare, andremo a smontare una a una tutte le false credenze che ancora oggi ci propinano i Guru di internet.

Gli “esperti” ci raccontano sempre la stessa manfrina: I fondi comuni sono cari, I fondi non battono il benchmark, i fondi sono inefficienti, BLA BLA…

Ricorda la regola dell’investitore consapevole: “Non esiste uno strumento errato ma esistono errati modi di utilizzare gli strumenti“.

Se non vuoi continuare a leggere l’articolo puoi guardare il video completo.

Cos’è un fondo comune di investimento

Se sei da poco arrivato a conoscere i fondi comuni di investimento vorrei chiarire almeno a grandi linee di cosa stiamo parlando.

I fondi comuni di investimento sono forme di investimento collettivo. Il termine comune indica che il patrimonio del fondo è dato dalla somma dei conferimenti dei partecipanti.

Sapere anche solo questa semplice definizione ci sarà utile per contestualizzare meglio il resto del discorso.

Questa è una citazione dal nostro libro “Fai decollare i tuoi investimenti in fondi ed ETF”, libro che potrai ottenere gratuitamente al primo acquisto su RendimentoFondi.

 

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1 I fondi comuni hanno il Benchmark

Come prima cosa è bene inquadrare il significato stesso di benchmark, per evitare di citarlo senza neppure sapere cosa sia.

Il benchmark di un fondo comune di investimento è un parametro oggettivo con il quale noi siamo in grado di misurare la gestione del fondo stesso.

Troppo spesso si fa un utilizzo distorto di statistiche secondo le quali i fondi comuni di investimento non battono il proprio benchmark.

In realtà questo è purtroppo vero in molti casi, ma come sempre nella vita non è corretto generalizzare.

Bensì siamo noi risparmiatori che dobbiamo dotarci degli strumenti giusti per individuare i migliori fondi comuni che battono il mercato.

RendimentoFondi viene in aiuto dei suoi lettori con due strumenti specifici, ETI e i confronti fra grafici.

ETI (Expected Trend Indicator) non ha certo bisogno di presentazioni; se non lo conosci visita la pagina dedicata e la Masterclass.

ETI è la grandissima proprietà di essere un algoritmo, per questo è totalmente imparziale: non sa, non pensa. ETI analizza dei dati e restituisce un valore. Questo fa una differenza enorme da altri strumenti quali ad esempio “Il giudizio degli analisti”, “Il parere degli esperti” e così via.

Come detto, ETI alla fine della sua analisi restituisce un valore, il quale permette al lettore di creare una classifica “Ranking”, ordinando dal migliore al peggiore tutti gli strumenti presenti su RendimentoFondi.

 

Non è finita qui.

 

RendimentoFondi mette a disposizione del lettore anche i confronti grafici, per mezzo dei quali tu sarai in grado di confrontare infiniti strumenti e infiniti benchmark alla ricerca del titolo che si è comportato meglio nel medesimo arco temporale.

Pensaci, gli altri ti dicono sempre quali sono “i 3 migliori” secondo il loro insindacabile giudizio, RendimentoFondi ti da gli strumenti per capirlo da solo!

Un confronto visivo è:

  • oggettivo
  • obiettivo
  • semplice nella sua interpretazione e dunque alla portata di tutti

Anche tu puoi diventare un esperto.

Cosa ne pensi di questo grafico, è semplice decidere quale sia il migliore?

Si tratta di tre fondi, di case diverse, che investono tutti nell’azionario globale.

confronto tre fondi comuni di investimento

Confronto di tre fondi comuni di investimento. Fonte RendimentoFondi

2 la liquidità dei fondi comuni di investimento

Nessuna ansia da spread denaro lettera, quando acquisti un fondo comune di investimento tu avrai la certezza di acquistare, o vendere, al prezzo del NAV giornaliero.

Se non sai cos’è il NAV di un Fondo comune di investimento ti invito a guardare questo video.

 

Non esiste il problema della liquidità sui fondi comuni, a differenza di altri strumenti quali Azioni, ETF o certificati.

Se non sai di cosa si tratta, e non conosci il pericolo di rimanere imbrigliati in uno strumento illiquido, allora guarda questo video.

 

Questo è un punto che si interfaccia direttamente con quello dei costi, perché i costi dei fondi sono dichiarati nel KIID, mentre per gli ETF la poca liquidità rappresenta un vero e proprio costo occulto.

Ogni strumento è giusto per un determinato scopo: ad esempio, se sei proprietario di un capitale da investire importante, farai più fatica ad allocare tutta la somma su strumenti negoziati quali ad esempio gli ETF.  Dovrai confrontarti con il mercato, con il book di negoziazione e quindi anche con lo spread denaro-lettera.

Questo farà sì che il capitale andrà frazionato tanto da, in alcuni casi, letteralmente polverizzarlo, creando così due aspetti poco piacevoli:

-all’aumentare degli strumenti utilizzati aumenta il tempo che devi impiegare per selezionarli e negoziarli.

-per acquistare un numero elevato di strumenti bisogna possedere le capacità e le conoscenze adeguate per creare un portafoglio opportunamente diversificato ma evitando i doppioni.

Anche con i fondi ovviamente si ha l’esigenza di frazionare il capitale creando un portafoglio diversificato, ma potrai farlo utilizzando un numero inferiore di strumenti.

Nota bene, non vuol dire che i fondi vanno bene solo per i ricchi!

Anzi, esistono forme di investimento, tipo i PAC grazie ai quali puoi investire anche solo 100 euro al mese su di un fondo.

Anche in questo caso, l’investitore che magari fa un altro mestiere andrà a delegare al gestore l’onere di selezionare i titoli da inserire in portafoglio.

Per assurdo, se sono giovane e non ho alcun capitale preferirò inserire 100 euro al mese in un fondo comune, perché mi offre la possibilità comunque di diversificare il mio piccolo investimento.

Se dovessi investire i miei 100 euro in ETF, non esistendo ETF bilanciati, sarei costretto ad acquistare un’ETF azionario, uno obbligazionario, uno tematico, ottenendo dei ritorni così modesti da non coprire i costi bancari.

 

3 i costi dei fondi comuni di investimento

Se ci pensi bene converrai con me che un bravo gestore merita il giusto compenso al pari di qualunque altro professionista.

L’informazione di parte ci racconta solamente una mezza verità, ovvero che i fondi sono cari, ed è vero nella misura in cui ci viene proposto un confronto con un ETF che ha un TER annuo dello 0.25%.

Con un ETF ho la certezza di pagare poco ma ho la consapevolezza che non otterrò mai più del benchmark di riferimento.

Acquistando un fondo, io ho la possibilità di fare meglio del mercato ma anche il rischio, nel caso non sia in grado di scegliere opportunamente il fondo, di fare peggio.

Il gestore di un fondo, che poi è sempre un team di gestione, deve essere visto come un manager a capo della mia azienda.

Il suo compito è molto semplice: farmi guadagnare, e se possibile, più della media di mercato.

Ancora una volta si torna al punto di partenza: devi avere a tua disposizione gli strumenti giusti per poter valutare il lavoro del manager e poi decidere se vale la pena, o meno, inserire quello strumento in portafoglio.

In questo caso, appare chiaro come gli strumenti messi a disposizione da RendimentoFondi siano implicitamente in grado di fornire un giudizio di merito sull’operato del gestore del fondo.

Cosa ne pensi?

Sono sicuro che detto così il costo che devi sostenere affinché un manager gestisca il tuo patrimonio non ti spaventa più come prima!

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About Author

Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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