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Trendycator Daily e Weekly: l’integrazione è l’arma vincente! (Parte I)

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Cari lettori di RendimentoFondi, era da tempo che pensavamo di scrivere questo articolo, e volevamo farlo dopo aver raccolto prove ed evidenze sul fatto che l’integrazione tra Trendycator Daily e Weekly è l’arma vincente per affrontare con tempismo tutte le situazioni di mercato.

Fortunatamente, dopo il delirio di fine febbraio/marzo, il respiro del mercato ci ha permesso di ragionare e organizzare bene i concetti e il discorso, e soprattutto raccogliere fatti e prove dell’estrema potenza data dalla sinergia dei due time frame con cui applicare il modello Trendycator. Mettete questo articolo (diviso in due parti) tra i preferiti, oppure stampatelo e incorniciatelo, e andate a rileggerlo almeno due volte l’anno, perché con l’integrazione tra Trendycator Daily e Weekly stiamo per riscrivere il paradigma del market timing in funzione degli eventi che colpiscono i mercati.

Per comprendere bene la logica di quanto andremo a descrivere, facciamo un rapido passo indietro e andiamo alla genesi del Trendycator. Il modello nasce anni fa per seguire le tendenze di medio termine (asset allocation strategico), ideale per i portafogli in fondi ed ETF che puntano alla stabilità dei rendimenti con un rigoroso controllo del rischio. Di fatto, quindi, il Trendycator è a pieno titolo un modello quantitativo c.d. trend-following.

Obiettivo centrato, senza dubbio, viste le risultanze operative in molti anni di utilizzo del modello. Per avere un riscontro oggettivo è sufficiente navigare nelle sezioni del sito dedicate ai grafici interattivi e vedere i risultati operativi – compresa l’equity line – di qualsiasi fondo od ETF. Poi è chiaro che su alcuni strumenti i risultati siano migliori, ma è normale per qualsiasi modello quantitativo, a maggior ragione se non ottimizzato (volutamente) su determinate curve di prezzo.

Sotto questo profilo il Trendycator è la migliore espressione del WYSIWYG (What You See Is What You Get): funziona su tutte le curve di prezzo senza trucchi e senza inganni, a volte in modo esemplare a volte in modo perfettibile, ma funziona. Provare per credere.

Bene, e questo è il punto di partenza fondamentale di tutto il lavoro sviluppato da RendimentoFondi nel corso degli ultimi anni. Ma tutti noi sappiamo bene che i mercati cambiano in continuazione e sempre più rapidamente. Chi, come noi, ha vissuto e navigato i mercati negli ultimi 25 anni sa bene quanto questo sia, a volte, drammaticamente vero.

E chi, come noi, lavora sui mercati da cinque lustri sa bene che sarebbe un errore madornale pensare che un modello trend following possa adattarsi immediatamente in casi di azioni/reazioni particolarmente violente e repentine, recependo quasi istantaneamente il nuovo “equilibrio”. Momenti di volatilità alle stelle che un giorno hanno come causa il COVID, un altro giorno la crisi del mutui subprime, e un altro ancora un attentato nel cuore della City.

Cioè, a prescindere dai motivi che scatenano una violenta azione dei mercati, le dinamiche – bene o male – sono sempre le stesse, e ne consegue che il comportamento del modello in ottica strategica è perfettamente aderente alla sua filosofia costruttiva e operativa e ha bisogno di tempo per riadeguarsi alle dinamiche del mercato stravolte nelle “normali” regole che governano sia l’andamento dei listini sia l’economia reale e la politica monetaria delle Banche Centrali.

Ed è da questa consapevolezza che è nata l’idea – poi tradotta in pratica e implementata su RendimentoFondi – di tentare l’integrazione tra il Trendycator su scala weekly con il Trendycator su scala daily. Integrazione condotta silenziosamente nelle nostre segrete stanze, per capire se potesse essere un valido contributo da rendere poi a tutti i nostri lettori.

Ebbene, sì, l’integrazione ha funzionato e funziona e ora come stiamo per vedere è l’arma finale per affrontare tutte le fasi del mercato, anche quelle più inattese e destabilizzanti. Vedremo esempi concreti che ben spiegano la strategia che ogni lettore, consultando le tabelle e i grafici interattivi, può imbastire per non essere mai impreparato o sprovvisto di fronte a repentini cambi del mercato.

Partiamo con il mercato più importante a livello internazionale e cioè l’indice S&P500, qui rappresentato dall’ETF Ishares SP 500 IE0031442068, che analizzeremo ovviamente su scala weekly e scala daily. Naturalmente focalizziamo la nostra attenzione su questi mesi del 2020 che ben danno la misura di come impostare una strategia multi-time frame.

Fig.1 – Ishares SP500 IE0031442068 – Weekly Chart

Osservando il grafico in Fig.1, che rappresenta l’ETF in parola su scala weekly, possiamo notare due cose: la prima riguarda i tempi di uscita dal mercato allo scoppio dell’emergenza COVID; la seconda riguarda invece la dinamica di recupero del mercato in rapporto al Trendycator. Sotto il profilo del tempismo del modello nell’indicare l’uscita non vi è molto da dire, posto che l’integrazione tra weekly e daily mostra, ovviamente, un leggero anticipo del daily che ha sancito il SELL il 27 febbraio contro il 6 marzo del weekly.

Pertanto, osservando anche la dinamica sul daily si sarebbe risparmiato qualche giorno, ma la sostanza sarebbe cambiata di poco. Molto più interessante, invece, valutare l’integrazione tra weekly e daily in rapporto alla schizofrenica ripartenza del mercato che ha “lasciato indietro” il Trendycator.

Infatti, poiché è normale che ragionando in termini di medio termine, quindi su scala weekly, il modello sia ancora FLAT, sul daily abbiamo più reattivamente un’evidenza LONG dal 29 aprile scorso. Posizione, per altro ancora in essere e al momento in profitto di quasi il 7%, come si può osservare nel grafico in Fig.2.

Fig.2 – Ishares SP500 IE0031442068 – Daily Chart

Non di meno, focalizzando l’attenzione sul periodo intorno al 20 marzo scorso, sul daily vi era una netta evidenza di BOTTOM che, secondo le “regole” più volte spiegate nei nostri Webinar, poteva addirittura portare ad un anticipo del segnale con ingresso tra fine marzo e inizio aprile, per una performance ad oggi di quasi il 20%.

E se invece di un ETF avessimo applicato la stessa strategia su un fondo? Impossibile potrebbero dire alcuni, inutile potrebbero dire altri. E invece, numeri alla mano e nel rispetto dei diversi tempi operativi che naturalmente caratterizzano fondi ed ETF, i risultati sono strabilianti, come vedremo nella seconda parte di questo articolo.

RendimentoFondi.it

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About Author

Dr.Massimo Gotta laureato in Scienze Politiche e in Giurisprudenza è uno dei più apprezzati analisti finanziari italiani e tra i fondatori di Rendimento Fondi. Ha alle spalle una lunga carriera professionale nel mondo bancario e finanziario: ha lavorato per l’Università degli Studi di Torino e la Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino, il gruppo bancario Mediobanca, infine Banca Sella come responsabile Ufficio Titoli e Borsino ed in seguito Gestore di patrimoni presso la struttura Private Banking. Massimo Gotta è stato un apprezzato opinionista per diversi media finanziari tra cui Repubblica.it, LombardReport.com, Il Valore. E’ coautore con Walter Demaria di “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013 ed autore di diversi altri libri tra cui “Il meglio dell’analisi tecnica in Metastock”, Experta, (2006).

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