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Per non commettere sempre gli stessi errori negli investimenti devi seguire questa pratica guida e adotta le tecniche mentali dei trader di successo.

Iniziamo con una riflessione.

Perché nel nostro lavoro siamo delle superstar e poi quando pensiamo ai nostri investimenti, ai nostri risparmi, facciamo le cose con scarsa voglia, scarsa dedizione, in maniera talvolta raffazzonata?

I grandi investitori e i grandi trader hanno tutti una caratteristica in comune: adottano un processo scientificamente ben definito!

Ma non solo, adottano anche meticolosità e scrupolosità, gli stessi aggettivi con i quali sicuramente descrivi te stesso nel tuo lavoro.

Facciamo insieme un percorso, vediamo cosa contraddistingue i trader, come fanno a trasformare un errore in opportunità.

Vediamo insieme come adottare un processo scientifico non solo ti porterà ad ottenere maggiori soddisfazioni dai tuoi investimenti, ma anche ad impiegare meno tempo per gli stessi.

Scopri insieme a me come copiare l’approccio mentale degli investitori di successo, inutile passare una vita a sperimentare tecniche fantasiose sulla pelle dei nostri risparmi.

L’errore da non commettere negli investimenti

Nella mia storia di investitore ho avuto la fortuna di conoscere tanti trader di successo e ancora oggi io faccio trading. Ma non ti parlerò di una tecnica per avere successo nel trading, in questo video ti parlerò nello specifico di alcune delle tecniche mentali più comunemente utilizzate dai trader di successo e vedremo come tutti noi che gestiamo i nostri risparmi dovremmo impararle per poterle adottare.

Da inizio anno le borse hanno perso un po’ di terreno, non so ovviamente dire per quanto tempo durerà ma quantomeno è possibile affermare che è iniziata una fase diversa in Borsa.

In situazioni come queste molti investitori semplicemente si congelano, non sanno cosa fare, se ci segui da un po’ avrai visto il nostro articolo sull’Analisys paralysis, altrimenti ti invito ovviamente a rivederlo.

Altri in queste fasi alcuni ci scrivono allarmati per chiedere cosa fare di questo o quel fondo in perdita.

Questa cosa si ripete puntualmente, sempre e in tutte le crisi.

Penso davvero che una delle più grandi sfide che noi dobbiamo fronteggiare quando pensiamo ai nostri investimenti prima ancora della tecnica giusta, dell’intuizione giusta, sia riuscire a fronteggiare il limite della nostra mente.
Noi tentiamo naturalmente ad abituarci, a rilassarci, quando un trend perdura per così tanto tempo come ha fatto negli ultimi anni, tendiamo naturalmente ad immaginare lo farà anche in futuro.

Al contrario, raramente una crisi finanziaria viene sfruttata, dagli investitori, come un momento di studio e apprendimento.

Non solo, la nostra mente tende anche a dimenticare gli eventi avversi.

Cosa voglio dire con questo.

Semplicemente che noi dovremmo allenare la nostra mente a ricordare non gli utili conseguiti, non il piacere del guadagno, soprattutto se gli utili arrivano quando tutti guadagnano perché tutto sale.

Al contrario noi dovremmo sforzarci di ricordare quando i mercati sono scesi per diverso tempo cosa abbiamo fatto, come abbiamo reagito, quali sono state le nostre sensazioni, le emozioni che abbiamo vissuto.
Non solo emozioni ovviamente, ma anche quali azioni concrete abbiamo messo in atto per fronteggiare il calo delle borse e mettere al sicuro i nostri risparmi.

  • Queste mosse hanno funzionato?
  • Si o no?
  • Se la risposta è no allora chiediamoci perché?
  • Cosa posso fare per migliorare la prossima volta?

Queste sono tecniche mentali che vengono comunemente adottate dai trader di successo, sì perché uno degli aspetti peculiari di un trader di successo, è proprio quella di interpretare questa attività come un lavoro.

Solitamente un trader tiene meticolosamente traccia di tutti gli eseguiti proprio per analizzarli in seguito ponendo una maggior attenzione alle operazioni chiuse in perdita.

Il backoffice è una delle attività più complesse dei trader.

Non lo immaginavi vero?

E’ superfluo analizzare nel dettaglio le operazioni in profitto, sì forse si sarebbe potuto fare di più, ma se si tenta di fare di più per avidità alla fine si rischia di fare di meno.

Per questo tutti i grandi trader dicono “Vendi e poi pentiti”.

Ed è per questo che i trader analizzano con grande meticolosità le operazioni in perdita.

Ricorda, un trader non è un mago, non ha fiuto, non conosce il futuro, bensì sfrutta a suo vantaggio solamente il fatto di avere un metodo e ripeterlo all’infinito.

Ora, perché invece noi che non siamo trader, e abbiamo un lavoro diverso, quando ci approcciamo ai nostri investimenti dobbiamo fare le cose alla rinfusa?

Sicuramente noi nel nostro lavoro, presente o passato, siamo o siamo stati delle superstar, sicuramente se abbiamo accantonato un risparmio è perché siamo stati bravi, scrupolosi, meticolosi, e allora perché poi trattiamo i nostri risparmi tanto sudati senza la stessa meticolosità?

Non vuol dire che se noi non siamo trader di professione ma semplici investitori non dobbiamo adottare la stessa schematicità nei comportamenti.

Anni come il 2020 dalla seconda metà, e il 2021, hanno dato a tutti l’impressione errata che investire fosse semplice.

Ma non è sempre stato così.

Vediamo nel dettaglio le strategie che si possono adottare in caso di ribasso dei mercati.

Ora, in caso di discesa più o meno prolungata dei mercati ci sono diverse strategie che si possono adottare, ognuna con un senso ben definito.

  1. puoi continuare a comprare mentre scende
  2. puoi stare fermo sulle tue posizioni convinto che “prima o poi tutto sale”
  3. oppure puoi uscire ad un certo punto e aspettare che torni uno stato di forza sui mercati.

Opzione 1
E’ una strategia che potrebbe avere un senso se pensata in ottica pac ma che è anche criticabile per diversi aspetti.

Innanzitutto, in questo modo noi continuiamo a comprare un qualcosa che scende e non sappiamo per quanti anni scenderà. Sì se l’asset è solido prima o poi salirà, ma intanto io sarò rimasto per anni con un asset in perdita e nell’impossibilità di venderlo.

Per usare un’altra metafora è come “cercare di prendere un coltello che cade dalla parte della lama“.

Inoltre, un conto è accumulare 100 euro al mese in ottica pac, così facendo a fine anno avremo accumulato in perdita appena 1.200 euroc diverso è mediare al ribasso raddoppiando le quote di azioni nel tentativo disperato di abbassare il PMC (prezzo medio di carico).

Nei nostri articoli sul PAC 2.0 di Rendimentofondi abbiamo raccontato molto bene questi comportamenti e abbiamo provato a fornire una nostra nuova visione dei PAC.

Opzione 2
Puoi stare semplicemente fermo ad aspettare che prima o poi le cose si risolvano da sole.
Strategia che definirei una non strategia perché denota il non avere minimamente l’idea di cosa fare, non avere un metodo, una pianificazione.
Anche in questo caso non sappiamo quanto staremo a guardare le azioni in perdita nel portafoglio.
Possiamo anche essere particolarmente indifferenti alle perdite, non importa, ma se la perdita ci provoca dolore interiore o meno, non cambia minimamente il fatto che è frutto di una mancanza totale di metodo e capacità gestionali.

Opzione 3
I mercati sono frutto di tendenze.
Tendenza rialzista, tendenza ribassista o la non tendenza definita come lateralità.
La tendenza si misura attraverso la forza e la permanenza del trend.

E’ come quando piove e c’è la tempesta, prima o poi la debolezza sui mercati tornerà a lasciare il posto alla forza.
Noi pensiamo ad un metodo come quell’insieme di regole in grado di farci uscire dal mercato quando la forza del trend non c’è più e semplicemente farci tornare in posizione quando il trend torna ad esprimere la propria forza.

Attenzione, non vuol dire vincere sempre e non vuol dire fare più del mercato.

Un sistema di investimenti come il Trendycator non si prefigge mai di fare di più del mercato, quella è una promessa da venditori d’altri tempi.
In realtà, più un mercato è efficiente più sarà difficile, se non impossibile, per chiunque batterlo ma quello che si può fare è ridurre l’esposizione a mercato migliorando il rapporto rischi benefici ed eventualmente diversificare l’investimento.

Guarda il video completo di numerosi esempi grafici aggiuntivi:

E’ facile intuirne la motivazione.

Nel momento in cui si esce, si restituisce un pezzo di utile al mercato perché è inevitabile partecipare per un breve lasso di tempo alla discesa, finché il modello non si “accorge” che il trend è cambiato.

Nel momento in cui si rientra, si ha un piccolo mancato guadagno perché il sistema ha bisogno di capire che la tendenza è cambiata ed è tornata al rialzo.

Comprare sui minimi e vendere sui massimi è un’altra bella promessa destinata a rimanere tale.

Quindi in anni come il 2008, dove la discesa è durata per un certo periodo di tempo si ottiene un elevato vantaggio, in altre epoche, come quelle recenti dove non c’è mai stata una reale discesa di questo mercato allora il vantaggio nell’uscire si assottiglia.

Il fatto è che nessuno conosce il futuro e noi non sappiamo dire quanto dureranno le future crisi sui mercati.

Alla luce di questo noi preferiamo di gran lunga restituire qualcosa ai mercati ma avere un controllo del rischio ottimale.

Un sistema come il Trendycator è proprio utile per il controllo del rischio NON per farti guadagnare di più.

Quando torneranno fasi di mercato come il 2008 saremo contenti di guardare dall’alto un mercato in costante calo.

Inoltre, in quel lasso di tempo nel quale noi siamo fuori da un fondo, ad esempio, possiamo investire in qualcos’altro, tipo un’obbligazione o un fondo o un ETF con un benchmark decorrelato.

Così facendo il nostro patrimonio può comunque continuare a crescere.

Se poi successivamente il mercato riprende a salire allora rientreremo quando l’algoritmo avrà ritrovato uno stato di forza sul mercato.

Cosa ne pensi, vista così ha un senso l’uscita dal mercato a determinate condizioni?

Secondo me sì

Soprattutto così facendo si lavora avendo un metodo, uno schema mentale chiaro e non si lascia più l’operatività al caso.

Non vuol dire ovviamente che sia impossibile battere il mercato, tutt’altro.

Con una scelta oculata di più titoli da inserire in portafoglio (e quindi non solo un singolo strumento) è ovviamente possibile battere il mercato, come abbiamo mostrato negli articoli che trattano dei risultati dei nostri portafogli per il 2021 che trovi ovviamente su rendimentofondi.it.

Esempio di equity-line del portafoglio tradingsystem ETF. Fonte rendimentofondi.it

Buon RendimentoFondi!

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Dr. Walter Demaria Laurea in Psicoeconomia, è uno dei più noti consulenti finanziari italiani. E’ tra i fondatori di Rendimento Fondi ed è editorialista di diversi quotidiani finanziari. Insieme a Massimo Gotta ha pubblicato “Investire in obbligazioni”, Trading Library, 2013, che è ad oggi un best seller tra i testi che si occupano in maniera operativa dell’investimento in obbligazioni. Ha un approccio ai mercati di tipo quantitativo e ha ideato il modello Trendycator che applica quotidianamente nella sua professione.

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