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Quanto sarebbe bello poter investire su tutte quelle società che hanno un grande vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza?

Oggi RendimentoFondi ti presenta un ETF piuttosto recente, ma che ha mostrato nella sua ancora breve vita di poter crescere nel tempo. Si tratta del VanEck Vectors Morningstar Global Wide Moat UCITS ETF – IE00BL0BMZ89, e ha come obiettivo proprio quello di investire in società che presentano vantaggi competitivi unici, generando ritorni superiori rispetto alla media del mercato.

In questo articolo vedremo dunque insieme quali sono i fattori competitivi che l’ETF e l’indice sottostante cercano, per poi analizzare nel dettaglio la composizione dello strumento.

 

I cinque fattori competitivi

Morningstar chiama i 5 fattori competitivi su cui si basa il VanEck Vectors Morningstar Global Wide Moat UCITS ETF – IE00BL0BMZ89 “economic moat”.

In italiano questo termine può essere tradotto come “fossato economico”, proprio ad indicare, come faceva il fossato di un castello nel Medioevo, che questi elementi permettono alle società che li possiedono di difendersi dalla concorrenza e preservare la loro redditività. Gli economic moat, o fattori competitivi, sono cinque, e li presentiamo di seguito.

1. Costi di transazione

I costi di transazione, o costi di switch, sono tutte quelle spese che un utente deve sostenere nel momento in cui decide di cambiare fornitore, gestore o controparte di riferimento.

Pensa ad esempio al passaggio a un nuovo operatore telefonico: non bisogna solamente considerare il costo della scheda telefonica (spesso comunque molto esiguo), ma anche il tempo speso a cercare l’offerta giusta, il tempo trascorso a parlare con un operatore, i giorni che trascorrono per attivare un nuovo numero, o semplicemente i costi accessori alla stipula del nuovo contratto.

Ecco, i costi di transazione conferiscono a una società il potere di determinare i propri prezzi: tanto più un cliente verrà fidelizzato e abituato a interagire con il fornitore, tanto più troverà difficoltoso e dispendioso abbandonarlo per uno nuovo.

2. Beni immateriali

I beni immateriali possono riferirsi a competenze interne all’azienda, alla riconoscibilità del marchio aziendale, a brevetti o alle persone che ci lavorano. Tutti questi elementi costituiscono spesso la base del vantaggio competitivo: tanto più una società sarà in grado di sviluppare beni immateriali, tanto più difficili saranno replicabili i suoi prodotti e le sue operazioni da parte dei concorrenti.

Un esempio può essere Apple: il suo marchio è riconoscibile in tutto il mondo, il design dei suoi prodotti è accattivante; inoltre, per fornire la massima assistenza la società si è dotata di personale altamente qualificato. Tutto questo permette ad Apple di avere un vantaggio competitivo importante rispetto ai concorrenti.

3. Effetto rete

Un effetto rete, o effetto network, si presenta quando il valore di un prodotto o di un servizio cresce con l’aumentare della platea di utenti o di consumatori: ogni cliente aggiuntivo fa aumentare il valore del prodotto o del servizio offerto.

Un esempio può essere Meta, ovvero l’azienda che sta dietro a Facebook, Instagram e Whatsapp: basta anche un solo nuovo utente su una di queste piattaforme per far aumentare il valore di tutte le altre, e di conseguenza di avvantaggiare la stessa Meta rispetto ai concorrenti (Google, Twitter, eccetera).

4. Vantaggio in termini di costi

Le aziende che riescono a produrre a costi inferiori rispetto alla concorrenza sono in grado di vendere anche a prezzi inferiori, “rubando” clienti ai concorrenti e aumentando così la propria quota di mercato, oppure vendere allo stesso prezzo delle altre società, ma realizzando margini di guadagno più elevati.

Un esempio può essere Iliad: l’operatore telefonico francese è arrivato in Italia qualche anno fa con una politica di prezzo piuttosto aggressiva, che prevedeva l’offerta di piani telefonici a prezzi molto competitivi, riuscendo a guadagnare una fetta importante di clienti delle compagnie telefoniche tradizionali.

Un altro esempio può essere Ikea, che lasciando la costruzione e l’assemblaggio di mobili ai clienti, riesce a risparmiare sui costi e ad offrire arredamenti a prezzi inferiori rispetto a un normale negozio o una normale catena di arredamenti.

5. Efficienza delle economie di scala

In un mercato di dimensioni limitate, nuovi potenziali concorrenti sono poco incentivati a entrare perché il loro ingresso farebbe scendere i ritorni sugli investimenti necessari, a tal punto da compromettere i guadagni futuri e rischiare di non ripagare l’investimento.  

Sono esempi le società che forniscono energia o altre utenze: il mercato è dominato da pochi e grandi player che hanno investito grandi quantità di capitali. L’ingresso di un nuovo concorrente metterebbe a rischio i ritorni di tutto il settore, perché a quel punto le quote di mercato di ogni azienda non sarebbe grande a sufficienza per ripagare l’investimento.

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VanEck Vectors Mornigstar Global Wide Moat UCITS ETF – IE00BL0BMZ89

Insomma, abbiamo visto come alcune caratteristiche aziendali possano tradursi in un grande vantaggio competitivo. Il VanEck Vectors Morningstar Global Wide Moat UCITS ETF – IE00BL0BMZ89 investe proprio su queste tematiche, replicando la performance del Morningstar Global Wide Moat Focus Index: questo indice raccoglie quelle aziende con i vantaggi competitivi che abbiamo elencato nel paragrafo precedente.

Come detto in apertura dell’articolo, si tratta di un ETF davvero recente: ha poco più di un anno. Inoltre, è quotato su Borsa Italiana con il ticker GOAT, e questo può essere interessante perché lo strumento è anche offerto in Euro, e dunque non sono previsti costi di cambio. Infine, si tratta di un ETF ad accumulazione e il suo TER è dello 0,52% annuo. Tutte le caratteristiche fondamentali sono riportati nella tabella seguente:

 

TickerGOAT
ReplicaFisica (replica completa)
TipologiaAccumulazione
ValutaEUR
Data di lancio07/07/2020
Dimensione69,3 mln €
TER0,52%

 

Composizione e allocazione del comparto

Vediamo brevemente su cosa investe l’ETF. Nella tabella qui sotto, che riporta le prime 10 posizioni, possiamo notare come si tratti di uno strumento che investe principalmente in società del mondo finanziario, assicurativo e del tabacco:

 

PosizionePercentuale
British American Tobacco2,36%
Toronto Dominion Bank2,31%
Wells Fargo & Co.2,28%
Royal Bank of Canada2,27%
Berkshire Hathaway2,25%
Imperial Brands PLC2,24%
Altria Group2,20%
Philip Morris International2,17%
Corteva Inc.2,15%
Constellation Brands Inc.2,13%

 

Grafici Trendycator

Analizziamo ora l’andamento storico del VanEck Vectors Morningstar Global Wide Moat UCITS ETF – IE00BL0BMZ89 attraverso i grafici del Trendycator.

Come visibile dall’immagine qui sotto, fin dal suo esordio l’ETF ha ben performato, crescendo con una certa costanza. C’è inoltre da dire che essendo così recente il valore ETI non viene riportato, ma comunque vediamo a colpo d’occhio la crescita in questo anno e mezzo di vita dello strumento.

Il trend è confermato anche dal segnale di BUY arrivato a luglio 2021: da allora non è arrivato alcun segnale SELL, e il Trendycator è in posizione da 30 settimane consecutive.

VanEck Vectors Wide Moat – IE00BL0BMZ89

L’andamento grafico del VanEck Vectors Wide Moat – IE00BL0BMZ89 (fonte: RendimentoFondi)

 

Conclusioni

In questo articolo abbiamo visto un nuovo ETF di recente immissione, ma che mostra alcune potenzialità peculiari. Poter investire su aziende “value” e con comprovati vantaggi competitivi rispetto alla concorrenza è sicuramente un bene, soprattutto quando i mercati sono un po’ traballanti.

Certo è che forse è ancora prematuro entrare su questo strumento: l’ETI non è ancora entrato in funzione, e bisognerà aspettare ancora un po’ di tempo. Sicuramente, le premesse sono comunque buone, come mostrato dal primo segnale BUY arrivato la scorsa estate. Suggeriamo quindi di tenere monitorato questo ETF, perché in futuro potrà regalarci qualche soddisfazione.

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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