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Il 2022 è stato l’anno dei Vanguard LifeStrategy. Ma hanno davvero performato come ci si poteva aspettare? Con l’avvicinarsi della fine di dicembre, proviamo a fare il bilancio su questi strumenti molto in voga tra gli investitori.

Gli ETF bilanciati LifeStrategy di Vanguard sono presenti sui mercati esteri da diversi anni, ma hanno iniziato a prendere piede in Italia solamente più recentemente, riscuotendo però grande successo tra gli investitori privati: attualmente, gli ETF bilanciati LifeStrategy hanno in gestione oltre mezzo miliardo di euro.

Il motivo del loro successo è presto detto: si tratta di strumenti con una distribuzione globale e dall’altissima diversificazione settoriale. Se poi consideriamo anche i bassi costi di commissione (il TER annuo di questi strumenti è dello 0,25%), e il fatto che vengono periodicamente ribilanciati, possiamo comprendere come gli ETF LifeStrategy siano perfetti per quegli investitori che cercano strumenti semplici e poco costosi, perché magari non hanno tempo o le conoscenze per seguire i propri risparmi.

Tuttavia, anche se all’apparenza sembrano strumenti davvero efficaci, come ogni investimento anche i Vanguard LifeStrategy dovrebbero essere rivisti periodicamente per garantire il raggiungimento degli obiettivi di profitto prefissati.

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Come funzionano gli ETF Vanguard LifeStrategy

La gamma Vanguard LifeStrategy bilanciati è una famiglia di quattro ETF con diversi livelli di rischio e rendimento potenziale. Ogni fondo LifeStrategy offre un’esposizione conveniente a un portafoglio semplice e diversificato e viene ribilanciato automaticamente per mantenere una specifica asset allocation. Il fondo più rischioso è il LifeStrategy 80% Equity – IE00BMVB5R75, che investe per la maggior parte nei mercati azionari. Il LifeStrategy 20% Equity – IE00BMVB5K07 è invece il più cauto in termini di allocazione, con il 20% di azioni e la restante componente in obbligazioni.

Come menzionato in apertura, l’allocazione fissa di ciascun fondo evita all’investitore il dover seguire pedissequamente gli andamenti del mercato, non dovendo riequilibrare le ponderazioni dei vari fondi o aree di investimento. Evita inoltre la sovra o sottoesposizione a settori che ottengono risultati particolarmente positivi o negativi: tutti i fondi della gamma investono in una serie di indici tracker a basso costo di Vanguard, che consentono di accedere a migliaia di azioni e obbligazioni internazionali dei principali mercati per creare un portafoglio veramente diversificato.

Ma nonostante questi indubbi vantaggi, nel 2022 i fondi bilanciati di Vanguard non hanno performato molto bene. Osserviamo ad esempio il rendimento degli ETF ad accumulazione nella tabella seguente, confrontandolo con la performance del 2021:

20222021
Vanguard LifeStrategy 80% Equity UCITS ETF Acc – IE00BMVB5R75-12,58%+20,75%
Vanguard LifeStrategy 60% Equity UCITS ETF Acc – IE00BMVB5P51-13,27%+14,34%
Vanguard LifeStrategy 40% Equity UCITS ETF Acc – IE00BMVB5M21-13,93%+8,28%
Vanguard LifeStrategy 20% Equity UCITS ETF Acc – IE00BMVB5K07-14,63%+2,47%

Situazione del tutto simile agli ETF a distribuzione, dove la performance è stata leggermente peggiore:

20222021
Vanguard LifeStrategy 80% Equity UCITS ETF Dis – IE00BMVB5S82-12,61%+20,74%
Vanguard LifeStrategy 60% Equity UCITS ETF Dis – IE00BMVB5Q68-13,30%+14,33%
Vanguard LifeStrategy 40% Equity UCITS ETF Dis – IE00BMVB5N38-13,92%+8,29%
Vanguard LifeStrategy 20% Equity UCITS ETF Dis – IE00BMVB5L14-14,63%+2,49%

Perché i Vanguard LifeStrategy hanno performato così male nel 2022?

Il primo punto critico che si nota subito osservando queste performance è quello dell’inversione della piramide dei rendimenti: i prodotti bilanciati non hanno beneficiato della tradizionale decorrelazione tra le due asset principali di portafoglio.

In una fase negativa per i mercati azionari come quella vista nel corso di quest’anno, ci si sarebbe aspettati minori perdite per gli ETF maggiormente difensivi, e dunque con una maggiore componente obbligazionaria. Invece è accaduto il contrario.

Infatti, sebbene l’esposizione alle obbligazioni abbia storicamente avuto un effetto frenante sui rendimenti più volatili delle azioni (in genere perché le obbligazioni resistono meglio alle recessioni rispetto alle azioni), nell’ultimo anno non è stato così. Sia le obbligazioni che le azioni sono scese e, insolitamente, le obbligazioni sono scese più delle azioni, il che ha fatto sì che i fondi LifeStrategy più pesanti dal punto di vista obbligazionario abbiano subito un calo maggiore rispetto a quelli dedicati prevalentemente o interamente alle azioni.

Il motivo è stato il repentino cambiamento delle aspettative di inflazione e l’anticipazione di tassi di interesse molto più elevati, necessari per frenare l’aumento dei prezzi.

Se a questo sommiamo la duration sicuramente più lunga degli ETF che investono in bond statali e corporate presenti nei vari portafogli, comprendiamo le motivazioni di questa lateralità dei LifeStrategy. La gamma più difensiva è infatti particolarmente vulnerabile a un cambiamento delle prospettive dei tassi d’interesse, proprio a causa dell’esposizione ai titoli di Stato e alle obbligazioni societarie a più lunga scadenza.

È dunque tutto sommato normale vedere performance peggiori in caso di maggiori pressioni inflazionistiche e di inasprimento della politica monetaria, tanto che nel breve o medio periodo diventano più convenienti i fondi liquid alternative (https://rendimentofondi.it/nn-alternative-beta-lu0370038597-miglior-fondo-liquid-alternative/) o market neutral (https://rendimentofondi.it/man-glg-alpha-select-alternative-ie00b5znkr51-miglior-fondo-market-neutral-2022/) gestiti attivamente, in quanto questi ultimi possono adattare le loro ponderazioni in base alle condizioni di mercato attuali, cosa che gli ETF passivi di Vanguard non possono fare.

Conclusioni sugli ETF Vanguard LifeStrategy

Quanto abbiamo visto non è un problema solamente limitato alla gamma LifeStrategy, ma ha interessato diversi fondi bilanciati in una misura o nell’altra. E se per questi ETF il 2022 è stato un anno piuttosto turbolento, non si può fare altro che attendere che una loro ripresa.

Fermo restando che possono rimanere utili a tutti gli investitori che hanno pochi capitali a disposizione o che preferiscono non essere troppo coinvolti nella gestione delle finanze, il nostro consiglio è comunque quello di affidarsi a tool quali Trendycator ed ETI.

RendimentoFondi, con i segnali del Trendycator, può segnalare la formazione di un trend negativo ben in atto, fornendo spunti per investimenti alternativi dove impiegare il proprio capitale.

Inoltre, grazie all’ETI, avrai un indicatore in grado di mostrare i titoli più performanti su qualsiasi tipologia di strumenti finanziari, compresi i fondi bilanciati. Infine, con il Metodo RF saprai catturare i movimenti rialzisti grazie al Trendycator, senza rimanere bloccato nelle fasi improduttive dei mercati.

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È stato editorialista di diverse testate giornalistiche di tipo finanziario prima di approdare a Rendimento Fondi, dove è diventato presto la punta di diamante del team editoriale. È considerato nell’industria uno degli analisti top expert del settore automotive. È laureato in Economia Aziendale e in Management Internazionale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

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