*** 2018-10-16: AGGIORNATO MENSILE RENDIMENTOFONDI

PRIIPs e KID rendimentofondi wiki

PRIIPs e KID rendimentofondi wiki

Il prospetto KIID che ormai ci si è abituati a leggere ed interpretare e del quale troverete una esaustiva trattazione nella nostra pagina rendimentofondi wiki https://rendimentofondi.it/kiid-rendimentofondi-wiki/ cambierà con la nuova normativa dei PRIIPs.

Il Regolamento comunitario n.1286/2014 del Parlamento Europeo e del Consiglio Europeo, relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i PRIIPs, è in vigore dal dal 1° gennaio 2018 ma verrà recepito gradualmente entro il 2020. Ci troviamo dunque in una fase di transizione dal vecchio regime UCITS IV al nuovo modello dei PRIIPs che diventerà l’unico applicabile a partire dal 1° gennaio 2020.

Tale normativa nasce per offrire maggior trasparenza agli investitori, ma va detto che già il KIID era giunto all’investitore con il medesimo scopo. Infatti, il KIID ha rappresentato una vera rivoluzione e una sintesi estrema del precedente “Prospetto semplificato”, che evidentemente tanto semplice non era.

Secondo il parere di chi scrive, il modello KIID era adeguatamente semplificato, tale da essere compreso dall’investitore; tuttavia le autorità competenti alla regolamentazione e al controllo degli intermediari finanziari hanno avvertito un’impellente esigenza di inventare qualcosa di nuovo, con il fine di far sentire l’investitore “protetto” e a proprio agio, non considerando però che una sintesi portata agli eccessi presta il fianco alla potenziale omissione di aspetti importanti. Ma procediamo per gradi.

PRIIPs è l’acronimo di “Packaged Retail Investment and Insurance-based Investments Products” e identifica tutti quei “prodotti” di investimento o assicurativi “preassemblati” dall’industria finanziaria e rivendui al pubblico retail. Ogni qualvolta si parla di “prodotti” da sempre si intendono, di fatto, dei contenitori assemblati dall’industria finanziaria, ovvero non strumenti diretti come ad esempio un’azione o un’obbligazione.

Il legislatore, in ottica di trasparenza, ha voluto normare (per l’ennesima volta…) tali prodotti introducendo l’impronunciabile sigla PRIIPs, che di fatto nulla toglie e nulla aggiunge a quanto già non fosse prima sia in termini di regole che in termini di documentazione.

Uno schema aiuterà a capire meglio chi sarà classificato come PRIIPs o meno.

PRIIPs

  • fondi comuni d’investimento, fatta salva la deroga di 5 anni per gli UCITS a partire dalla data di applicazione del Regolamento
  • prodotti assicurativi con una componente di investimento, come ad esempio le polizze Unit-Linked
  • prodotti e depositi strutturati
  • obbligazioni convertibili
  • derivati
  • prodotti emessi da SPV (Special Purpose Vehicle)

NON PRIIPs

  • azioni
  • obbligazioni
  • depositi non strutturati
  •  polizze assicurative con prestazioni dovute solo in caso di decesso e gravi danni
  • prodotti pensionistici complementari

Cos’è dunque questo KID? Il KID (Key Information Document) deve essere un documento breve, al massimo di tre facciate di formato A4, chiaro, sintetico ma comprensibile, ovvero redatto senza troppi tecnicismi. Il documento deve consentire a chi lo legge di poter non solo comprendere il prodotto, i costi e i rischi annessi alla sua sottoscrizione, ma deve anche permettere di poter confrontare prodotti diversi rapidamente.

Per questo motivo, una delle parti fondamentali del KID diventa l’indicatore sintetico di rischio, integrato da una spiegazione testuale dello stesso indicatore. Il KID deve contenere anche scenari di performance potenziali ed esplicitare le ipotesi alla base di tali assunzioni. Il KID deve essere fornito in una lingua prescritta dallo Stato membro in cui il PRIIPs è distribuito al fine di garantire che gli investitori al dettaglio possano comprenderlo.

Il KID sarà suddiviso in otto sezioni, che ora andremo ad esaminare nel dettaglio con l’aiuto di un fac-simile d’esempio. La figura sottostante riporta le prime cinque sezioni.

Le prime cinque sezioni del KID

KID-1

KID-1

Sezione 1 e 2: riportano i dati essenziali del prodotto:

  • nome e codice ISIN del PRIIPs
  • sito internet dell’emittente
  • autorità competente
  • data in cui il KID è prodotto o aggiornato

Sezione 3: riporta la descrizione sintetica del prodotto:

  • tipologia del PRIIPs
  • obiettivi del PRIIPs
  • target del PRIIPs
  • eventuali benefici fiscali del PRIIPs

Sezione 4: riporta il profilo di rischio/rendimento del PRIIPs

  • “summary risk indicator”, che sintetizza il rischio mercato e rischio credito
  • informazioni sul rischio liquidità del PRIIPs
  • informazioni sul rischio cambio del PRIIPs
  • massima perdita potenziale
  • scenari possibili di performance

Un approfondimento merita di essere fatto in merito all’informativa sul rischio dell’investimento e sugli scenari di performance, poiché evidentemente sono i più pregnanti sotto il profilo della tutela dei risparmiatori. Di seguito è rappresentato un esempio del “summary risk indicator”, che è la sintesi di indicatori di rischio ritenuti essenziali ai fini della corretta valutazione del prodotto.

Profilo di rischio e di rendimento che non cambia rispetto ai precedenti KIID.

KID risk control

KID risk control

Si tratta, di fatto, dell’informativa sul rischio dell’investimento, che raggruppa le principali voci di rischio quali:

  • rischio di mercato
  • rischio di credito
  • rischio di liquidità

Tuttavia, il rischio di mercato e il rischio di credito sono sintetizzati nel “summary risk indicator”, mentre il rischio liquidità viene presentato in una sezione a parte, se ritenuto rilevante.

Interessante dare uno sguardo anche alla sezione relativa agli “scenari di performance”, illustrati nella prossima immagine in cui mettiamo in evidenza alcuni aspetti.

Gli scenari di performance del KID

scenari di performance

scenari di performance

Vediamo i punti chiave di questa tabella:

  • la tabella si prefigge lo scopo di permettere all’investitore retail di comprendere i possibili sviluppi del suo capitale in base a diversi scenari
  • ogni scenario deve essere accompagnato da un testo descrittivo
  • si introducono grandi novità ma, immancabile come sempre, compare il “periodo raccomandato” che dalla notte dei tempi è sempre di 5 anni
  • le ipotesi di performance devono essere conteggiate al netto dei costi totali in capo al sottoscrittore

Vedremo alla prova dei fatti quanto questa tabellina sarà realmente utile alla comprensione da parte dell’investitore; probabilmente non sarà la prima e l’ultima volta che noi di RendimentoFondi ci troveremo a parlarne.

Va specificato inoltre che ad oggi, siamo a giugno 2018, i primi KID che stanno comparendo ancora non riportano tale tabellina che dovrebbe comunque diventare d’obbligo.

Sezione5: sezione dedicata al chiarimento sul rischio emittente. Ovvero cosa succede se l’emittente è incapace di rimborsare le quote? In sostanza vengono elencate le garanzie eventuali in caso di default dell’emittente.

Vediamo adesso le altre quattro sezioni del KID:

KID-2

KID-2

Sezione 6: sezione riferita ai costi relativi all’investimento: la tabella intende misurare l’impatto dei costi in caso di disinvestimento in diversi orizzonti temporali. Le voci di costo includono i costi una tantum, ricorrenti, incidentali – se rilevanti – e le eventuali penali in caso di disinvestimento. Le immagini 2.7 e 2.8 di esempio chiariranno meglio il concetto.

Esempio di voci di costo del KID.

voci di costo

voci di costo

Schema riassuntivo delle voci di costo.

costi KID

costi KID

Sezione 7: sezione in cui è indicato l’andamento nel passato rispetto al suo Benchmark di riferimento. Nella stessa sezione dovrebbe comparire nella versione definitiva anche la durata minima consigliata per l’investimento, con la ripetizione di eventuali costi in caso di disinvestimento anticipato.

Sezione8: sezione che contiene altre informazioni rilevanti, qualora ancora non presenti nei punti sopra, ad esclusione di qualunque forma di marketing.

Infine, ai collocatori sono richiesti ulteriori adempimenti, per così dire “in corso d’opera”, come l’obbligo di un aggiornamento fisso annuale del KID, l’obbligo di eventuali aggiornamenti tempestivi ad hoc qualora si renda necessario e l’obbligo relativo al fatto che ogni revisione del KID deve essere resa pubblica sul sito web dell’emittente.

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